La luce del nord di Donna Gillespie, storia, amore e improbabilità

Amori impossibili, guerre, storia, antica Roma, e freddi paesi del nord; La luce del nord di Donna Gillespie, Aliberti Editore, è quello che spesso tra adolescenti si descrive come un mattone, per mole, oltre 1000 pagine di storia e amori. Il romanzo racchiude una storia non originalissima ma ricca di dettagli dell’epoca, da Nerone a Domiziano, le conquiste dell’Impero Romano, le battaglie contro i barbari del nord. Barbari che vivono, amano e combattono. La protagonista, Auriane, viaggia dalla Germania del Nord fino all’antica Roma, innamorata di un saggio romano e contemporaneamente della sua terra natia, avvinghiata da obblighi e doveri, tra profezie delle sacerdotesse, riti pagani e infine gli orrori dell’arena.

Bisognerebbe essere esperti della storia romana per sottolineare pregi e difetti presenti nel romanzo, poiché non lo sono non posso che soffermarmi sulla storia romanzata e lo stile letterario. Pur essendo interessante il romanzo a tratti perde il ritmo,come se alcune sue parti fossero state volutamente allungate e rese noiose per l’eccesso di racconto, lento e improbabile nella catena di eventi, i troppi colpi di scena e i cambi di terra, lingua e popoli rendono il tutto estremamente contorto, a tratti ripetitivo.

Il  lettore rischia di perdersi tra dettagliate descrizioni dell’epoca e scene da film holliwoodiani, imperatori spesso troppo caricaturali e buoni e cattivi decisamente più vicini a un romanzo fantasy che ad un romanzo storico.

Gli amanti della storia romana troveranno questo libro troppo romanzato, gli amanti del romanzo d’avventura troppo storico, difficile mettere d’accordo entrambe le parti sebbene il periodo scelto sia di sicuro uno dei più affascinanti e complicati della storia europea.

“Domiziano sedeva chinato in avanti, avvolto da una corrente di oscura eccitazione. Nella sua mente era lui che brandiva la spada che la stava sottomettendo. Il terrore che aveva provato alla vista della runa stava scomparendo. Se davvero Auriane possedeva temibili poteri, perché non li usava? Prese in considerazione l’idea di graziarla una volta che Perseo l’avesse completamente soggiogata. Era vero che nel complesso aveva compiuto più crimini di qualunque altro Domiziano avesse mai incontrato, ma se avesse concesso il colpo mortale non avrebbe più potuto rivederla. E invece non sarebbe stato divertente passare quella notte stessa con lei? A quel punto avrebbe capito quanto grandi fossero i suoi poteri e sarebbe stata docile “Lo capisci adesso, essere inutile? Io sono questa città. io ho ultimato questo anfiteatro. Io sono il tuo signore e dio””.

La luce del nord

Donna Gillespie

Aliberti Editore

 

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *