Monthly Archives: June 2012

Tempi Terribili di Sergio Luigi Duma, Libro Aperto Edizioni

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La lettura di Tempi Terribili, Sergio Luigi Duma, Libro Aperto Edizioni, mi ha catapultata in un mondo insolito, capace di ricordarmi gli incubi di Dylan Dog (è un complimento), nel romanzo le parole sostituiscono le immagini e l’autore riesce a cullare il lettore tra una narrazione surreale e un rumore bianco assordante.

Sebbene presentato come un thriller noir a mio avviso l’opera è decisamente più complessa e articolata rispetto a un classico thriller, fantasia e realtà si intrecciano tra la noiosa esistenza di uno scrittore, a tratti apatico altri geniale, e le vicende incredibili di molti personaggi, vicende capaci di far vacillare la coerenza riuscendo a rendere il testo insolito e interessante. Non manca il serial killer, psicopatico al punto giusto, ma sono gli stereotipi e le denunce al perbenismo tramontato da tempo, anche se sempre in grado di farci scandalizzare, a scandire il ritmo della narrazione.

Tempi terribili è un incubo scritto in maniera egregia, godibile, volutamente frammentato, come un incubo serio dovrebbe essere, a tratti confuso, capace di creare nuove storie e trame dai pensieri inconsistenti dei suoi personaggi.

Mi ritrovai sul pianeta terra, qualunque cosa significasse. Mi feci domande sulla realtà. Forse tutto ciò che mi circondava non era autentico. Di sicuro stava accadendo qualcosa di orribile. E vi ero finito dentro. Era colpa dei tempi terribili.

Protagonista indiscussa dell’opera l’immaginazione, immaginazione del protagonista, lo scrittore frustato bi-sex, in procinto di cadere vittima delle sue fantasie, immaginazione dei molti personaggi, più o meno surreali, dall’amica, all’editore fino a sconfinare in incredibili lucertole, e poliziotti dai desideri nazisti, e infine l’immaginazione del lettore, non immune alla complessa narrazione.

“L’immaginazione… è l’immaginazione la causa. Non riesce più a tenerla sotto controllo. Sta prendendo il sopravvento”.

Impossibile riassumere la complessa trama, ma suggerisco di fare molta attenzione a un personaggio a tratti secondario, una voce prima sussurrata che nel tempo si insinua come io narrante , forse l’unica in grado di capirci qualcosa, forse l’unica capace di salvare lo scrittore.

“Inizio affermando che le leggi non sempre sono giuste. Mi riferisco alle leggi umane che, in quanto tali, sono imperfette. E l’imperfezione non deve necessariamente essere rispettata. Le leggi degli uomini vanno interpretate, adattate e manipolate, a seconda dei contesti e delle situazioni. ”

Titolo: Tempi Terribili

Autore: Sergio L. Duma

Anno: 2012

Editore: Libro Aperto Edizioni

Collana: E. A. Poe

Genere: Thriller/noir

Pagine: 340

Prezzo: 15.00

Cinquanta sfumature di Grigio di E.L. James, troppo sesso e poco talento

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Ho deciso di affrontare la lettura di Cinquanta sfumature di Grigio, E.L. James perché da qualche parte in rete mi era balzata all’occhio una frase del tipo “Il Romanzo più amato da tutte le donne del mondo”.

Ah però!

Pare che questo primo volume, (sic)altra trilogia infinita, di oltre 500 pagine stia facendo impazzire le donne d’oltre oceano, eh si sa, dall’America al tutte le donne il passo è breve.

La trama è semplice, lei, Anastasia Steele, giovanissima, bellissima, vergine, ingenua, incontra lui, Christian Grey, bellissimo, ricchissimo, giovane, perfetto e ombroso, peccato che il lui di questo inizio così idilliaco sia un pochino perverso. Nodo della storia il sesso sadico, perché di masochismo non v’è traccia se non in ciò che lei accetta, forse per amore, (sic), ma che sostanzialmente si riduce in poche sculacciate.

Potrei definire questo romanzo come una sorta di Love Shopping, o simili, per stile narrativo, dal risvolto erotico. Anche se il fattore erotico è a mio avviso un po’ contorto, l’attrazione fra i due protagonisti risulta evidente fin dal primo capitolo, così come le ossessioni, o fantasie, o desideri, come vogliamo chiamarli, del bel tenebroso, chiare a tutti tranne che alla poverina. Indipendentemente dal giusto o sbagliato, ritengo che l’adulto consenziente possa fare della sua vita sessuale ciò che desidera, è il come questa storia d’amore viene presentata che mi ha lasciata perplessa. Troppi stereotipi, gli issi, bellissimo, ricchissimo, potentissimo, rischiano di far naufragare ogni credibilità,  troppe descrizioni inutili, a tratti la narrazione si perde in dialoghi e puntigliose descrizioni snervanti, in sintesi un testo noioso.

