Il bosco di Mila, Irma Cantoni

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9788851152369_66600a0b745729774247d1c1a5cb7f55Il bosco di Miladi Irma Cantoni, è il romanzo vincitore del Premio Racconta la tua storia, ed è disponibile dal 6 luglio 2017 solo negli Autogrill.  Una rapida presentazione, per capire che siamo di fronte a una sfida: un romanzo diverso, diverso dal solito “romanzo, giallo italiano”, scritto da una donna. Una storia molto complicata, uno stile certo non lineare e cadenzato ma ricco di diversi punti di vista e spezzato, come a voler sottolineare quanto sia complicata l’umanità.

Vittoria Troisi è capo commissario a Brescia, a lei viene affidata l’indagine di una sparizione: una bambina sembra svanita nel nulla durante una gita scolastica. Scomparsa nel bosco. Nonostante il dispiego di forze dell’ordine della bambina non si trova traccia, si trova invece un’altra bambina, purtroppo deceduta.

Il romanzo scivola tra le discriminazioni razziali, la mafia cinese e le famiglie troppo “alto locate” per poter confessare. Quasi a voler sottolineare che ogni famiglia ha almeno un segreto, nasconderlo non è sempre la soluzione.

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Il coniglio bianco, di Nino Treusch

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coniglio biancoUn romanzo strano Il coniglio bianco, di Nino Treusch, ma non per questo meno piacevole. Strano per diversi motivi, uno su tutti è particolarmente inquietante, sebbene si tratti di una storia che vede molti personaggi intrecciare il loro destino,  il protagonista indiscusso è il telefono cellulare. Un oggetto che ognuno di noi usa quotidianamente, un oggetto che probabilmente in molti odiamo ma che in realtà ci scopre a non poterne fare a meno; un oggetto che per alcuni è diventato una firma, una dimostrazione di stato, una moda.

Ne cambiamo tanti, scarichiamo ogni app reperibile, scriviamo messaggi e siamo sempre connessi, non solo gli adolescenti, sia chiaro: tutti noi. E se fino a qualche anno fa l’età del primo cellulare era dai 14/15 anni, oggi i bambini di 8 anni sfoggiano ultimi modelli da capogiro.

Il coniglio bianco, è inquietante. Perché la sua trama complessa prende in esame proprio questo uso sconsiderato del cellulare. E sebbene sia una storia, appunto, quindi si presume una storia inventata, spero,  i danni che può provocare il cellulare è argomento discusso, o almeno dovrebbe. Perché è innegabile che l’interesse verso i possibili effetti collaterali venga mitigato dal nuovissimo super modello in commercio. Quindi facciamo tutti finta di niente, sperando che la mancanza di dati disponibili per accertare i danni collaterali sia sinonimo di nessun danno collaterale. Assurdo, ma il romanzo di Nino Treusch, avvalendosi di scene da 007 e incredibili colpi di scena,  fa proprio questo: fa riflettere su quel “non sappiamo” che a volte la scienza , o il mercato, ci vende come verità. Dato che non abbiamo sufficienti dati per valutare non è vero.

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Cento di questi giorni, di Andrea Dalmasso

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51W7CaF5xOLScrivo questo blog perché amo leggere, amo leggere storie nuove, storie che mi fanno pensare, che mi scaldano il cuore. Cento di questi giorni,
di Andrea Dalmasso, Enzo Delfino Editore, è uno di quei romanzi che diverte e contemporaneamente riesce a far riflettere. Quel “cosa succederebbe se” è la giusta chiave di lettura. Cosa succederebbe se in Sicilia, terra così incantevole e così dannata, un giorno, per caso ma forse no, i giovani si ribellassero?

La storia di Andrea Dalmasso non parla solo di rivolta, parla d’amore e di giornalismo, di gioventù, di amicizie, di sogni; sogni infranti e sogni proiettati nel futuro.

