Lookwood & co. La scala urlante di Jonathan Stroud

9788867157051_lookwood_and_co_la_scala_urlantePensavo fosse un libro per ragazzi, all’inizio aveva tutti gli ingredienti giusti. Ma poi mi è salita la fifa, proprio quella che ti attanaglia mentre leggi e ti fa saltare parole, o frasi intere, perché semplicemente è troppo spaventoso. A questo punto non so più come classificare Lookwood & co. La scala urlante  di Jonathan Stroud, se non come un gran bel libro. Forse non per tutti, nel senso che se i vostri ragazzi sono molto sensibili, hanno paura dei morti, non reggono i fantasmi, ecco allora forse questo libro non è per loro. Ma per tutti gli altri, anche adulti, sì!

Jonathan Stroud riesce anche questa volta a immaginarsi un mondo perfettamente credibile, non stravolge l’originale ma lo arricchisce di succose novità. Il mondo così come lo conosciamo sta subendo un avvento davvero insolito. Lo chiamano Il Problema, ovvero: i fantasmi, anzi un’epidemia di fantasmi.

Siamo a Londra, la città è trasformata a causa di queste essenze, più o meno letali, che la infestano da oramai cinquant’anni. Solo i bambini possono risolvere Il problema, perché solo loro possiedono i talenti per vederli, percepirli o sentirli (quest’ultimo è un talento molto raro).

Già a vent’anni i talenti spariscono, i pochi bambini che riescono ad arrivare a quell’età, cacciare i fantasmi è molto pericoloso, diventano supervisori. In teoria ogni gruppo di acchiappafantasmi ha un supervisore, tranne i nostri eroi che si dichiarano indipendenti.

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It’s complicated. La vita sociale degli adolescenti sul web, di Danah boyd

ITS-COMPLICATEDGli adolescenti di oggi si comportano in maniera differente dagli adolescenti di ieri? No. Punto.

Danah boyd in It’s Complicated, gratuita la versione inglese altrimenti tradotto in italiano da Castelvecchi, dona una chiara analisi del comportamento degli adolescenti sul web e in particolare su come usano il web e i social. Il libro è del 2010 e si concentra su adolescenti, 14/15 anni, americani. Lo sottolineo perché il libro affronta in particolare Facebook e altri social non più usati dai ragazzi nel 2017, inoltre l’America è un paese molto più complesso dell’Italia da un punto di vista sociale. Gli adolescenti, ad esempio, non possono entrare da soli o in gruppo, nei centri commerciali. Possono solo se accompagnati da adulti. Questo dettaglio è utile per comprendere come l’America considera gli adolescenti.

Torniamo al libro: Danah boyd , responsabile del settore ricerca alla Microsoft, è professoressa di Media e Comunicazione presso la New York University e membro del Berkman Center for Internet and Society ad Harvard, spiega in maniera lucida e dettagliata come in realtà siamo noi adulti ad essere ossessionati dalla tecnologia. La consideriamo il male assoluto semplicemente perché non la capiamo.

Loro, gli adolescenti, oggi come ieri si limitano a costruire relazioni, amicizie, ad esplorare un mondo che ritengano gli appartenga e che deve essere altro rispetto alla famiglia, perché, ricordiamoci, l’adolescente di ogni parte del mondo deve trovare il suo posto, creare il suo spazio, costruire il suo io. La differenza sostanziale, spiega l’autrice, sta nel luogo: ieri i ragazzi si ritrovavano in piazza, o al centro commerciale, o sotto l’ombra di un albero, a parlare, discutere, confrontarsi, a creare amicizie importanti. Oggi, tra i divieti, le paure dei genitori, i tanti, troppi, impegni, i ragazzi riescono a creare relazioni solo online. Perché non hanno tempo per fare altrimenti. Sbagliano loro?

