Pezzetti di cielo, di Marco Maffei

160330_coverpezzetti3dNon è facile scrivere racconti, romanzi, favole, in onore della montagna, di quella montagna; non è facile perché lei, la signora montagna, blocca il respiro, e ti fa sentire polvere di fronte alla sua infinita grandezza. Molto rischioso.  Il rischio di scivolare in racconti già sentiti, o comunque piccoli di fronte a tale meraviglia, è talmente elevato da rendere l’impresa quasi impossibile.  Per questo quando mi hanno proposto di leggere Pezzetti di cielo, di Marco Maffei ero dubbiosa, oserei definirmi titubante. E invece…

E invece, sono stata categoricamente smentita, Pezzetti di cielo è una raccolta di ricordi passati narrati con estrema dolcezza, privi di quel pesante cadere del tempo, capaci di risvegliare memorie anche in chi legge. Se conoscete “quella” montagna vi ritroverete a sognarla ad occhi aperti, apparentemente innamorati e dispersi. Di contro, se per vostra sfortuna non siete mai stati suoi ospiti e non avete mai fatto la conoscenza della signora, allora non potrete più farne a meno.

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L’intelligenza razionale e l’intelligenza emotiva, di Lidia Fogarolo

IXovZ2XPDTHx_s4-mbPremessa: anche se non siete esperti grafologi, ma comunque interessati all’intelligenza umana in tutte le sue meravigliose sfumature, vi consiglio di leggere questo libro.  L’intelligenza razionale e l’intelligenza emotiva, di Lidia Fogarolo può sembrare solo in apparenza un manuale per gli addetti ai lavori, ma in realtà è un concentrato di nozioni e concetti capaci di chiare molti aspetti della complessità umana.

Ritengo la grafologia una materia molto difficile, studiandola si ha l’impressione di, inizialmente, non capirci un tubo, perdonate la sincerità;  poi, come d’incanto, ecco che tutti i tasselli trovano la giusta collocazione, ed ecco che ogni singolo segno, intrecciato agli altri, conquista il suo significato. Per chi è interessato all’argomento, ma non ha alcuna intenzione di dannarsi l’anima nello studio, complesso, della materia, Lidia Fogarolo presenta il suo nuovo libro, una lettura obbligata per chi invece studia grafologia,  e riesce nell’incredibile impresa di donare al pubblico un volume ricchissimo di dettagli grafologici ma anche e soprattutto di intuizioni e verità.

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La via del male, di Robert Galbraith

downloadRobert Galbraith, ovvero  J.K. Rowling, ha da poco presentato ai lettori, noi, il suo ultimo romanzo dedicato a Cormoran Strike, il detective privato gigante buono che oramai abbiamo imparato ad amare, nonostante la sensazione di confusione data dallo pseudonimo dell’autore e da tutti i retroscena.

Lo amiamo, scrivevo, perché è un personaggio che funziona a tutto tondo. Con i suoi vizi e i suoi pregi, gli vogliamo bene nonostante i suoi eccessi e siamo affascinati dalla sua stazza e dal suo passato turbolento. Ci piace anche la sua assistente Robin, bella al punto giusto ma soprattutto molto intelligente anche se sta per sposare un deficiente (cosa che sembra capitare spesso anche nella vita reale).

Ma… La via del male ha un ma gigantesco: nonostante le sue oltre 600 pagine, la scrittura fluida e ben strutturata, ma qui lo sappiamo che J.K. Rowling sa scrivere bene, inutile ribadire l’ovvio, il terzo romanzo dedicato a Strike non funziona.

Non funziona perché è troppo contorto, i tanti personaggi le tante piste alla fine stordiscono il lettore, l’autrice in sintesi non è riuscita a creare quell’aspettativa tipica del romanzo thriller, quell’ansia che porta il lettore pagina dopo pagina a continuare perché deve sapere chi è il colpevole. Bisogna ammettere che capire chi è l’assassino è praticamente impossibile, o almeno io ci ho rinunciato dati i troppi dettagli e i diversi punti di vista narrativi.