Un giovane giornalista, uno bravo, uno che sa scrivere per davvero anche se non ama definirsi giornalista d’assalto, e un fotografo, forse meno bravo, in realtà è la sua onestà la caratteristica che lo distingue fin dalle prime pagine, si ritrovano, più per caso che per dovere, in missione verso la Sicilia. Missione quasi impossibile dato che i collegamenti verso l’isola sono stati interrotti causa rivolta. E già qui scatta un “impossibile”, eppure la Sicilia di Dalmasso è in rivolta, giovani indignati infuocano le strade, una raccomandazione di troppo ha scatenato gli animi. Ma il romanzo non affronta solo le vicende siciliane, rendendole apparentemente inverosimili, si sofferma anche sulle difficoltà dei giovani padri, sulla morte, e riesce chilometro dopo chilometro, con uno stile ironico e veloce a descrivere perfettamente ogni personaggio, donando umanità anche al meno umano degli incontri.

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L’Ammerikano di Pietro De Sarlo

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51uz4JpsJ3L._SX329_BO1,204,203,200_Interessante, molto interessante, L’Ammerikano di Pietro De Sarlo è un romanzo dalle tante interpretazioni e sfaccettature; Pietro De Sarlo non si accontenta di una storia e di un solo stile narrativo, ma stuzzica il lettore con tante storie e diversi stili, quasi a voler confondere, inizialmente, per poi portare tutti i fili verso una, unica e sola, conclusione.

Le vicende narrate partono da Monte Saraceno e si spostano in America per poi tornare in patria. Ma il viaggio oltre a spostare le vie terrene analizza anche periodi storici differenti, tanto da trovare una motivazione ereditaria anche per scelte e conclusioni totalmente opposte.

“Vince’ tu si’ fesso!”
Vincenzo Ametrano avvertiva l’aria di burrasca domestica da lontano, già a metà della salitella che percorreva tutte le sere per andare dalla sua bottega, vicino alla piazza del paese, fino a casa. Quella sera però l’aria di burrasca l’aveva sentita addirittura mentre abbassava la saracinesca del negozio, il che voleva dire che quella in arrivo era proprio bella grossa.
Appena percepiva la bufera che si avvicinava, faceva mentalmente l’elenco delle cose che sua moglie avrebbe potuto rimproverargli, ma non gli veniva mai nulla in mente. Almeno tra quelle che poteva sapere, perché in realtà qualcosa di grosso da nascondere e rimproverarsi c’era eccome.

Monte Saraceno è un paesino dell’ Appennino lucano, piccolo, a tratti addormentato, ma capace di risvegliare intere nazioni se necessario, solo che spesso non valuta necessaria la fatica, perché Monte Saraceno ha la sua storia, le sue radici, la sua vita quotidiana, e da solo meriterebbe un romanzo. Ma non è questo il caso, perché l’autore pur presentando passato e presente di questo teatro di vita, narrando le vicende che maggiormente caratterizzano i suoi abitanti, e soffermandosi sulla storica famiglia del luogo: gli Ametrano, intreccia quella realtà a un thriller Americano, di quelli dove nessuno è il buono, dove mafia e killer vanno a braccetto e solo la vendetta può fare la differenza.

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Lookwood & co. La scala urlante di Jonathan Stroud

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9788867157051_lookwood_and_co_la_scala_urlantePensavo fosse un libro per ragazzi, all’inizio aveva tutti gli ingredienti giusti. Ma poi mi è salita la fifa, proprio quella che ti attanaglia mentre leggi e ti fa saltare parole, o frasi intere, perché semplicemente è troppo spaventoso. A questo punto non so più come classificare Lookwood & co. La scala urlante  di Jonathan Stroud, se non come un gran bel libro. Forse non per tutti, nel senso che se i vostri ragazzi sono molto sensibili, hanno paura dei morti, non reggono i fantasmi, ecco allora forse questo libro non è per loro. Ma per tutti gli altri, anche adulti, sì!

Jonathan Stroud riesce anche questa volta a immaginarsi un mondo perfettamente credibile, non stravolge l’originale ma lo arricchisce di succose novità. Il mondo così come lo conosciamo sta subendo un avvento davvero insolito. Lo chiamano Il Problema, ovvero: i fantasmi, anzi un’epidemia di fantasmi.

Siamo a Londra, la città è trasformata a causa di queste essenze, più o meno letali, che la infestano da oramai cinquant’anni. Solo i bambini possono risolvere Il problema, perché solo loro possiedono i talenti per vederli, percepirli o sentirli (quest’ultimo è un talento molto raro).

