Il trono e la stirpe di Jacqueline Carey, addio al fantasy erotico

Quando ho letto il Dardo e la rosa, sempre di Jacqueline Carey, pur non apprezzandone a fondo il genere ho ritenuto assolutamente degno di nota il tentativo di inserire l’erotico in un libro fantasy, erotico sadomaso. I dettagli creati da Jacqueline Caery meritano attenzione, molto più degli intrighi di palazzo, ama a tuo piacimento è la frase più volte ripetuta nel romanzo dove il sesso non è un tabù, nessun sesso. Questo slancio di novità si assottiglia però nei volumi che completano la trilogia, La prescelta e l’erede e La maschera e le tenebre, per sparire completamente nel primo volume della trilogia successiva, Il trono e la stirpe edito Tea.

La bella cortigiana protagonista dei primi libri lascia il posto a Imriel figlio di Mélisandre, sua nemica e amante, cambia così anche l’io narrante e il sesso vorrebbe, ma traspare difficilmente, passare da dominato a dominatore. Lento fin dalle prime pagine questo romanzo vuole creare un filo conduttore tra passato e presente, per abbandonare i precedenti protagonisti senza traumi e eccessivi sentimenti nostalgici.

Ma la pedanteria della narrazione non riesce a conquistare un ritmo, e a fatica snocciola la giovinezza di Imriel nel momento da sempre complesso del passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza. Gli incubi del ragazzo non bastano a dare suspance alla narrazione, e nemmeno i presunti amori e amicizie.

La fantasia quasi spenta dell’autrice colpisce, perchè dopo aver dato vita a una serie di eventi, personaggi, intrighi di palazzo, guerre e tradimenti assolutamente da manuale, si è via via assopita nelle narrazioni successive lasciando un senso di noia insolita per chi si aspettava seguiti altrettanto appassionanti.

Il trono e la stirpe

Jacqueline Carey

Tea

Euro 6,30

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