Io confesso di John Crisham, pena di morte e indifferenza

I romanzi di John Crisham hanno attirato in diverse occasioni l’attenzione del grande pubblico verso la tanto discussa, amata, non dimentichiamoci che in tanti la considerano giustizia,  e odiata pena di morte. E’ davvero difficile criticare chi affronta con passione un tema così delicato, ma Io confesso edito Mondadori non è tra i suoi migliori libri.

Un uomo innocente sta per essere giustiziato in Texas, condannato a morte tramite iniezione un giovane di colore aspetta solo un miracolo, anche se oramai non crede più in Dio. Il miracolo compare nelle vesti di uno stupratore seriale che si dichiara colpevole, un mitomane o un uomo malato desideroso di aiutare un innocente?

La storia non presenta particolari colpi di scena, i personaggi si susseguono e intrecciano sottolineando stereotipi e tratti caratteristici a volte appassionando altre annoiando, emerge l’indifferenza verso la morte, passata e imminente.

La storia non è originale, anche se il tema è impossibile da ignorare, ma John Crisham riesce comunque a fornire dettagli altrimenti destinati a rimane ignoti ai più come il nome d’uso comune “fax della morte”, definito così perché i giudici degli appelli sono chiamati a votare via fax.

“L’ultimo pasto, gli ultimi passi, le ultime parole. Donté non aveva mai capito il significato di quei dettagli finali. Qual’era il motivo della fascinazione per ciò che un uomo mangiava poche ore prima di morire? Non era che il cibo desse conforto, o rafforzasse l’organismo, o posticipasse l’inevitabile. il cibo, unitamente agli organi, tra non molto sarebbe stato estratto dal corpo e incenerito. E poi qual’era lo scopo? Dopo aver nutrito un uomo a schifezze per decenni, perché coccolarlo dandogli da mangiare qualcosa cge gli piacegva poco prima di ucciderlo?”

Io confesso

John Crisham

Mondadori

Euro 20,00

 

 

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