Dal romanzo non ne escono bene né l’uomo né tanto meno la donna, oltre al fatto che solitamente i miliardari sono vecchi,  non vantano 27 primavere, e le vergini non sono poi così ingenue come vorrebbero farci credere, la storia d’amore tra i due protagonisti e il loro sesso sfrenato si annoda su elementi scontati, ripetitivi, non originali.

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Una lama di luce di Andrea Camilleri, recensione

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Lo stile narrativo di Andrea Camilleri rimane unico, scorrevole, piacevole dalla prima all’ultima parola, ma Una lama di luce, potrebbe rappresentare un punto di svolta nella vita del protagonista, l’amato commissario Montalbano, l’autore infatti crea una situazione nuova capace di sconvolgere ogni sentimento. Eppure Montalbano è umano, terribilmente umano, e sebbene tentato dalla passione, ebbene sì tradisce nuovamente Livia, rivela senza indugio ogni suo pregio e difetto.

Tre le indagini che coinvolgono Montalbano e i suoi collaboratori, rapina, con delitto, armi di contrabbando e commercio di quadri rubati, tutte intuitive, solo un colpo di scena finale, un romanzo poco giallo, una scelta,  a mio avviso, voluta per dare maggiore spazio a sentimenti e debolezze del commissario.

Livia, sebbene figura marginale da sempre, diventa una costante, presente fin dalla prima riga, compagna storica di Salvo, rivela in questo romanzo ferite probabilmente accantonate da troppo tempo, e risveglia un affetto, anche nel lettore, assopito. Difficile odiare Livia, anche se in molti la definiscono la rompiscatole per eccellenza e da tempo vorrebbero vedere Montalbano coinvolto in una nuova avventura, illusi, alcuni rapporti non possono rompersi, cambiano, crescono o si deteriorano, ma il molto tempo trascorso assieme a un’altra persona determina scelte, forse non popolari eppure prevedibili.

Tra la tragedia e la solitudine spicca l’ironia di Camilleri, i suoi personaggi caratteristi strappano sorrisi, la padronanza del Latino di Cantarella è un colpo di genio che mi ha semplicemente fatta piegare dal ridere, Mimì rimane il seduttore, Fazio continua imperterrito a ripetere ogni dato recuperato all’anagrafe, Cantarella sfascia come sempre le porte e modifica a suo piacimento ogni nome e luogo, mentre Montalbano, nonostante la gioia della passione, e il dramma di un amore che non è più tale, mangia di gusto, e stuzzica l’appetito del lettore.

Una lama di luce

Andrea Camilleri

Sellerio Editore

 

 

Giorni di neve, giorni di sole di Fabrizio e Nicola Valsecchi

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Giorni di neve, giorni di sole di Fabrizio e Nicola Valsecchi è una lunga, dolorosa, poesia creata a quattro mani per ricordare, per dare voce a chi ha subito una delle peggiori ingiustizie umane della storia mondiale. Il libro parla di un ritorno, Alfonso torna in Italia spinto dal desiderio di far conoscere alla sua lontana famiglia chi era Patricia, perché nessuno dovrebbe dimenticare quel dramma.

L’argomento dei desaparecidos, delle morti inspiegabili avvenute in Argentina è oggi storia, tendenzialmente l’uomo dimentica le sue tragedie, Fabrizio e Nicola Valsecchi non vogliono che questo accada. Dobbiamo ricordare, Patricia e le migliaia di famiglie uccise, disperse, dopo aver subito il carcere e le torture. Sparivano i giovani, i bambini, famiglie intere, spariva Patricia assieme a suo marito.

Il libro riporta emozioni, parole, veloci sensazioni di ieri e di oggi, capaci di farci ricordare, di proiettare il lettore nella storia di Alfonso, nel suo passato e nel suo desiderio di vita che lo accompagna durante il lungo viaggio. Una storia di verità e giustizia, perché abbiamo il dovere di sapere.

Fisso per qualche istante ancora la foto di mia moglie, così determinata e dignitosa nel suo dolore sconfinato che è anche il mio. 

La sua immagine si confonde nei miei occhi che luccicano.

 Patricia…

Non c’è governo che possa impedirmi di sognarti.

Non c’è regime che possa impedirmi di pensarti.

Nessuno può impormi di scordarti.

E di amarti.

Sempre con te.

Ovunque tu sia.

