Monthly Archives: August 2011

Il suggeritore di Donato Carrisi, il thriller italiano

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Se mi avessero nascosto il nome dell’autore probabilmente Il suggeritore di Donato Carrisi, edito Longanesi, ora anche in versione economica con la Tea, mi avrebbe tratta in inganno facendomi credere di avere tra le mani un nuovo thriller americano. Questo durante la lettura dei primi capitoli. Ma, indipendentemente dall’autore, la confusione l’ha classificato tra i libri passatempo, purtroppo. Già purtroppo, perchè la storia c’è, ed è anche ben articolata, ma la mia personale impressione è che a volte la narrazione si perda cercando a tutti i costi il colpo di scena e inserendo il patos a caso, un po’ come i cavoli a merenda.

Ci sono i poliziotti, il criminologo, il cattivissimo, e i cattivi manovrati dal cattivissimo, sono presenti addirittura più di un serial killer, i buoni risultano poi essere cattivi e le vittime, quelle per cui i buoni si battono contro il male,  sono delle povere bambine, Debbie, Sabine, Anneke, Melissa, Caroline. I personaggi principali sono ben descritti, e, come già accennato, la trama regge, se non fosse per il troppo.

Troppi colpi di scena, troppe casualità, troppe caratteristiche già lette raccolte in un unico volume, ammetto che alcuni colpi di scena che probabilmente volevano aumentare la suspense del lettore mi hanno totalmente destabilizzata, come la comparsa della suora medium. Spesso un solo dettaglio de Il Suggeritore basta in altri casi per creare un romanzo fatto e finito.

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Intervista sul nuovo secolo di Eric J. Hobsbawm

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Nel caso desideriate affrontare la lettura di Il secolo breve, ora disponibile anche in eBook, ma la sua mole vi ostacola non poco, suggerisco questo libriccino Intervista sul nuovo secolo di Eric J. Hobsbawm, Editori Laterza, scritto nel 1999, volume in grado di dare una panoramica davvero completa sul mondo economico, politico e etico alla fine del millennio. Hobsbawm si è già distinto in diverse occasioni sia come storico che per le sue opinioni forti e per nulla intimorite dai grandi del mondo, a mio avviso la sua singolare intervista fornisce inoltre degli interessanti pensieri che oggi possiamo verificare.

Probabilmente l’unica variabile che Eric J. Hobsbawm non poteva prendere in considerazione fu l’11 settembre, ma la potenza della CIna, la depolitizzazione e l’incertezza giovanile sono tutti fattori perfettamente descritti dall’autore, non che la famosa etica, tanto cara al nuovo millennio.

Lo sguardo critico dell’autore sorvola moltissimi argomenti, riprendendo, per esempio, il tema caro della “guerra giusta” e dell’ etica, alla domanda “E’ giusto, secondo lei, che le democrazie muovano guerra ai dittatori i nome dei diritti universali dell’uomo?” l’autore risponde “Su questo sono un po’ scettico. Non mi sembra che i governi facciano le guerre perché sono giuste o ingiuste. Tendono, questo sì, a legittimarle, a raccogliere il sostegno popolare, sostenendo che sono giuste. E’ estremamente importante convincere le opinioni pubbliche, è decisivo presentare la guerra in modo tale che la gente la consideri legittima e giusta. Ma è molto difficile trovare nella storia esempi di governi che vanno alla guerra per qualcosa d’altro che non siano gli interessi nazionali.

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La ragazza con le pistole di Celia Rees, eroine coraggiose e cavalieri bellissimi

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Pur non ritenendo i romanzi di Celia Rees dei capolavori internazionali, ammetto che il ritmo veloce e le avventure rocambolesche dei suoi personaggi conquistano, a volte inciampano ma riescono a mantenere viva l’attenzione del lettore che alla fine del testo si ritrova a fare il tifo per i buoni e ad odiare i cattivi pur non avendone alcuna intenzione. Le donne che prendono vita dalla scrittura di questa autrice sono eroine allo stato puro, siano esse streghe, pirate, o ricche signore, colme di coraggio e ardore come si conviene ad un’eroina che si rispetti.