Già a vent’anni i talenti spariscono, i pochi bambini che riescono ad arrivare a quell’età, cacciare i fantasmi è molto pericoloso, diventano supervisori. In teoria ogni gruppo di acchiappafantasmi ha un supervisore, tranne i nostri eroi che si dichiarano indipendenti.

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It’s complicated. La vita sociale degli adolescenti sul web, di Danah boyd

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ITS-COMPLICATEDGli adolescenti di oggi si comportano in maniera differente dagli adolescenti di ieri? No. Punto.

Danah boyd in It’s Complicated, gratuita la versione inglese altrimenti tradotto in italiano da Castelvecchi, dona una chiara analisi del comportamento degli adolescenti sul web e in particolare su come usano il web e i social. Il libro è del 2010 e si concentra su adolescenti, 14/15 anni, americani. Lo sottolineo perché il libro affronta in particolare Facebook e altri social non più usati dai ragazzi nel 2017, inoltre l’America è un paese molto più complesso dell’Italia da un punto di vista sociale. Gli adolescenti, ad esempio, non possono entrare da soli o in gruppo, nei centri commerciali. Possono solo se accompagnati da adulti. Questo dettaglio è utile per comprendere come l’America considera gli adolescenti.

Torniamo al libro: Danah boyd , responsabile del settore ricerca alla Microsoft, è professoressa di Media e Comunicazione presso la New York University e membro del Berkman Center for Internet and Society ad Harvard, spiega in maniera lucida e dettagliata come in realtà siamo noi adulti ad essere ossessionati dalla tecnologia. La consideriamo il male assoluto semplicemente perché non la capiamo.

Loro, gli adolescenti, oggi come ieri si limitano a costruire relazioni, amicizie, ad esplorare un mondo che ritengano gli appartenga e che deve essere altro rispetto alla famiglia, perché, ricordiamoci, l’adolescente di ogni parte del mondo deve trovare il suo posto, creare il suo spazio, costruire il suo io. La differenza sostanziale, spiega l’autrice, sta nel luogo: ieri i ragazzi si ritrovavano in piazza, o al centro commerciale, o sotto l’ombra di un albero, a parlare, discutere, confrontarsi, a creare amicizie importanti. Oggi, tra i divieti, le paure dei genitori, i tanti, troppi, impegni, i ragazzi riescono a creare relazioni solo online. Perché non hanno tempo per fare altrimenti. Sbagliano loro?

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Imprimatur, di Rita Monaldi & Francesco Sorti

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Imprimatur

ImprimaturImprimatur,  di Rita Monaldi & Francesco Sorti, Baldini&Castoldi editore,  è un libro che ha dato molto fastidio nel 2002, anno della sua prima pubblicazione. Perché? Semplice, perché è ben scritto, e chiaramente documentato. Quindi, dato che racconta fatti veri, o quanto meno romanza fatti storici, e i dettagli dovuti a un’attenta ricerca appaiono evidenti, e dato che la storia narrata può non fare piacere a molti, ecco spiegato il clamore del passato.

Ma oggi? Per il momento non mi sembra di aver letto alcuna alzata di scudi, o recensioni scandalizzate, si tratta di un romanzo storico. Punto. Certo, afferma in maniera poco sottile che Papa Innocenzo XI avrebbe favorito l’ascesa al trono d’Inghilterra di un sovrano protestante, anziché cattolico. Però bisogna sottolineare che l’accusa anche se pesante è fatta con stile: il romanzo è davvero ben fatto.

Ricco di storia e dettagli, dalla medicina ai pasti, dalla peste fino agli abiti, Imprimatur narra le vicende di un gruppo di  viaggiatori costretti in quarantena in una locanda romana, per un presunto decesso di peste. Siamo nel settembre 1683, quando la storia vede la guerra a Vienna, cattolici contro turchi.

I protagonisti sono davvero insoliti, dall’abate Atto Melani,  ex cantante castrato e ora agente segreto del Re Sole,  al garzone della locanda che svelerà il suo più grande segreto (un segreto a tratti mostrato a dire il vero) solo alla fine del romanzo, la prostituta, il musicista, la vittima che in realtà è un ex sovraintendente famoso in tutta europa, il dottore capace e istruito.