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Imprimatur, di Rita Monaldi & Francesco Sorti

ImprimaturImprimatur,  di Rita Monaldi & Francesco Sorti, Baldini&Castoldi editore,  è un libro che ha dato molto fastidio nel 2002, anno della sua prima pubblicazione. Perché? Semplice, perché è ben scritto, e chiaramente documentato. Quindi, dato che racconta fatti veri, o quanto meno romanza fatti storici, e i dettagli dovuti a un’attenta ricerca appaiono evidenti, e dato che la storia narrata può non fare piacere a molti, ecco spiegato il clamore del passato.

Ma oggi? Per il momento non mi sembra di aver letto alcuna alzata di scudi, o recensioni scandalizzate, si tratta di un romanzo storico. Punto. Certo, afferma in maniera poco sottile che Papa Innocenzo XI avrebbe favorito l’ascesa al trono d’Inghilterra di un sovrano protestante, anziché cattolico. Però bisogna sottolineare che l’accusa anche se pesante è fatta con stile: il romanzo è davvero ben fatto.

Ricco di storia e dettagli, dalla medicina ai pasti, dalla peste fino agli abiti, Imprimatur narra le vicende di un gruppo di  viaggiatori costretti in quarantena in una locanda romana, per un presunto decesso di peste. Siamo nel settembre 1683, quando la storia vede la guerra a Vienna, cattolici contro turchi.

I protagonisti sono davvero insoliti, dall’abate Atto Melani,  ex cantante castrato e ora agente segreto del Re Sole,  al garzone della locanda che svelerà il suo più grande segreto (un segreto a tratti mostrato a dire il vero) solo alla fine del romanzo, la prostituta, il musicista, la vittima che in realtà è un ex sovraintendente famoso in tutta europa, il dottore capace e istruito.

Dalla locanda alle fogne di Roma fino a un presunto attentato al Papa, il romanzo conquista per ritmo e capacità di narrare la storia in maniera incessante, riesce a unire la vita del ‘600, descrivendola in maniera colorita eppure verosimile anche a chi, come me, non è certo esperto del periodo, al thriller moderno.

Non manca nulla: omicidio, inganno, suspense e addirittura inseguimenti!

 

I guardiani dell’isola perduta, di Stefano Santarsiere

510AVY-HPXL._SX330_BO1,204,203,200_I guardiani dell’isola perduta“, di Stefano Santarsiere, Newton Compton, è uno di quei romanzi che definire d’azione è poco. Veloce, accattivante, sempre in movimento, capace di farti dubitare di ogni dettaglio (anche di quelli che ti hanno insegnato a scuola), affabile ma con distacco, vero, in parte. Questo romanzo unisce l’avventura alla fantasia, ma lo fa aggiungendo un enorme punto di domanda alle nostre certezze: conosciamo davvero così bene gli abissi degli oceani da poter giurare con assoluta certezza che la vita si sia fermata solamente più in superficie?

I misteri degli abissi affascinano da sempre, probabilmente perché è uno dei pochi luoghi terresti non ancora totalmente esplorati, e questo non sapere ci permette di immaginare senza necessariamente volare nello spazio.

“I guardiani dell’isola perduta”, dicevamo, un romanzo ben costruito, ben scritto, e soprattutto piacevole. Abbiamo un giornalista esperto in eventi non spiegabili dalla scienza, un amico, una fidanzata, e poi tanti tantissimi personaggi, buoni e cattivi, che insieme orchestrano un racconto originale.

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Trilogia di Bartimeus, di Jonathan Stroud

9788862561389_0_0_300_80Jonathan Stroud ha creato l’antieroe perfetto. Non un uomo ma un demone, attenzione se lo chiamiamo demone si offende,  Bartimeus un  jinn millenario proveniente dall’Altro luogo. Una risposta decisa e ferma a chi ama il fantasy classico, quello della sempiterna lotta del bene contro al male, per capirci. Una risposta sarcastica e originale. I demoni sono al servizio dei maghi che grazie a complicati incantesimi possono richiamarli dall’Altro Luogo a loro piacimento. I demoni/schiavi devono eseguire gli ordini del padrone, e, se e solo se il padrone lo vorrà, possono venire liberati.