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Il viaggio di Lea, di Guia Risari

9788866563303Può una bambina di soli 12 anni viaggiare da sola? Certo che può, soprattutto se accompagnata da un gatto davvero speciale come Porfirio. Il viaggio di Lea, di Guia Risari è un romanzo per ragazzi molto intelligenti, non sono ironica, nemmeno un pochino. Perché ci vuole molta, ma davvero molta intelligenza per seguire Lea nel suo cammino. Soprattutto per capire Lea e la sua sofferenza e gioire e piangere assieme a lei.

Lea è orfana, vive con il nonno in assoluto silenzio: dalla morte dei genitori ha deciso di non voler più parlare. Poi un giorno arriva Porfirio, un gatto parlante, e considerando che pare dica cose intelligenti Lea cambia idea, ricomincia a parlare, ma assieme al desiderio di comunicare ecco affiorare anche la volontà di capire: perché si vive? Perché si muore? Che senso ha il dolore?

Non era giusto ignorare le domande che le si affollavano nella testa; era meglio affrontarle e andare a cercare direttamente le risposte, ovunque si nascondessero. Ma soprattutto, Lea ne era convinta, per una volta doveva limitarsi a vivere il presente: era quello il segreto.

Il viaggio di Lea ricorda un sogno, un incredibile cammino arricchito da personaggi stravaganti, a tratti protagonisti di racconti dell’orrore altri usciti da favole spumeggianti. Lea imparerà molto da ognuno di loro e a farla sorridere e tornare con i piedi ben ancorati a terra ci pensa sempre il suo gatto, angelo custode e inseparabile amico.

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I mercanti dell’Apocalisse, di L. K. Brass

Mercanti Apocalisse GiuntiGli editori ascoltano il grande pubblico, lo fanno eccome, e I mercanti dell’Apocalisse, di  L. K. Brass è l’ennesima dimostrazione. Nato come self-publishing I mercanti dell’Apocalisse viene proposto oggi da Giunti e si propone come thriller finanziario dai ritmi veloci e avvincenti.

Passato da semi sconosciuto alle prime posizioni di Amazon in pochissimo tempo, a corteggiato da grandi editori in ancora meno, I mercanti dell’Apocalisse ha già dimostrato ampiamente di venire apprezzato dal pubblico, probabilmente i motivi sono diversi: dalla storia originale e contemporaneamente attuale, al ritmo, all’evidente volontà di realizzare un thriller in stile americano. Di quelli che ti bloccano alla poltrona per capirci.

La storia: Daniel è un uomo geniale, matematico di successo, e uomo d’affari, ma la sua vita viene spazzata via, interrotta, quando l’aereo dove viaggia sua moglie e le due figlie gemelle esplode. Rimasto solo con la figlia maggiore cerca con fatica quella normalità oramai svanita, ma un’attentato alla sua vita lo rende decisamente sospettoso.

Daniel vuole solo una cosa:  proteggere la figlia, così decide di sparire, fingendo la sua morte. Perché Daniel non è semplicemente un matematico, ma un genio della rete, capace di creare diverse identità, profili, e vite parallele. Così Daniel muore e lascia il posto a molti, forse troppi, alter ego.

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Solo per sempre tua, di Louise O’Neill

solo per sempreSii buona, Sii carina. Sii scelta.

Solo per sempre tua, di Louise O’Neill è oggi uno dei libri più citati, consigliati, venduti in Italia. Il romanzo si presenta come “dispotico per adolescenti”, ma non ha nulla a che vedere con i romanzi del genere che ultimamente affollano le librerie.

Punto primo: è originale, molto originale. In un ipotetico futuro l’umanità è stata quasi totalmente sterminata, sopravvivono in pochi e a stento, per garantire la sopravvivenza della razza umana alcuni uomini, maschi, hanno ben pensato di creare le donne in laboratorio giusto per non sbagliare. Ovviamente già che c’erano le hanno create perfette. Belle, sempre disponibili, attente alle esigenze del marito. Ogni erede, così si chiamano i figli maschi, le femmine vengono abortite, hanno a disposizione 3 eve. Ogni erede ne sceglie una, ma attenzione a quarant’anni le eve sono vecchie e vengono disattivate.