Giorni di neve, giorni di sole

Fabrizio e Nicola Valsecchi

Editore Marna

 

I giardini della Luna di Steven Erikson, Fantasy difficile

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Può un romanzo Fantasy definirsi di difficile lettura? Spesso associamo questo genere letterario a un pubblico giovane, anche se la sua storia si discosta nettamente da questo stereotipo, uno su tutti Il signore degli anelli può venire definito tutto, ma non un romanzo Young Adult. I giardini della Luna di Steven Erikson , primo capitolo della saga La caduta di Malazan, è un Fantasy per adulti, non per descrizioni violente, che non mancano, o altri dettagli definiti spesso sensibili, ma per complessità narrativa.

Molti i personaggi, i soggetti narranti, i luoghi, ognuno presentato con una solida descrizione, capace di posizionare ogni singolo protagonista in un perfetto contesto narrativo, ma, ed è qui che a mio avviso si incontra la principale difficoltà di lettura, i tanti dettagli non concedono alcuna presentazione, il lettore viene catapultato in un mondo nuovo, fantastico, complesso, un mondo con la sua storia antica, i suoi dei, demoni, e regnanti. Tutto questo non viene spiegato dall’autore, il lettore è costretto a leggere con molta attenzione per riuscire a capire l’intreccio insolito, tanto da ritenere le prime 120 pagine un prologo della storia principale. Intrighi, dittatori, passato, presente, dei che giocano con gli uomini, spie, comandanti, donne e uomini, un mondo volutamente originale che fatica a venire amato da chi lo affronta per la prima volta, perché strano, troppo scostante anche da ogni fiaba conosciuta.

Non mancano i draghi, i demoni, la magia abilmente stravolta dai maghi del regno, maghi che per usare il potere devono entrare nei loro Canali, nel libro nemmeno un paragrafo, o mezza riga spiega cosa sono i Canali, il lettore lo capisce per uso, per forza di volontà, per caparbietà.

Nel complesso, vinto lo stordimento iniziale, il romanzo è piacevole, complicato, intrigato, ma godibile. Tutte le complicate vicende che inizialmente appaiono scollegate trovano un punto di unione, l’intervento divino è marginale. Unica nota stonata, a mio avviso, la cronologia di alcuni eventi e la mancanza totale di spiegazione anche nei riguardi di razze e popoli presentati come dato di fatto in una complessa realtà dotata di passato, presente e futuro.

I giardini della Luna

Steven Erikson

Armenia

Euro 18.00

 

Sua Santità di Gianluigi Nuzzi, tra lo scoop e lo scandalo

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Premessa, tutti noi, o quasi, quando leggiamo, ascoltiamo, recepiamo il connubio soldi e potere/Chiesa abbiamo delle reazioni violente e di sdegno. Eppure di documenti che raccontano la politica della Chiesa Romana ce ne sono da anni, su più temi, non solo quello economico. Ricordo l’esemplare lavoro di ricerca condotto da Carmelo Abbate autore di Golgota. Ci sdegniamo, ma poi tendenzialmente dimentichiamo, vittime e carnefici. Fatichiamo ad associare azioni poco chiare se non deplorevoli alla Chiesa, quando le dobbiamo affrontare dimentichiamo che non tutti gli uomini e le donne di Chiesa nascondo colpe, e quando, invece, dobbiamo ricordare, perché i fatti non dovrebbero più ripetersi, per paura o vergogna nascondiamo il tutto nell’oblio della mente.

Sua Santità di Gianluigi Nuzzi sta facendo molto discutere, a mio avviso si tratta di un lavoro giornalistico di alto livello, ripeto giornalistico, l’autore infatti tramite una fonte denominata “Maria” riporta la corrispondenza privatissima del Santo Padre, e dei suoi più fedeli collaboratori. I documenti chiariscono alcuni aspetti ad oggi offuscati, ad esempio il caso Boffo, e ricordano altri episodi apparentemente dimenticati, come il caso Emanuela Orlandi, fino a chiarire il rapporto Governo italiano/Chiesa sulla tanto contestata e temuta ICI.

Da leggere sicuramente, indipendentemente dalla fede, a mio avviso si tratta di pura informazione, fingere che nulla accada non è un atteggiamento di persone responsabili.

Alcune perplessità rimangono, ad esempio fatico a credere che la Chiesa e il Santo Padre non fossero a conoscenza del contenuto di questo libro prima della sua pubblicazione, inoltre il ritratto di Papa Benedetto XVI ne esce forte, pulito, desideroso di cambiare le più antiche tradizioni coltivate dal Vaticano, in contrasto con chi lo circonda, un messaggio chiaro, forse troppo chiaro. Chi invece viene descritto come esperto manipolatore dei poteri, non celesti, è  il Segretario di Stato Tarcisio Bertone. E anche in questo caso, l’uomo cattivo crea in me delle forti resistenze di credibilità.

