Sete di Alberto Riva, quando i cattivi son proprio cattivi

Cosa faresti se possedessi tutta l’acqua del pianeta? La risposta generosa è la regalerei a chi non ne ha, mentre quella accattona, la farei pagare a caro prezzo. Ovviamente il cattivo di Sete, romanzo di Alberto Riva edito Mondadori, fa parte della seconda specie, quell’umanità che più arraffo e meglio sto. Alberto Riva vive oggi in Brasile ed è in quella terra immensa che ambienta il suo romanzo d’esordio, qualcuno definisce Sete un thriller, e poichè i cattivi son davvero cattivi probabilmente è così, peccato che non ci siano colpi di scena, che i buoni siano troppo buoni e i disperati rimangano senza speranza dall’inizio alla fine.

Il libro si fa leggere, scritto bene e in alcune parti decisamente scorrevole, ma manca di quella spinta propria del thriller, quell’ansia che ti prende a tal punto da finire la storia in una notte.

Il romanzo viene pubblicato in un momento storico italiano dove la cosa pubblica, l’acqua in questo caso, torna ai primi posti negli interessi di tutti, probabilmente per questo incuriosisce come il cattivo visionario, e altamente improbabile, di Sete, voglia impradonirsi di tutta l’acqua del pianeta. Non per ricattare, ma perchè deve essere sua, sua e di nessun altro.

Pur non mancando di abilità narrative Sete non è un thriller mozzafiato, la fine è lenta e scontata, anzi in tutta sincerità la mia personale impressione è che la fine sia inconsistente. Capisco la volontà di voler creare un seguito, di cattivi che vogliono tutto l’oro blu ce ne saranno sempre, ma un romanzo senza fine non è un romanzo.

Sete

Alberto Riva

Mondadori

Euro 15,90

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