Le eve non scelte per diventare mogli diventano concubine, le altre caste (ovvero insegnanti/suore della scuola di eve).

Dalla nascita fino ai 17 anni le eve crescono chiuse in questa Scuola, dove imparano a essere perfette per l’uomo che le dovrà scegliere. Non imparano a scrivere o a leggere, ma solo a rifarsi il trucco a dimagrire, a vomitare, a migliorare.

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Eva dorme, di Francesca Melandri

Eva dormeScoprire romanzi piacevoli, come Eva dorme, di Francesca Melandri, è la ragione che mi spinge a continuare imperterrita ad aggiornare questo blog. Sono i romanzi come questo che fanno la differenza, scoperti per caso, letti con piacere, assaporati con gioia, perché oltre a raccontare una bella storia riescono a donare anche qualche nozione in più, aspetto della lettura che, a mio avviso, fa una notevole differenza.

Francesca Melandri ci racconta la storia del Südtirol, o dell’Alto Adige, che scopro essere la stessa cosa, e la racconta con le sue parole, fondendo storia e fantasia, perché, come sottolinea: spesso conosciamo la geografia di questi luoghi incantevoli, ma ne ignoriamo la storia. Io oggi conosco, e amo, un po’ di più quei luoghi, e per questo devo ringraziare Francesca.

Partendo dal 1919 l’autrice intreccia passato e futuro per raccontare la vita di due donne, vite intrecciate dato che sono madre e figlia. Una madre di una bellezza devastante e una figlia nata per sbaglio, ma amata ogni giorno.

Francesca Melandri ricorda i grandi romanzi di Isabel Allende, quando narrava storie di famiglie e di donne, ma invece di inserire spiriti e fantasmi l’inquietudine e la bellezza vengono qui rappresentati dalla fredda, insormontabile e meravigliosa montagna.

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Fra me e te, di Marco Erba

ErbaMETE_300dpiFra me e te, di Marco Erba, è un romanzo che consiglio a tutte le generazioni: parla come gli adolescenti, e lo fa senza giudicarli. Gli adolescenti troveranno una storia in armonia con il loro sentire e vivere quotidiano, mentre i genitori potranno comprendere, forse, i silenzi, ansie e rabbie. Aggiungo che questo libro è sicuramente più utile dei tanti manuali per genitori alle prese con i vari Attila moderni, perché riesce a pulire la memoria e far riemergere i ricordi passati. Il genitore, adulto, si renderà conto che anche lui ha vissuto quella tormenta emotiva, che anche lui ha rifiutato la mano di chi voleva aiutarlo, e come tutti , o quasi, è sopravvissuto alla tempesta.

« Perchè gli adulti ci vedono tutti uguali: spavaldi, volgari, rumorosi. Siamo gente che le mamme al parco giochi eviterebbero volentieri come la peste, gente con cui avere a che fare il meno possibile. Perchè gli adulti si sono dimenticati di aver avuto la nostra età!

Il romanzo racconta la vita di due adolescenti, stesso paese, stessa scuola, liceo scientifico, stesso anno, seconda. Ma per una serie di casualità i due si ignorano beatamente.

Edo è il classico adolescente arrabbiato, furioso, con tutti ma in assoluto furibondo con sua mamma, in realtà unico genitore sempre al suo fianco, e con i prof, che, va detto, vengono sempre descritte come persone intelligenti e appassionate del proprio lavoro. A scuola è bravo, è intelligente, ma rischia di mandare tutto al vento perché accecato dalla rabbia e dall’adolescenza. Edo viene trascinato in avventure davvero poco condivisibili. Molto pericolose e molto dannose.

“Devi giustificarti con te stesso” continua. “Devi rendere conto a te stesso di che cosa fai, di chi se, di chi vuoi essere. Non a me. A me puoi chiedere scusa ogni giorno e le tue scuse saranno sempre accettate, credimi. Ma con te stesso non hai alibi. Impara a giudicarti con onestà. Sarai più soddisfatto.