La ragazza con le pistole assomiglia molto a uno Zorro al femminile, giovane, ricca e immancabilmente donna Sovay rifiuta l’agio del suo stato che pare annoiarla, solo per qualche notte non esageriamo pizzi e merletti la attendono al ritorno, per indossare la maschera di un temibile bandito. Le vicende del romanzo si destreggiano tra le terre di Inghilterra e Francia verso la vine del 1700, epoca romantica e suggestiva per eccellenza. Non mancano i banditi veri, i briganti, i comandanti dell’esercito bellissimi, la politica e i ribelli, e ovviamente l’amore.

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Il trono e la stirpe di Jacqueline Carey, addio al fantasy erotico

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Quando ho letto il Dardo e la rosa, sempre di Jacqueline Carey, pur non apprezzandone a fondo il genere ho ritenuto assolutamente degno di nota il tentativo di inserire l’erotico in un libro fantasy, erotico sadomaso. I dettagli creati da Jacqueline Caery meritano attenzione, molto più degli intrighi di palazzo, ama a tuo piacimento è la frase più volte ripetuta nel romanzo dove il sesso non è un tabù, nessun sesso. Questo slancio di novità si assottiglia però nei volumi che completano la trilogia, La prescelta e l’erede e La maschera e le tenebre, per sparire completamente nel primo volume della trilogia successiva, Il trono e la stirpe edito Tea.

La bella cortigiana protagonista dei primi libri lascia il posto a Imriel figlio di Mélisandre, sua nemica e amante, cambia così anche l’io narrante e il sesso vorrebbe, ma traspare difficilmente, passare da dominato a dominatore. Lento fin dalle prime pagine questo romanzo vuole creare un filo conduttore tra passato e presente, per abbandonare i precedenti protagonisti senza traumi e eccessivi sentimenti nostalgici.

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Etica oggi di Michela Marzano, pillole di filosofia

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Poche pillole di filosofia.

Etica oggi viene presentato come un libro di filosofia, strumento utile per farsi determinate domande, quindi per pensare; grazie, ma solitamente tendo a pensare sempre, indipendentemente dagli intenti altrui. In sintesi, Etica oggi, Michela Marzano Edizioni Erickson, è scritto molto bene, piacevole, scorrevole, non pretende salti mortali della mente e affronta temi molto attuali, dalla “guerra giusta” alla bioetica, ma è povero di contenuti.

Se già vi siete interessati a questi temi non troverete niente di nuovo, e nemmeno le domande tanto esaltate sono così attuali, salvo forse qualche pensiero di Aristotele riportato fedelmente che ignoravo. Di contro, se siete alle prime armi con l’etica allora forse Etica Oggi potrebbe aiutare ad avere una visione moderna d’insieme.

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Sete di Alberto Riva, quando i cattivi son proprio cattivi

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Cosa faresti se possedessi tutta l’acqua del pianeta? La risposta generosa è la regalerei a chi non ne ha, mentre quella accattona, la farei pagare a caro prezzo. Ovviamente il cattivo di Sete, romanzo di Alberto Riva edito Mondadori, fa parte della seconda specie, quell’umanità che più arraffo e meglio sto. Alberto Riva vive oggi in Brasile ed è in quella terra immensa che ambienta il suo romanzo d’esordio, qualcuno definisce Sete un thriller, e poichè i cattivi son davvero cattivi probabilmente è così, peccato che non ci siano colpi di scena, che i buoni siano troppo buoni e i disperati rimangano senza speranza dall’inizio alla fine.

Il libro si fa leggere, scritto bene e in alcune parti decisamente scorrevole, ma manca di quella spinta propria del thriller, quell’ansia che ti prende a tal punto da finire la storia in una notte.

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Questo corpo mortale, i bellissimi di Elizabeth George

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Alcuni libri di Elizabeth George lasciano l’amaro in bocca, come se alla fine, pur conoscendo il nome dell’assassino, la storia sia ben lontana dal concludersi, ma non è questo il caso. “Questo corpo mortale” possiamo definirlo un nuovo inizio, sebbene ogni romanzo sia una storia dal principio alla fine, chi conosce i lavori della George sa bene come l’intreccio dei suoi personaggi sia mutato di testo in testo, fino a raggiungere l’apice della tragedia.