Dalla locanda alle fogne di Roma fino a un presunto attentato al Papa, il romanzo conquista per ritmo e capacità di narrare la storia in maniera incessante, riesce a unire la vita del ‘600, descrivendola in maniera colorita eppure verosimile anche a chi, come me, non è certo esperto del periodo, al thriller moderno.

Non manca nulla: omicidio, inganno, suspense e addirittura inseguimenti!

 

I guardiani dell’isola perduta, di Stefano Santarsiere

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510AVY-HPXL._SX330_BO1,204,203,200_I guardiani dell’isola perduta“, di Stefano Santarsiere, Newton Compton, è uno di quei romanzi che definire d’azione è poco. Veloce, accattivante, sempre in movimento, capace di farti dubitare di ogni dettaglio (anche di quelli che ti hanno insegnato a scuola), affabile ma con distacco, vero, in parte. Questo romanzo unisce l’avventura alla fantasia, ma lo fa aggiungendo un enorme punto di domanda alle nostre certezze: conosciamo davvero così bene gli abissi degli oceani da poter giurare con assoluta certezza che la vita si sia fermata solamente più in superficie?

I misteri degli abissi affascinano da sempre, probabilmente perché è uno dei pochi luoghi terresti non ancora totalmente esplorati, e questo non sapere ci permette di immaginare senza necessariamente volare nello spazio.

“I guardiani dell’isola perduta”, dicevamo, un romanzo ben costruito, ben scritto, e soprattutto piacevole. Abbiamo un giornalista esperto in eventi non spiegabili dalla scienza, un amico, una fidanzata, e poi tanti tantissimi personaggi, buoni e cattivi, che insieme orchestrano un racconto originale.

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Trilogia di Bartimeus, di Jonathan Stroud

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9788862561389_0_0_300_80Jonathan Stroud ha creato l’antieroe perfetto. Non un uomo ma un demone, attenzione se lo chiamiamo demone si offende,  Bartimeus un  jinn millenario proveniente dall’Altro luogo. Una risposta decisa e ferma a chi ama il fantasy classico, quello della sempiterna lotta del bene contro al male, per capirci. Una risposta sarcastica e originale. I demoni sono al servizio dei maghi che grazie a complicati incantesimi possono richiamarli dall’Altro Luogo a loro piacimento. I demoni/schiavi devono eseguire gli ordini del padrone, e, se e solo se il padrone lo vorrà, possono venire liberati.

I maghi si sono un pochettino montati la testa, nei secoli hanno governato e ridotto in schiavitù un numero impressionante di demoni, ma soprattutto hanno reso inermi e succubi i comuni (persone prive di magia).

Di conseguenza i demoni sono arrabbiati neri, e non vedono l’ora di fargliela pagare; i comuni sono arrabbiati neri e non vedono l’ora di togliere il potere ai maghi.

Ovviamente , l’occasione fa l’uomo ladro…

Bartimeus viene chiamato da un bambino, ma gli capitò un tale affronto in cinquemila anni di onorata carriera, eppure l’apprendista mago  Nathaniel è bravo, e pure intelligente. Ma ha una strana predisposizione per i guai…

Bartimeus,ì e  Nathaniel sono i protagonisti di 3 dei quattro libri dedicati a questo mondo capovolto, un’accoppiata vincente, simpatica, sfrontata, capace di dubitare e crescere assieme.

Lo consiglio a chiunque ama u fantasy e ha bisogno di una storia nuova, diversa dalle tante compagne e castelli con scuole di magia annesse.

La trilogia di Bartimeus: L’amuleto di Samarcanda-L’occhio del Golem-La porta di Tolomeo, di Jonathan Stroud, traduttore R. Cravero, Editore: Salani.

 

Django Girls a Firenze, la mia esperienza

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django_girls_florence_logo.png__944x500_q85_crop_subsampling-2_upscaleIeri, 2 aprile 2017, ho partecipato al Django Girls Florence. Punto. Sveglia alle 4:40, treno, arrivo a Firenze alle 7:30, workshop dalle 9 alle 18, ritorno ore 22.

