Monthly Archives: October 2011

Fantasy Lover di Sherrilyn Kenyon, sesso con un semi dio

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Care signore dai venti ai cinquant’anni, se una volta ci ritenevano vittime inconsapevoli della collana romanzi d’amore, o rosa, oggi i tempi sono cambiati, non ci accontentiamo più di eroi umani ma le nostre ricerche vanno oltre, secondo Sherrilyn Kenyon si rivolgono addirittura all’Olimpo.  Fantasy Lover è il primo volume di una lunga e fortunata serie, un romanzo rosa, erotico, fantasy, capace di confezionare sesso, eroi, dei e dee, amore e avventura senza annoiare e addirittura riuscendo nel difficile compito di strappare sorrisi.

E ora veniamo al dunque, quale donna del pianeta non si sentirebbe attratta da un uomo bellissimo, guerriero, fisicamente perfetto, duro e contemporaneamente romantico, protettivo al punto giusto, comprensivo, colmo di attenzioni solo per la donna amata, e soprattutto abile, ma davvero abile, anche sotto le lenzuola? Ah dimenticavo, il soggetto in questione è nato dall’unione di un mortale e Afrodite… non male come eroe, davvero non male.

Il poverino è però maledetto, maledetto dal suo stesso fratello, da millenni rinchiuso dentro un libro torna nel mondo dei vivi solo ed esclusivamente se chiamato da una donna, il suo compito è soddisfarla per un mese.

Ovviamente la protagonista femminile del romanzo non sia accontenta del sesso e fa innamorare il bel guerriero…

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Angel di Dorotea De Spirito

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Continua la mia scoperta di romanzi definiti per un pubblico giovane, un po’ per curiosità un po’ perché la fantasia, a mio avviso, merita sempre attenzione. Angel di Dorotea De Spirito è certamente un Urban Fantasy per adolescenti, ma scoprirla, e leggerla, è stato molto piacevole anche per me  che certo i quindici li osservo con nostalgia.

Dorotea De Spirito ha già fatto parlare di sé con Destinazione Tokio Hotel, quest’anno con Dream, la sua giovane età ha incuriosito molti  lettori, alcuni commenti in rete negli anni, Angel è del 2009, definiscono il romanzo poco originale, ma se da un lato forse è vero, amore, scuola e amore sono temi ricorrenti, bisogna ammettere che l’autrice ha dimostrato doti di narrazione scorrevoli, in sintesi il libro si fa leggere.

Angel è una storia di adolescenti, angeli e demoni, che si dovrebbero odiare ma alla fine si innamorano, Vittoria è un angelo per metà, Guglielmo un demone, bellissimo, entrambi vanno a scuola, e mentre il loro amore inizia il pericolo…

Riassumere il romanzo non fa onore alla fantasia di Dorotea De Spirito, capace di narrare la quotidianità degli adolescenti, compresa di feste, drammi d’amore finiti, litigi e veleni invidiosi, con estrema semplicità, riuscendo a portare il Fantasy a Viterbo, fatto che già di per sé dovrebbe catturare l’attenzione anche degli scettici adulti.

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Shopping con Jane Austen di Laurie Viera Rigler

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Da lettrice accanita mi sono ovviamente bevuta ogni singolo libro di Jane Austen, romanzi passati di donna in donna come tradizione familiare richiede, probabilmente per questo nutrivo aspettative nei confronti di Shopping con Jane Austen di  Laurie Viera Rigler, aspettative rimaste sospese.

Il libro è scritto bene, scorrevole, simpatico, i personaggi conquistano, e la protagonista, trentenne con ferite d’amore notevoli, ispira simpatia se non altro per questa strana capacità di riuscire in un balzo temporale inusuale, dal XX al XIX secolo.

Aspettative sospese, perché la storia pur essendo simpatica, lascia troppi punti di domanda, come ha fatto Courtney, Jane, ad arrivare nel rigido e romantico XIX secolo? Terra di usi e costumi così ben descritti da Jane Austen; forse il troppo leggere le ha regalato una dote sconosciuta? La spiegazione di tale stranezza viene data da una cartomante confusa, che difficilmente riuscirebbe a convincere anche la vicina più pettegola, curiosa e fantasiosa. Quindi sospese, perché a mio avviso alcuni dettagli andavano chiariti, meritavano una soluzione non realistica, ma almeno romanzabile.