Finalmente ritroviamo Thomas Lynley nuovamente in forze, e single, impossibile svelare dettagli in tal senso rovinerei la trama a chi deve ancora iniziare ad avventurarsi nel giallo fin dai primissimi romanzi. Basti sapere che questo giallo si alterna spesso e volentieri al sesso, si ripeto al sesso perché di amore non v’è traccia, assieme ad omicidi sanguinosi e intrighi, probabilmente improbabili ma ben raccontati.

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Estensione del dominio della lotta di Michel Houellebecq

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Su un muro della stazione Sèvres-Babylone ho visto uno strano graffito: Dio ha voluto ineguaglianza, non ingiustizie, c’era scritto. Mi sono chiesto chi potesse essere quella persona così bene informata sulle intenzioni di Dio“. Geniale.

Lo ammetto, solitamente non mi faccio intimidire dalla quarta di copertina, ma questa frase mi ha conquistata, e soprattutto mi ha strappato una risata. Michel Houellebecq si è già presentato al grande pubblico, o meglio, l’ha già fatto discutere grazie a “Le particelle elementari” e la stessa polemica è facilmente individuabile anche in “Estensione del dominio della lotta“, Bompiani, anche se più che romanzo lo definirei un trattato sulla disillusione.

L’apatia dei trentenni viene messa duramente sotto accusa, ma soprattutto la loro solitudine, il tutto condito da una evidente nota di sarcasmo a volte difficile da sostenere altre talmente surreale da divertire.

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, recensione

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Ho un rapporto d’amore e odio nei confronti degli svedesi, amore perchè è impossibile non amare Ikea per i suoi prezzi bassissimi e design spesso imbattibile. Odio quando ti rimbabisci ad avvitare l’ennesimo mobile dal nome impronunciabile con una brugola che non ti sta nemmeno in mano. Ebbene, lo stesso sentimento lo provo per gli scrittori svedesi, perché se da un lato mi affascinano dall’altro capita che mi annoino. Pur giustificando traduzioni complicate e certo non da tutti i giorni. Ma non questo “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonas Jonasson edito Bompiani è sarcasmo allo stato puro. Divertente e surreale, talmente improbabile da sfiorare il ridicolo, ma la leggerezza con cui tutti gli esilaranti fatti vengono raccontati riesce comunque a catturare l’attenzione di chi legge. Il punto chiave del romanzo lo si può intuire anche dal titolo, una volta compiuti cent’anni chi se ne frega della morale, dell’educazione, di tutte quelle regole sociali definite giuste e assolutamente inviolabili. Probabilmente avere cent’anni, assieme a una certa dose di energia e lucidità, dona la sensazione di essere immortali. Altrimenti non si spiega la stranezza.

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Perchè Libri e Parole

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bambino che leggeIl primo post di un nuovo blog emoziona, da un lato mi sto chiedendo ma chi vuoi si filerà i miei pensieri deliranti, giudizi personali e opinabili reazioni, dall’altro però un sonoro ma chi se ne frega mi giunge dal cuore. Scrivo questo blog perché amo leggere, e pur cercando opinioni nel web di questo o quel libro spesso queste mi deludono. Quindi spero di poter dare qualche interessante spunto a chi come me ha questa strana passione nell’anima e di contro mi auguro di venire illuminata dal popolo della rete.

Libri famosi, libri sconosciuti, classici, belli e brutti, perché sia chiaro i libri brutti non portano un bollino rosso in copertina si riscoprono illeggibili solo una volta terminati, comprati e definitivamente cestinati. Esattamente come i belli, magari introvabili nascosti tra gli scaffali di un mercatino polveroso tra un’odiosa statuetta in porcellana e un binocolo senza lenti.

Spero di non annoiare, l’intento è dare informazioni in maniera leggera, veloce e facilmente reperibili, senza sbadigli ma con molta ironia, e se e mie speranze risulteranno vane, pazienza, nel web c’è posto per tutti.

A.