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Spiccioli per il latte. Il primo caso del commissario Kluftinger

5146-emons---spiccioli-per-il-latte---quarta---varieHo comprato questo libro perché la copertina mi ha fatto ridere, vero… non si dovrebbe fare, MAI. Ma la super mucca in bella vista strappa sorrisi anche ai miei figli ogni volta che la incrociano. Devo ammettere però che la mucca ha portato fortuna, perché Spiccioli per il latte di K&K (no no non è uno pseudonimo gli autori sono due e probabilmente per evidenti limiti, dei lettori, si firmano così che a ripetere i nomi tedeschi ci viene l’orticaria) è un bel romanzo. Una sorta di Montalbano tedesco, con tanto di amore passionale per il cibo, tedesco, infinito affetto verso i luoghi incontaminati dove vive il protagonista, in Algovia. Intuitivo e intelligente il commissario Kluftinger conquista tutti, e la sua prima indagine è ben fatta, uno dei rari casi che mi vede verso tre quarti del libro alla non certezza dell’assassino. Ma, e qui parto col primo ma…. mannaggia agli editori italiani, ma che razza di titolo avete scelto? Ma vi rendete conto che è uno spoiler?

In sintesi ho capito chi era l’assassino anche grazie al titolo, e questo è un reato!

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21 maggio alla Sapienza. Sabato al Museo – Narrazioni per non addetti ai lavori

img_copertina.fwRicevo e pubblico molto volentieri e aggiungo: cari romani e cari turisti ma avete dubbi? Dovete andarci!!! Io vi invidio!

Comunicato stampa

Oltre la scienza: l’esperienza narrativa di Davide Bonadonna e Martin Rua – Sabato al Museo. Immaginazione e storie dalla Terra (a seguire La Notte dei Musei). Raccontare la scienza ai non addetti ai lavori

sabato 21 maggio 2016, ore 10.30-18.30

Musei aperti: Antropologia, Scienze della Terra, Vicino Oriente Egitto e Mediterraneo, Zoologia

piazzale Aldo Moro 5, Roma

ingresso 3 euro (comprensivo di tutti i laboratori); gratis per studenti Sapienza e per bambini fino a 6 anni

Terzo appuntamento con l’iniziativa “Sabato al Museo”, dedicato questa volta al nostro Pianeta, alle sue caratteristiche fisiche e ai suoi più antichi abitanti, ai diversi modi di raccontare la scienza: dal racconto alla danza, dalla recitazione al disegno.

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Wolf. La ragazza che sfidò il destino, di Ryan Graudin

Wolf_RyanGraudinWolf. La ragazza che sfidò il destino, di Ryan Graudin diventerà sicuramente il best seller dell’estate, e, a onor del vero, parte da un’idea geniale, ma … (qui inizio con i miei secondo me), si perde un po’ per strada, ed è davvero un peccato perché prometteva bene, molto bene.

Andiamo con ordine, l’idea geniale di partenza è l’intuizione dell’autrice di partire da un fatto storico e stravolgerlo, lei stessa spiega che il tutto ha avuto inizio con la domanda “E se…?” . E se Hitler avesse vinto e fosse riuscito a creare il suo impero? Cosa sarebbe successo?

Da questa idea lo stravolgimento, scivolato nel fanatsy (scivolone che personalmente non mi è dispiaciuto). Peccato la mancanza di dettagli storici che avrebbero reso il racconto verosimile e molto più intrigante.

Yael è una bambina di 6 anni, Yael è una giovane donna della resistenza. Il romanzo si concentra sul passato e presente della protagonista, inafferrabile creatura, vittima degli esperimenti del dottor Geyer, capace di cambiare volto semplicemente spostando le ossa.