La narrazione è divertente, la protagonista irrompe nel passato con tutte le sue stranezze e conquiste di donna post femminista, ma riesce a cavarsela egregiamente, non solo, riesce a innamorarsi e farsi sposare anche dal perfetto protagonista maschile di Jane Austen, se non è fortuna questa. Continue reading

La disposizione degli organi interni, Sofia Natella, romanzo poco erotico

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La disposizione degli organi interni è quello che viene definito un libro evento, dal blog alla carta stampata sugli scaffali di romanzi erotici, il libro, firmato Sofia Natella, pare stia facendo ribollire il sangue adulto. Tutto inizia da un blog Sophieboop.com, Pensieri senza mutandine, il sottotitolo è esplicito come l’argomento, il passaparola della rete inizia, i click della pagina aumentano, ed ecco che le Edizioni Aliberti ne fanno un libro.

Fin qui bella storia, peccato che La disposizione degli organi interni non sia un romanzo, non sia erotico, a meno che non si presupponga che lo scopare e il linguaggio dedicato siano gli unici aspetti dell’erotismo, e abbia messo a dura prova le mie abilità di lettrice, la mia velocità, e la mia passione. Qualcuno l’ha definito pornografia, a mio avviso non lo si può chiamare nemmeno così, è troppo confuso per rientrare nella categoria, decisamente meno complicata e diretta all’obiettivo unico e inequivocabile dalla notte dei tempi.

Quindi cos’è La disposizione degli organi interni?Una storia di sesso, questo è certo, ma non di bel sesso, nemmeno di sesso ossessivo, compulsivo, malato o da psicoanalizzare, troppo complicato per venire definito porno, troppo esplicito per appartenere all’erotico, che solitamente ama stuzzicare; forse è proprio questo… troppo.

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La maschera di Andrea Franco

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E’ possibile pentirsi? Può un violentatore, assassino, fascista, pentirsi e, soprattutto, accetteranno le sue vittime tale pentimento? Non lo so, non so nemmeno se il pentimento possa bastare, certo non è in grado di cancellare la memoria, anche se oggi tendiamo a dimenticare con maggiore facilità. Devo ammettere che solitamente preferiamo ascoltare le storie delle vittime non quelle dei carnefici, e tanto meno siamo interessati alla loro fine. La Maschera di Andrea Franco, Edizioni Graphe.it,  è un racconto che fa riflettere, la faticosa salita di un vecchietto si trasforma nella via crucis del pentito, per terminare probabilmente nell’unica colpa possibile.

Ma basterà? Ci sentiremo realmente meglio quando anche l’ultimo nazista, o fascista in questo caso, verrà processato, rinchiuso, o morirà di vecchiaia nascondendo il suo passato?

Personalmente non credo, non credo che la nostra memoria smetterà di piangere, probabilmente anche le vittime sopravvissute vorrebbero riuscire a dimenticare ma le urla notturne, popolate da incubi, non danno tregua.

Andrea Franco offre un punto di vista interessante, non nuovo, ma certamente vivo, forte e capace di ricordare la crudeltà dell’essere umano pentito, forse.

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La Dea della Guerra di Marion Zimmer Bradley e Diana L. Paxson

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Sono cresciuta leggendo Le Nebbie di Avalon, probabilmente per questo non riesco a nascondere l’amarezza e la delusione profonda provata mentre leggevo La Dea della Guerra, Marion Zimmer Bradley con Diana L. Paxon. Il romanzo cerca di riportare il lettore nelle terre di Avalon, sacerdotesse e guerrieri, mogli potenti e figlie disubbidienti tornano come sempre con grande forza e carattere, ma il racconto sembra un passaggio, e probabilmente lo è, per altre storie.