I maghi si sono un pochettino montati la testa, nei secoli hanno governato e ridotto in schiavitù un numero impressionante di demoni, ma soprattutto hanno reso inermi e succubi i comuni (persone prive di magia).

Di conseguenza i demoni sono arrabbiati neri, e non vedono l’ora di fargliela pagare; i comuni sono arrabbiati neri e non vedono l’ora di togliere il potere ai maghi.

Ovviamente , l’occasione fa l’uomo ladro…

Bartimeus viene chiamato da un bambino, ma gli capitò un tale affronto in cinquemila anni di onorata carriera, eppure l’apprendista mago  Nathaniel è bravo, e pure intelligente. Ma ha una strana predisposizione per i guai…

Bartimeus,ì e  Nathaniel sono i protagonisti di 3 dei quattro libri dedicati a questo mondo capovolto, un’accoppiata vincente, simpatica, sfrontata, capace di dubitare e crescere assieme.

Lo consiglio a chiunque ama u fantasy e ha bisogno di una storia nuova, diversa dalle tante compagne e castelli con scuole di magia annesse.

La trilogia di Bartimeus: L’amuleto di Samarcanda-L’occhio del Golem-La porta di Tolomeo, di Jonathan Stroud, traduttore R. Cravero, Editore: Salani.

 

Django Girls a Firenze, la mia esperienza

django_girls_florence_logo.png__944x500_q85_crop_subsampling-2_upscaleIeri, 2 aprile 2017, ho partecipato al Django Girls Florence. Punto. Sveglia alle 4:40, treno, arrivo a Firenze alle 7:30, workshop dalle 9 alle 18, ritorno ore 22.

Una faticaccia, sì, ma ne è valsa assolutamente la pena.

Per lavoro, quello vero, mi occupo di comunicazione social e di educazione digitale, quindi di internet, ma soprattutto di come noi, tutti, usiamo internet, mi mancava quel dietro le quinte che è la programmazione. Per questo motivo ho deciso di partecipare, ammetto che la decisione è stata istintiva, ma evidentemente il mio istinto funziona ancora molto bene 😉

Ambiente stimolante, coach molto preparati e gentili, assolutamente impermeabili alle ondate di panico dei partecipanti. Così, armata di incoscienza e poca conoscenza, ho affrontato codici, facili, tutorial, programmazione cd.. / () [] >< { }

Un inizio, tentennante, ma pur sempre un inizio! Stupidaggini per chi già conosce almeno un linguaggio di programmazione, un’impresa per me assolutamente acerba dell’argomento.

Una giornata intensa, Marta, la mia coach, si è rivelata un’ancora di salvezza (secondo me ha ancora mal di testa a causa dei tanti perché, come, e urla di panico).

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Gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin

 gli-occhi-neri-di-susan_8575_Gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin, è una lettura piacevole nonostante sia ingannevole; non è un thriller, nel senso che non ha, sebbene in realtà vorrebbe, quella giusta dose di suspance, non è un giallo, non è psicologico, anche se uno dei coprotagonisti è uno psichiatra. Ama ballare con il tempo , e lo fa molto bene, passato e presente sembrano intrecciarsi presentando al lettore un unico racconto sensato e coerente. Anche se l’assassino appare abbastanza scontato, nonostante tutto.

Come accennavo il romanzo si basa su continui salti temporali, il ieri che presenta la protagonista Tessa appena dopo la terribile vicenda che l’ha vista protagonista: è stata ritrovata viva in una fossa, sepolta da ossa, e priva di memoria. E l’oggi: Tessa vent’anni dopo, mamma di una splendida adolescente e convinta di aver contribuito a condannare a morte un uomo innocente.

Gli altri personaggi sono il poliziotto figo e buono, l’ex amica presente nel ieri ma scomparsa nell’oggi, lo psichiatra.