Passato e presente si rimbalzano e permettono al lettore di comprendere meglio chi è Yael, la sua storia, le sue origini. Sebbene la struttura del romanzo e l’insieme della storia conquista il lettore sono i dettagli a stranire. Il campo di concentramento è irreale, non rispecchia la realtà e convince poco: un concentrato di romanzi altrui. Così come le improbabili moto scelte per la gara, e la gara stessa, non credo che nel 1954 le strade in Africa, e nel mondo in generale,  potessero vantare un tanto scorrevole passaggio, la stessa Parigi Dakar iniziò nel ’79. La gara è comunque la colonna portante di tutto il romanzo: Yale, trasformata nella vincitrice Adele, solo se riuscirà a vincere il Tour dell’Asse, una corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo, potrà ballare con Hitler durante il  Ballo del Vincitore.

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Il Cappotto della Macellaia, di Lilia Carlota Lorenzo

9788852073380-il-cappotto-della-macellaia_copertina_piatta_foLa Macellaia è in realtà la maestra di Palo Santo, paese argentino di sole 207 anime. Anime decisamente inquietanti, pettegole, meschine, vendicative. A ragion del vero bisogna sottolineare che ne Il Cappotto della Macellaia, di Lilia Carlota Lorenzo, sono le donne le anime più nere e contorte, gli uomini sembrano abbastanza succubi del loro potere, anche se causa diretta di tutti i mali.

Lilia Carlota Lorenzo presenta al mondo un romanzo che sembra una novella teatrale, io mi sono immaginata un’unica scena, simile al Teatro Olimpico del Palladio, dove le diverse abitazioni e personaggi si inseguono per dare vita a una vicenda surreale, a tratti improbabile eppure credibile.

Nato come self publish oggi Il cappotto della Macellaia viene pubblicato dalla Mondadori che a mio avviso ha visto lungo molto lungo, piacevole e ironico il romanzo ha un altro pregio: la sua autrice, un personaggio incredibile, un romanzo a sua volta.

Non sai mai come dire quando vai a far quello. Evacuare, sembra che invece di andare al cesso devi abbandonare la casa; andare di corpo, sa di esercizi marziali; defecare, poi… si sente la puzza solo a pronunciare la parola. Invece deporre era perfetto, fine, più che altro. Quindi suo marito per deporre andava in bagno appena alzato. Durante il giorno, se non pioveva, pisciava nel cortile. Se era a caccia e gli veniva la voglia, faceva tutto nei campi.

La vicenda è molto semplice: a Palo Santo tutti sanno tutto di tutti, ma a volte il sapere non da conoscenza e i segreti rischiano di causare morte e dolore. Così abbiamo la severa e insopportabile maestra, sposata con il buon Macellaio, la figlia cicciona e scorbutica, chiamata con amore Pagnottina; la sarta, suo figlio e il marito (cacciatore); la telefonista, la bella merciaia, la sorella stupida della merciaia, la sposa, lo sposo… e tanta bella gente che per sopravvivere alla noia si inventa davvero cose strambe. O forse, è l’autrice che sa raccontarci la quotidianità di un paesino come tanti? Leggete e scopritelo.

Il sabato e la domenica non si faceva portare la colazione a letto. Voleva dormire fino a quando non si svegliava da sola. Il piacere più grande, però, era risparmiarsi l’odiato muso di Reinoso per due giorni di fila. Pagnottina, alla faccia di suo padre, aveva passato una notte di fuoco; alla faccia di sua madre, si era sbafata mezzo chilo di paste ripiene di cioccolato che le aveva portato il suo spasimante. Dopo pranzo il signor Fernández passò di nuovo davanti al cortile della troia. Di nuovo la troia non c’era. Stranamente sbagliò tutti i tiri e non portò niente a casa. Il sabato pomeriggio e durante tutta la domenica, suo figlio Pepincito sarebbe stato più agitato del solito: la signorina Solimana non lavorava e poteva spuntare all’improvviso da qualsiasi parte. Il sabato pomeriggio, come tutti i sabati pomeriggio, Solimana andò dalla parrucchiera.

Il Cappotto della Macellaia, Lilia Carlota Lorenzo, Mondadori, 2016, Euro 4,99, eBook

Laboratorio per Buoni cittadini digitali a Vicenza

il web e nostro_verticaleSegnalo un prossimo laboratorio a Vicenza, vi aspetto!