La Dea della Guerra è, a mio avviso, un brutto riassunto lungo una vita, il mondo leggendario e famoso di Marion Zimmer Bradley si intreccia con i romani e con la guerra, ma si perde nella nebbia. Classificato come il sesto, (sesto?!), romanzo del ciclo di Avalon sembra una cronaca più che una storia fantasy.

Una curiosità, pare che il nome di Diana L. Paxson appaia per la prima volta in copertina, e a lei è stata affidata la fine della narrazione del ciclo dopo la morte di Marion Zimmer Bradley.

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Michela Marzano al Convegno La Qualità dell’Integrazione Scolastica e Sociale di Rimini

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Certe segnalazioni meritano la comunicazione, è inutile girarci attorno: la filosofa Michela Marzano, autrice di Etica Oggi, Edizioni Erickson, e di Volevo essere una farfalla, Mondadori, libro rivelazione approdato al secondo posto tra i più venduti del periodo, parteciperà all’8° Convegno Internazionale La Qualità dell’Integrazione Scolastica e Sociale, 18 – 19 – 20 novembre 2011, Rimini.

Qui un estratto del suo intervento:

L’accettazione dell’altro

Come insegnare ad accettare l’altro? Come farlo senza per questo rinunciare alla propria cultura e ai propri valori? Ogni paese ha certamenteun proprio patrimonio culturale specifico, che va di pari passo con la storia della propria unità, con le contraddizioni e le difficoltà che si sono di volta in volta incontrate per imparare a vivere insieme. Cultura, usi e costumi fanno parte delle nostre radici e ci permettono di sapere da dove veniamo e dove vogliamo andare. Indipendentemente dal paese in cui ci troviamo, la nostra lingua, le nostre credenze religiose e nostri valori contribuiscono a farci sapere chi siamo. Al tempo stesso, però, l’identità non è mai monolitica. Ogni persona evolve e si trasforma grazie anche a tutti coloro che incontra nel corso della propria vita. E un discorso analogo vale anche per l’identità di un popolo. La conoscenza di altre culture ci arricchisce e ci permette di rimettere in discussione le nostre certezza. Certo l’Altro, in quanto “altro”, disturba e sconcerta. A causa della sua “differenza”, ci obbliga ad interrogarci sul ruolo che l’alterità occupa nella nostra vita, e sullo spazio che siamo disposti a darle. L’altro è il contrario dell’ordinario e dell’abituale. È per questo che molto spesso lo si rifiuta, utilizzando la nozione di identità per far credere alla gente che esista una barriera rigida capace di distinguere l’io dal non-io, il fratello dallo straniero: una barriera che si erige ogni qualvolta una cultura, una religione o una società non riesce né a pensare l’altro, né a pensarsi con l’altro.  È tuttavia solo quando si arriva a pensare l’altro e a pensarsi con l’altro che si possono poi consolidare le basi di un “vivere insieme” pienamente umano. 

Michela Marzano

Scarpe Italiane di Henning Mankell

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Henning Mankell ha il pregio indiscusso di riuscire a descrivere la sua terra, Svezia, talmente bene da farne immaginare suoni e colori, eppure lo preferisco quando si dedica ai polizieschi. Scarpe Italiane, edito Marsilio, è ammirevole, per i temi trattati, ma decisamente troppo lento e ripetitivo, a tratti scontato, per potersi definire un bel libro.

Pur ritrovando protagonisti realistici, drammatici e sempre disgraziatamente soli, oltre a uomini che tendono a cercare di violentare le donne per poi rinsavire e chiedere scusa, i colpi di scena sono in realtà molto evidenti, le vite dei personaggi particolari, ma contemporaneamente talmente incasinate da apparire surreali.

Malattia e morte si incrociano inesorabili, mentre il gelo dell’inverno svedese scoraggia anche i più temerari; è sempre la solitudine la protagonista dei libri di Henning Mankell, signora terribile e affascinante, capace di sedurti per poi abbandonarti, portandoti alla vecchiaia e tradirti con un corpo che decade.

Da leggere? Scarpe Italiane, no, ma se ancora non avete incontrato Henning Mankell suggerisco vivamente di approfondire la sua conoscenza, magari scegliendo i suoi gialli, decisamente migliori e più avvincenti.