Una faticaccia, sì, ma ne è valsa assolutamente la pena.

Per lavoro, quello vero, mi occupo di comunicazione social e di educazione digitale, quindi di internet, ma soprattutto di come noi, tutti, usiamo internet, mi mancava quel dietro le quinte che è la programmazione. Per questo motivo ho deciso di partecipare, ammetto che la decisione è stata istintiva, ma evidentemente il mio istinto funziona ancora molto bene 😉

Ambiente stimolante, coach molto preparati e gentili, assolutamente impermeabili alle ondate di panico dei partecipanti. Così, armata di incoscienza e poca conoscenza, ho affrontato codici, facili, tutorial, programmazione cd.. / () [] >< { }

Un inizio, tentennante, ma pur sempre un inizio! Stupidaggini per chi già conosce almeno un linguaggio di programmazione, un’impresa per me assolutamente acerba dell’argomento.

Una giornata intensa, Marta, la mia coach, si è rivelata un’ancora di salvezza (secondo me ha ancora mal di testa a causa dei tanti perché, come, e urla di panico).

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Gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin

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 gli-occhi-neri-di-susan_8575_Gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin, è una lettura piacevole nonostante sia ingannevole; non è un thriller, nel senso che non ha, sebbene in realtà vorrebbe, quella giusta dose di suspance, non è un giallo, non è psicologico, anche se uno dei coprotagonisti è uno psichiatra. Ama ballare con il tempo , e lo fa molto bene, passato e presente sembrano intrecciarsi presentando al lettore un unico racconto sensato e coerente. Anche se l’assassino appare abbastanza scontato, nonostante tutto.

Come accennavo il romanzo si basa su continui salti temporali, il ieri che presenta la protagonista Tessa appena dopo la terribile vicenda che l’ha vista protagonista: è stata ritrovata viva in una fossa, sepolta da ossa, e priva di memoria. E l’oggi: Tessa vent’anni dopo, mamma di una splendida adolescente e convinta di aver contribuito a condannare a morte un uomo innocente.

Gli altri personaggi sono il poliziotto figo e buono, l’ex amica presente nel ieri ma scomparsa nell’oggi, lo psichiatra.

Come scrivevo all’inizio, il romanzo è piacevole e intreccia bene i vari sbalzi temporali, un po’ troppo angoscioso a tratti ma nell’insieme coerente, abbastanza. Il punto che più mi ha lasciata perplessa è che non viene spiegato il perché il colpevole è così perverso. Manca il movente. Semplicemente è pazzo, questa è una spiegazione che non mi basta.

Per concludere, un romanzo che si fa leggere, senza troppe pretese.

Gli amici del fiume, di Guia Risari, ill. G. Rossi

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Amicidelfiume-Risari-1Vi siete mai soffermati ad ascoltare la natura? Io sì, spesso, e rimango sempre affascinata da quella sensazione, quelle chiacchiere, sussurri, parole o canzoni, come a voler sottolineare quanto sia viva. A volte mi sento un’estranea di fronte alla sua enorme meraviglia, altre, mi accoglie come a volermi parte del tutto. Guia Risari in Gli amici del fiume riesce a dar voce a quella natura, scopre i sussurri, i segreti, l’amore e le paure, traducendo il tutto per noi, permettendoci così di comprendere ogni più piccolo dettaglio.

La natura sulla riva di un fiume, imprevedibile, ci presenta un riccio, un’anatra e una lepre, desiderosi di imparare a nuotare; l’anatra, la più esperta, dovrebbe insegnare questa pericolosa arte ai suoi amici.

I tre amici a quel punto si sedettero vicini sul bordo del fiume, facendo penzolare le zampe in acqua ma stando ben attenti a non cadere. L’acqua era piacevolmente fredda. Si scambiarono uno sguardo che raccontava tutta la loro meraviglia.

«Com’è trasparente» sospirò Adamo.

«Morbida» aggiunse Taddeo.

«Imprevedibile» concluse Nina.

E quella fu la loro prima lezione di nuoto.