Come scrivevo all’inizio, il romanzo è piacevole e intreccia bene i vari sbalzi temporali, un po’ troppo angoscioso a tratti ma nell’insieme coerente, abbastanza. Il punto che più mi ha lasciata perplessa è che non viene spiegato il perché il colpevole è così perverso. Manca il movente. Semplicemente è pazzo, questa è una spiegazione che non mi basta.

Per concludere, un romanzo che si fa leggere, senza troppe pretese.

Gli amici del fiume, di Guia Risari, ill. G. Rossi

Amicidelfiume-Risari-1Vi siete mai soffermati ad ascoltare la natura? Io sì, spesso, e rimango sempre affascinata da quella sensazione, quelle chiacchiere, sussurri, parole o canzoni, come a voler sottolineare quanto sia viva. A volte mi sento un’estranea di fronte alla sua enorme meraviglia, altre, mi accoglie come a volermi parte del tutto. Guia Risari in Gli amici del fiume riesce a dar voce a quella natura, scopre i sussurri, i segreti, l’amore e le paure, traducendo il tutto per noi, permettendoci così di comprendere ogni più piccolo dettaglio.

La natura sulla riva di un fiume, imprevedibile, ci presenta un riccio, un’anatra e una lepre, desiderosi di imparare a nuotare; l’anatra, la più esperta, dovrebbe insegnare questa pericolosa arte ai suoi amici.

I tre amici a quel punto si sedettero vicini sul bordo del fiume, facendo penzolare le zampe in acqua ma stando ben attenti a non cadere. L’acqua era piacevolmente fredda. Si scambiarono uno sguardo che raccontava tutta la loro meraviglia.

«Com’è trasparente» sospirò Adamo.

«Morbida» aggiunse Taddeo.

«Imprevedibile» concluse Nina.

E quella fu la loro prima lezione di nuoto.

Vengono presentati così i nostri eroi, tre esploratori del mondo, coraggiosi ma anche intimiditi e impauriti da ciò che non conosco. Come a voler abbracciare il ragazzo che legge, sussurrando nel suo orecchio che è normale aver paura, la vita è una continua scoperta, ma se affrontiamo il viaggio con coraggio possiamo imparare mondi meravigliosi.

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L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso

88116716399788811671633-3-300x453Piacevole, divertente, un romanzo che funziona. Presento così L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso, perché semplicemente è vero.

Inoltre, cita Manuel Vázquez Montalbán, quindi vince a mani basse.

Ma andiamo con ordine, abbiamo un giallo, un giallo italiano, ma finalmente abbiamo un giallo senza commissario, o meglio, il commissario c’è ed è anche incantevole, ma non è lui il protagonista di questa storia. La protagonista non è nemmeno una patologa, una poliziotta con i tacchi a spillo…. no, la protagonista è una donna di circa trent’anni, una ghostwriter di Torino, una ghostwriter in stile dark punk, anche se oramai ha abbandonato da tempo quell’etichetta ed è rimasta dark solo nel guardaroba. Una sorta di Lisbeth Salander gentile, senza il pallino dell’informatica e della sicurezza.

Vani, questo è il suo nome, è una donna che non ama la confusione, fa dannatamente bene il suo lavoro e vuole semplicemente essere lasciata in pace. Scrive libri di altri, o meglio scrive libri che poi verranno venduti a nome di altri autori. Vani è una donna complicata, molto complicata, e non ama interferenze. Accetta qualche contatto solo da parte della vicina di casa adolescente, perché la ritiene molto intelligente.

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Le lacrime di Borromini. Le indagini del commissario Bertone, di Fabio Bussotti

9788899423513_0_0_300_80Il commissario Bertone non è proprio quel genere di sbirro che ci piacerebbe incontrare, quello da telefilm per intenderci. No, Flavio Bertone è di mezza età, avanzata, non bello, bestemmiatore, mezzo alcolizzato (il mezzo glielo concedo), discretamente antipatico, incapace di entrare in empatia con il prossimo. L’antieroe perfetto. Le lacrime di Borromini, di Fabio Bussotti, è il terzo romanzo della serie, e dimostra di aver superato la sfida del “Ancora un commissario?!?! Ma non dovevano smetterla?” , perché se la parola commissario ci fa venire in mente Montalbano di simile le due serie hanno appunto solo quello: la parola.