Appuntamenti: Laboratorio per buoni cittadini digitali, per bambini e bambine dai 10 anni, a cura di Anna Fogarolo autrice del libro Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli.
Venerdì 13 maggio – ore 17:30
Libreria Galla+Libraccio
via Palladio 12 Vicenza

Cosa faremo?

Realizzeremo un muro sociale, dove scriveremo tutto ciò che ci passa per la testa… perché non siamo mai soli quando navighiamo!

E creeremo un volantino per spiegare a genitori, nonni e amici chi è il buon cittadino digitale.

Vi aspetto!

La battaglia navale, di Marco Malvaldi

la battaglia navaleI vecchietti non fanno più ridere, che peccato! Quando ho scoperto Marco Malvaldi ho passato minuti davvero esilaranti con i suoi 4 vecchietti, il BarLume, il barrista che non ama fare i cappuccini d’estate. Certo, la trama dei suoi romanzi, a mio avviso, non vantava approfondimenti o intrighi pazzeschi, ma l’ironia della struttura ha sempre perdonato ogni mancanza.

Invece… La battaglia navale, ultima fatica di Malvaldi, è un forte arresto. Ora, se la trama non convince, ma devo essere sincera non mi hanno mai convinta nemmeno nei romanzi precedenti, e togliamo lo spasso di ogni singolo personaggio, il tutto crolla, male.

Ho amato il Massimo single, e ora me lo ritrovo noioso e annoiato in una vita di coppia che sinceramente non sembra la sua (il che forse è voluto, magari al prossimo romanzo la molla), i vecchietti sembrano troppo saggi e poco “cazzoni” e questo a noi lettori non piace molto. La bella Tiziana appare di sfuggita, mentre le sue super poppe hanno conquistato tutti, anche noi donne, fin da primo libro. Marchino proprio non c’è, e pure lui, nonostante sia idiota, è un tassello fondamentale per la riuscita della novella.

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Una famiglia quasi perfetta, di Jane Shemilt

51d0BZCKVuL._SX330_BO1204203200_-200x300Se siete madri ansiose vi sconsiglio vivamente questo romanzo Una famiglia quasi perfetta, di Jane Shemilt, potrebbe farvi raggiungere livelli di stress emotivo notevoli; e aggiungo se siete genitori lavoratori, che semplicemente fate il possibile, ma esserci sempre non è tra le cose che vi riescono meglio: evitate la lettura di questo romanzo.

Troppo categorica? Forse, ma certo è che di famiglie quasi perfette ne è pieno il mondo, ma questa è decisamente sfortunata. Due genitori molto impegnati, entrambi medici, tre figli, due gemelli e una quindicenne, per un totale di tre adolescenti. Una sparisce nel nulla, pur lanciando molti segnali mamma e papà non colgono le sfumature, e l’altro si droga.

Ma se una figlia che decide di sparire nel nulla lascia una scia di dolore incredibile, è anche vero che una madre che cerca di capire il perché può risultare a tratti insopportabile; senza offesa, ma se un domani mia figlia a quindici anni decide di fuggire con un uomo adulto, spacciatore, mentre è incinta di un altro, prima vado a riprenderla e poi, forse, cerco di capire il perché. Il padre traditore alla fine è il male minore in una casa dove tutti convivono ma nessuno si accorge dell’altro.

Una famiglia quasi perfetta non è un thriller nonostante l’acclamazione e le fascette, è un buon romanzo, può piacere o meno ma è ben scritto e anche la storia regge (il finale no, ma sono dettagli soggettivi). Non è un thriller dicevo e questo già potrebbe infastidire il lettore che si aspetta altro, non certo uno psico dramma famigliare. Ma, dopo questa premessa, ammetto di averlo letto volentieri, senza troppe pretese e senza cercare presunti assassini.

Una famiglia quasi perfetta, Jane Shemilt, Newton Compton 2015, traduzione D. Di Falco