Vengono presentati così i nostri eroi, tre esploratori del mondo, coraggiosi ma anche intimiditi e impauriti da ciò che non conosco. Come a voler abbracciare il ragazzo che legge, sussurrando nel suo orecchio che è normale aver paura, la vita è una continua scoperta, ma se affrontiamo il viaggio con coraggio possiamo imparare mondi meravigliosi.

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L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso

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88116716399788811671633-3-300x453Piacevole, divertente, un romanzo che funziona. Presento così L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso, perché semplicemente è vero.

Inoltre, cita Manuel Vázquez Montalbán, quindi vince a mani basse.

Ma andiamo con ordine, abbiamo un giallo, un giallo italiano, ma finalmente abbiamo un giallo senza commissario, o meglio, il commissario c’è ed è anche incantevole, ma non è lui il protagonista di questa storia. La protagonista non è nemmeno una patologa, una poliziotta con i tacchi a spillo…. no, la protagonista è una donna di circa trent’anni, una ghostwriter di Torino, una ghostwriter in stile dark punk, anche se oramai ha abbandonato da tempo quell’etichetta ed è rimasta dark solo nel guardaroba. Una sorta di Lisbeth Salander gentile, senza il pallino dell’informatica e della sicurezza.

Vani, questo è il suo nome, è una donna che non ama la confusione, fa dannatamente bene il suo lavoro e vuole semplicemente essere lasciata in pace. Scrive libri di altri, o meglio scrive libri che poi verranno venduti a nome di altri autori. Vani è una donna complicata, molto complicata, e non ama interferenze. Accetta qualche contatto solo da parte della vicina di casa adolescente, perché la ritiene molto intelligente.

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Le lacrime di Borromini. Le indagini del commissario Bertone, di Fabio Bussotti

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9788899423513_0_0_300_80Il commissario Bertone non è proprio quel genere di sbirro che ci piacerebbe incontrare, quello da telefilm per intenderci. No, Flavio Bertone è di mezza età, avanzata, non bello, bestemmiatore, mezzo alcolizzato (il mezzo glielo concedo), discretamente antipatico, incapace di entrare in empatia con il prossimo. L’antieroe perfetto. Le lacrime di Borromini, di Fabio Bussotti, è il terzo romanzo della serie, e dimostra di aver superato la sfida del “Ancora un commissario?!?! Ma non dovevano smetterla?” , perché se la parola commissario ci fa venire in mente Montalbano di simile le due serie hanno appunto solo quello: la parola.

L’indagine è ambientata in una calda Roma ma se inizialmente sembra un complicato omicidio diventa sempre più macabra e irreale man mano che prosegue, tanto da scomodare servizi segreti e Vaticano.

Lo stile è distaccato, realistico, quasi a volerci raccontare sì questa storia ma con pacato fastidio. L’amore è presente e burrascoso, abbiamo una ex moglie psicopatica, una ex amante definitivamente ex, e una infermiera tanto buona e pia, e decisamente sfigata: tra ictus e tumori e solitudine non le manca nulla,  che non ci azzecca nulla con il nostro commissario, eppure…

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Camera 101 – L’osceno è la radice del piacere, di Enea Tonon

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51091rEFrmLNon è facile scrivere e raccontare il sesso, o l’amore che potrebbe, ma non necessariamente, nascere da esso. Non è facile perché stereotipi e ovvietà rischiano spesso di intrecciarsi per perdesi nel cammino.  Camera 101 – L’osceno è la radice del piacere, di Enea Tonon, è un romanzo intrigante, una storia che pur raccontando il sesso non diventa sua succube, non accontenta i maliziosi e non disincanta il lettore. Una storia come tante, eppure costruita con maestria e capace di mantenere l’equilibrio.

Una storia che potrebbe non piacere ai più romantici, pur narrando l’amore, un tipo d’amore. Non potrebbe piacere, scrivevo, perché cruda, irrazionale, priva di quei passaggi quasi obbligati che la letteratura ci ha insegnato ad accogliere, intrecciata senza badare alle comuni linee temporali. Violenta, passionaria.

A mio avviso però quanto appena descritto è solo apparenza, perché se dovessi trovare una parola per sintetizzare questo romanzo sceglierei “realistico”.

Dannatamente realistico.

Una lettura interessante. Non per tutti, mai volgare o troppo spinta, semplicemente troppo realistica.