L’indagine è ambientata in una calda Roma ma se inizialmente sembra un complicato omicidio diventa sempre più macabra e irreale man mano che prosegue, tanto da scomodare servizi segreti e Vaticano.

Lo stile è distaccato, realistico, quasi a volerci raccontare sì questa storia ma con pacato fastidio. L’amore è presente e burrascoso, abbiamo una ex moglie psicopatica, una ex amante definitivamente ex, e una infermiera tanto buona e pia, e decisamente sfigata: tra ictus e tumori e solitudine non le manca nulla,  che non ci azzecca nulla con il nostro commissario, eppure…

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Camera 101 – L’osceno è la radice del piacere, di Enea Tonon

51091rEFrmLNon è facile scrivere e raccontare il sesso, o l’amore che potrebbe, ma non necessariamente, nascere da esso. Non è facile perché stereotipi e ovvietà rischiano spesso di intrecciarsi per perdesi nel cammino.  Camera 101 – L’osceno è la radice del piacere, di Enea Tonon, è un romanzo intrigante, una storia che pur raccontando il sesso non diventa sua succube, non accontenta i maliziosi e non disincanta il lettore. Una storia come tante, eppure costruita con maestria e capace di mantenere l’equilibrio.

Una storia che potrebbe non piacere ai più romantici, pur narrando l’amore, un tipo d’amore. Non potrebbe piacere, scrivevo, perché cruda, irrazionale, priva di quei passaggi quasi obbligati che la letteratura ci ha insegnato ad accogliere, intrecciata senza badare alle comuni linee temporali. Violenta, passionaria.

A mio avviso però quanto appena descritto è solo apparenza, perché se dovessi trovare una parola per sintetizzare questo romanzo sceglierei “realistico”.

Dannatamente realistico.

Una lettura interessante. Non per tutti, mai volgare o troppo spinta, semplicemente troppo realistica.

L’informatore, di John Grisham

downloadJohn Grisham non delude mai, è un dato di fatto. Ovvio, devono piacere le sue storie asciutte, lo stile strigliato, narrativo e concreto, ma, se cercate un thriller con tutti i dettagli al loro posto e la giusta dose di suspense… i suoi romanzi catturano, sempre.

Non fa eccezione L’informatore, conciso, diretto, capace di narrare una storia complessa, articolata dai molti personaggi senza mai perdersi in inutili dettagli. Vero protagonista del suo ultimo romanzo la corruzione, quella che conquista anche le persone inizialmente per bene, quella che a furia di ricchezza e potere cambia e modifica intere comunità.

Un giudice corrotto, una comunità indiana alla deriva, mafia, e ovviamente i buoni, quelli che, nonostante il pericolo, vogliono scoprire la verità per fermare la macchina del male.

Certo, John Grisham  divide il mondo in bianco e nero, buoni e cattivi, cattivissimi, ma a noi, comuni lettori, piace anche per questo.

L’informatore, John Grisham , Mondadori, 2016, Euro 22,00, ebook 9,00 Euro

9 giorni, di Gilly MacMillan

9-giorni_7932_9 giorni, di Gilly MacMillan, uno dei libri più angoscianti che mi sia capitato di leggere.

Scritto bene, ma (mi dispiace so che quando inizio con il fatidico ma…. son dolori) davvero poco thriller.

Due i protagonisti di questa vicenda, Rachel Jenner, madre di  Ben, Ben che è solo una povera e sfortunata comparsa di otto anni, e  James Clemo, ispettore detective. Due protagonisti, due voci narranti principali, due vicende umane differenti anche se legate alla stessa storia: la scomparsa di Ben.

Durante una passeggiata nel bosco Ben decide di precedere la mamma nel sentiero, pochi metri, pochi minuti. Da quel momento scompare.