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Africa di Valerio Varesi, Edizioni Graphe.it

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I racconti vengono spesso definiti, non da tutti, più facili di un romanzo, da leggere e da scrivere, ebbene, se fate parte di questa convinta maggioranza cambierete idea non appena vi dedicherete anima e mente a Africa di Valerio Varesi, Edizioni Graphe.it. Nulla di ciò che viene abilmente descritto in queste brevi righe può venire definito facile.

Africa è un etiope immigrato in Italia, Kenenisa è il suo nome ma probabilmente per comodità l’appellativo Africa aiuta chi manca di fantasia; Kenenisa fa il camionista, fa quello che gli italiani non prendono più nemmeno in considerazione, guida, giorno e notte, d’estate e d’inverno, il tachigrafo è manomesso e così la legge è fregata, e anche la vita.

Kenenisa ha famiglia, una moglie e un figlio, che non vede mai, paga un affitto, di una casa che non usa, passa le ore della sua giovane vita cercando di rimanere sveglio per consegnare la merce in tempo, in tempo per il padrone.

Valerio Varesi riesce a descrivere la tremenda vita del camionista, lo stesso camionista che spesso e volentieri mandiamo a quel paese quando ci taglia la strada in autostrada, appoggiando lo sguardo anche sull’immigrazione, le condizioni dei lavoratori, le differenze tra razze, differenze presenti anche in un lavoro massacrante come questo. Un racconto drammatico, realistico e dannatamente concreto, da leggere, soprattutto per chi desidera iniziare a dare un volto ai tanti immigrati che lavorano duramente e onestamente in questo paese, perché troppo spesso tendiamo a girarci dall’altra parte, invece di imparare ad indignarci.

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Giudici, tre racconti di Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli e Giancarlo De Cataldo

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Giudici e Magistrati sono persone, certo sbagliano anche loro, per fortuna, l’essere umano commette errori, eppure tendiamo ad attaccarli troppo spesso, come se il loro lavoro ci desse fastidio. Sono persone che lavorano per lo Stato, lo stesso Stato che dimentica, che ignora e che li offende come se morire per uno Stato fosse cosa normale, ovvia, quotidianità. Einaudi propone Giudici, tre racconti scritti da Andrea Camilleri, Luca Lucarelli e Giancarlo De Cataldo, tre giudici, tre punti di vista davvero differenti, a tratti drammatici e a tratti ironici.

Andrea Camilleri ama la sua Sicilia, la Sicilia della mafia, o maffia perché strada facendo ha perso una f, la Sicilia degli atteggiamenti, delle minacce e dei favori, dei colori e dei sapori, e in quella terra invia un Giudice torinese, ignaro di usi e costumi dell’isola incantevole, attratto dai cannoli e incapace di cogliere atti ostili nei suoi confronti. Un giudice eroe, non per coraggio, ma per incapacità di cogliere il pericolo, rigido sostenitore della legge e uomo goloso, capace di stupirsi perché tutti sembrano sapere tutto in anticipo, e capace di far funzionare un tribunale nonostante i diversi tentativi di intimidirlo.

La Bambina di Carlo Lucarelli è un giudice giovane, troppo giovane, ma un poliziotto coraggioso le salva la vita e lei, che sembra una ragazzina, si addentra nei misteri dei Servizi dello Stato, nei conti celati, nella finanza proibita “Io sono un giudice, un magistrato, e ci sono due cose che sono obbligata a fare. Una è fidarmi. Lei è un clandestino, io no. Io sono parte del sistema che difendo e che devo mantenere sano. (…) – La seconda cosa? – Andare avanti. Non posso fare finta di niente e lasciar perdere.”

Giancarlo De Cataldo racconta di un procuratore che si paga la benzina di tasca propria e fa sogni strani, organizza il suo arresto, ma al suo risveglio, o non è un vero risveglio? Tribunali e udienze lo attendono, si scontra con i cattivi; ma che accade quando i cattivi sono anche le vittime?

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