La triste nomea di voler sempre e a qualunque costo oscurare e nascondere i fatti negativi è una politica antica, forse, ma è solo un mio pensiero, questo libro potrebbe rappresentare il primo passo per un cambiamento, seppur minimo.

Per approfondire, soprattutto alla luce dei fatti recenti, suggerisco l’intervista a Gianluigi Nuzzi di Mariagloria Fontana.

Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI

Gianluigi Nuzzi

Chiarelettere

Euro 11,99

 

Il cielo dentro di noi di Roberto Fantini, recensione

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Recensione di Francesco Pistolato.

Da qualche anno Roberto Fantini, dopo una lunga militanza in Amnesty International Italia e una vita come insegnante di filosofia, ha preso a distillare questa sua duplice esperienza in una serie di pubblicazioni agili ma non banali, molto leggibili e davvero raccomandabili a chiunque legga non per passatempo, ma per nutrire mente e spirito. Dopo il notevolissimo La morte spiegata ai miei figli, Ed. Sensibili alle foglie del 2010, un libro che tratta con serenità e respiro il tabù della morte, Fantini ci propone ora Il cielo dentro di noi. Conversazioni sui Diritti Umani (sul mondo che c’è e su quello che verrà), una serie di dieci intense conversazioni con personalità impegnate nel campo dei diritti umani.

Il titolo dichiaratamente richiama la famosa frase kantiana “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”, con cui il filosofo indicava ciò che non cessava di suscitare la sua ammirazione: “Il cielo dentro di noi” è la speranza in un miglioramento dell’umanità, in una uscita dallo stato di barbarie ancora tanto presente, obiettivo cui Amnesty International molto concretamente contribuisce da ormai più di 50 anni, come ricorda la conversazione con Antonio Marchesi, per vari anni Presidente della Sezione Italiana. L’associazione nel tempo ha notevolmente esteso il suo raggio di intervento, passando dalla semplice richiesta di liberazione di prigionieri politici, all’intervento sulle cause strutturali delle violazioni dei Diritti Umani. Scritti con la lettera maiuscola, i Diritti Umani sono quelli sanciti dalla Dichiarazione Universale del 1948: diritti umani sì, naturali no, nel senso, come si dice nel libro, che il loro rispetto deriva da uno sforzo culturale e attivo contro l’evidente tendenza umana a violarli. Come in ogni epoca, al male visibile si contrappone un bene meno percepibile, l’attività di tante persone come quelle qui intervistate – e lo stesso intervistatore – che lavorano quotidianamente per portarci tutti avanti, nella direzione del riconoscimento della comune umanità, da cui, dopo tanti sforzi scaturirà una luminosa percezione di fratellanza, si aprirà il cielo dentro di noi.

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Assassinio nel labirinto di J.J. Connington, I bassotti, Polillo Editore

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Assassinio nel labirinto è il terzo giallo scritto dallo scienziato Alfred Walter Stewart, conosciuto nell’ambito letterario come J. J. Connington, nel 1926; un giallo classico, esemplare nella forma e nella struttura, mai noioso, mai ripetitivo, lineare nel ragionamento e sebbene ricco di complessi dettagli capace di condurre il lettore verso la soluzione finale grazie al ragionamento e allo spirito di osservazione del protagonista, il capo della polizia Sir Clinton Driffield.

Nella tenuta di campagna di Whistlefield, Inghilterra, sfoggio degli attuali proprietari è il complesso labirinto situato nel parco della tenuta, un labirinto con due centri, ambita meta dei pochi che riescono a percorrerlo senza perdersi. È proprio il labirinto a diventare teatro di due omicidi, sulle panchine situate nei due centri, infatti, vengono ritrovati i corpi dei due fratelli Shandon.

Il duplice omicidio è solo l’inizio di un susseguirsi di eventi degni del mistero più fitto, i corpi situati uno in un centro e uno in un altro del labirinto, uccisi con frecce avvelenate, si intrecciano con gli alibi validi degli ospiti della tenuta, eppure uno vacilla.

Gli indizi raccolti dal capo della polizia vengono narrati nella corretta sequenza temporale per permettere al lettore, la cui voce viene affidata a un amico di Sir Driffield, di seguire e valutare le indagini, fare congetture, ipotesi, anche se, probabilmente, alla fine rimarrà comunque sopreso da alcuni dettagli insignificanti.

Da leggere, se amate i gialli e l’abile scrittura.

Assassinio nel labirinto

J.J. Connington

Polillo Editore