Scritto bene, ripeto, perché i punti di vista, le paure e le difficoltà, la macchina dei media che riesce a far apparire colpevole una madre disperata, la polizia presente e coinvolta anche personalmente, sono ben descritti e funzionano. Ogni coprotagonista della storia, risulta abbastanza convincente.

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La penitenza, Giosuè Calaciura

downloadCapita, a volte, di inciampare in esperimenti letterari, o romanzi ben scritti, immagino dipenda dai punti di vista, capaci di schiarirti le più cupe giornate. Ora, non se la prendano gli altri, ma a volte capita. Può essere che il romanzo in oggetto conquisti il lettore per gusti o stili affini, o semplicemente per originalità, o ancora, seppur raramente, perché opere ben scritte, pulite. Piacevoli e semplicemente geniali.

Questa premessa per presentare La penitenza, di Giosuè Calaciura, un romanzo che ho deciso di leggere per curiosità e che invece si è rivelato una vera e propria scoperta letteraria. Dall’idea della storia allo stile dell’autore, quello che ci viene proposto dalla Mincione Edizioni è impeccabile.

Giosuè Calaciura ci presenta una storia dai sapori nostalgici, una vicenda antica così come è antico il suo protagonista: un gigante. Un uomo eterno, sopravvissuto al tempo, meno alla cattiveria dell’uomo, dimenticato nelle carceri di un mondo che si intuisce essere terra siciliana, ma potrebbe rivelarsi qualsiasi luogo. Un uomo, o un recluso, o un anima. Solo a seconda degli interessi di chi lo scopre. Eterno, scrivevo, perché dalle sue parole, ma anche da chi lo accompagna o lo scopre, comprendiamo che si passa da “Garibaldo” , al terremoto dello Stretto, per poi proseguire verso altre vicende a noi più vicine, eppur così paradossali se osservate dai giganteschi tre metri.

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Red Notice – Scacco al Cremlino, di Browder Bill

rednoticeRed Notice – Scacco al Cremlino, di Browder Bill, è una di quelle letture che ti inchiodano al divano e non ti concedono respiro; ma, l’aspetto più inquietante del romanzo è che è tutto vero. Non solo, ammetto che più volte mi sono dovuta ripetere che no, non si trattava di un racconto storico, e no, non era l’ennesima “favola” di 007 e affini. No.

La storia di Browder Bill parte dai primi anni novanta ma si sviluppa in tutta la sua tragedia nel 2010. Sei anni fa. I nomi dei politici che incontriamo sono gli stessi della cronaca attuale, e questo dettaglio disturba. Inutile girarci attorno, siamo convinti che determinate torture fisiche e psichiche, si siano fermate al passato, alla guerra fredda, a periodi storici lontani dal nostro quotidiano. Ne siamo talmente convinti che Red Notice – Scacco al Cremlino rappresenta un brutto e brusco risveglio. Certo, leggiamo le notizie, conosciamo la storia della Russia, sappiamo benissimo che non è un paese facile e prendiamo le distanze da molte vicende che la raccontano. Ma sono comunque vicende lontane da noi. Non ci appartengono, le assimiliamo, certamente le condanniamo, ma fondamentalmente non cambiano la nostra quotidianità.

Il romanzo di Browder Bill, invece, ci costringe a vedere il mondo, quello di oggi, quello che dovrebbe essere moderno e civile, con altri occhi, ci costringere a prendere coscienza di realtà attuali atroci, impossibili da perdonare.

La storia di Browder Bill è particolare, dopo una giovinezza passata più a combattere la storia della sua famiglia che a capire cosa realmente vuole dalla vita, finalmente chiarisce ogni dubbio con se stesso e decide di dedicare vita e lavoro alla Russia, o meglio ai capitali della Russia.  Diventa così uno dei più famosi uomini d’affari e fa la sua fortuna dirigendo il più grande fondo di investimento dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Hermitage Capital Management.

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