Buongiorno Pigrizia di Corinne Maier, le certezze che crollano

Personalmente non ho mai lavorato in una grande azienda, probabilmente perché sono consapevole che difficilmente riuscirei ad adattarmi ad un ambiente gerarchico e strutturato, soprattutto se le aziende in questione si rispecchiano nei durissimi giudizi di Corinne Maier.

Buongiorno Pigrizia è un breve saggio dissacrante, dove tutto l’ovvio e la quotidianità crollano di fronte allo spietato realismo dell’autrice. Pur non conoscendo il terribile ambiente descitto da Maier il solo fatto di trovare all’interno del libro citazioni di Estensione del dominio della lotta di Michel Houellebecq ha fatto balzare la mia simpatia nei confronti dell’autrice.

Corinne Maier riesce in poche abili pagine a descrivere la vita dell’azienda e del lavoro in maniera dirompente, attraverso ironiche prese di posizioni, capaci di distruggere anche il miglior manager sulla piazza. Un esempio su tutti il neolinguaggio:  è un dato di fatto, prima o poi tutti siamo costretti ad affrontare diavolerie come call conference, riunione al telefono, feedback, ritorno, e altri termini che spesso fanno più danni che altro.

Buongiorno Pigrizia suggerisce senza molti giri di parole di affidarsi alla mediocrità, tanto nulla tornerà indietro e poiché più di quello non ti chiederanno di fare, tanto vale curare il fegato e adattarsi. Il lavoratore è solo una pedina, anche se, a volte, gli chiedono giudizi e consigli per migliorare, nessuno lo ascolta, fa semplicemente parte del gioco.

Il fattore che salta più all’occhio nella vita d’impresa è probabilmente la lingua-slogan che vi si parla. Un fenomeno che non è certo esclusiva dell’impresa poiché oramai viviamo in un mondo che in buona parte blatera allegramente: le università, i media e gli psicanalisti spesso non sono certo da meno. Anche se, bisogna riconoscerlo, la lingua dell’impresa è particolarmente stordente, e da sola basta a scoraggiare l’eroe del lavoro che alberga in ognuno di noi, altrimenti detto stacanovista.”

Tutti lavorano per denaro, e per la moltitudine di oggetti che con esso possiamo comprare.”

Ironico e divertente, il libro si scaglia contro i titoli di studio, per lo più inutili, le raccomandazioni, i quadri, e soprattutto contro le etichette e i modi giusti di vestirsi, parlare e comportarsi. Infine molte le considerazioni amare, che fanno riflettere, perché oggi come oggi non è più l’azienda a ringraziare il lavoratore, ma il lavoratore a ringraziare, forse Dio, di avere un lavoro. La flessibilità, termine tanto amato da politici e economisti, è diventata l’incubo peggiore dell’operaio, che in suo nome si ritrova in cassa integrazione.

Da leggere, oggi più che mai attuale.

Titolo: Buongiorno Pigrizia

Autore: Corinne Maier

Editore: Bompiani

Prezzo: Euro 8,42

Anno: 2005

 

2 thoughts on “Buongiorno Pigrizia di Corinne Maier, le certezze che crollano”

  1. Se vi è piaciuto questo libro, dovreste leggere Aria Precaria di Sara Root. Sette anni dopo, in Italia, qualcuno ci racconta, con la stessa ironica amarezza, come siamo messi!

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