Il cielo dentro di noi di Roberto Fantini, recensione

Recensione di Francesco Pistolato.

Da qualche anno Roberto Fantini, dopo una lunga militanza in Amnesty International Italia e una vita come insegnante di filosofia, ha preso a distillare questa sua duplice esperienza in una serie di pubblicazioni agili ma non banali, molto leggibili e davvero raccomandabili a chiunque legga non per passatempo, ma per nutrire mente e spirito. Dopo il notevolissimo La morte spiegata ai miei figli, Ed. Sensibili alle foglie del 2010, un libro che tratta con serenità e respiro il tabù della morte, Fantini ci propone ora Il cielo dentro di noi. Conversazioni sui Diritti Umani (sul mondo che c’è e su quello che verrà), una serie di dieci intense conversazioni con personalità impegnate nel campo dei diritti umani.

Il titolo dichiaratamente richiama la famosa frase kantiana “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”, con cui il filosofo indicava ciò che non cessava di suscitare la sua ammirazione: “Il cielo dentro di noi” è la speranza in un miglioramento dell’umanità, in una uscita dallo stato di barbarie ancora tanto presente, obiettivo cui Amnesty International molto concretamente contribuisce da ormai più di 50 anni, come ricorda la conversazione con Antonio Marchesi, per vari anni Presidente della Sezione Italiana. L’associazione nel tempo ha notevolmente esteso il suo raggio di intervento, passando dalla semplice richiesta di liberazione di prigionieri politici, all’intervento sulle cause strutturali delle violazioni dei Diritti Umani. Scritti con la lettera maiuscola, i Diritti Umani sono quelli sanciti dalla Dichiarazione Universale del 1948: diritti umani sì, naturali no, nel senso, come si dice nel libro, che il loro rispetto deriva da uno sforzo culturale e attivo contro l’evidente tendenza umana a violarli. Come in ogni epoca, al male visibile si contrappone un bene meno percepibile, l’attività di tante persone come quelle qui intervistate – e lo stesso intervistatore – che lavorano quotidianamente per portarci tutti avanti, nella direzione del riconoscimento della comune umanità, da cui, dopo tanti sforzi scaturirà una luminosa percezione di fratellanza, si aprirà il cielo dentro di noi.

Delle conversazioni riportate nel libro, tutte ci danno un senso davvero tangibile di qual è la strada da percorrere, ma forse su tutte emerge una: Yolande Mugakasana, ruandese dell’etnia dei Tutsi, marito e figli trucidati dagli Hutu, che ci parla del perdono, della capacità di saper ascoltare anche gli assassini, di non aderire al male. Solo un’anima grande può arrivare a tanto e solo un libro scritto col cuore e l’intelligenza può presentarci questa figura senza retorica.

Enrico Calamai, console italiano in Argentina nel periodo dei desaparecidos, un uomo giusto che aiutò a fuggire dalle torture e dalla morte tutte le persone che poté aiutare, fino a doversene andare egli stesso, per non fare la stessa fine e far cessare così, nel peggiore dei modi, un’azione che comunque cessò: chi venne dopo non ebbe lo stesso suo coraggio di mettersi contro la politica internazionale e italiana, sempre mediocre e infame, attenta nei fatti al business e ai diritti umani solo a parole.

Harry Wu, diciannove anni nei gulag cinesi, i laogai, poi finalmente negli USA come docente di geologia. Quanti di noi hannomai sentito parlare dei laogai, dove i lavori forzati servono anche alle industrie occidentali per abbassare i costi di produzione, così come avveniva nei campi di lavoro nazisti? Non a caso Fantini cita L’antibarbarie di Giuliano Pontara, dove si sostiene che il nazismo ha vinto la guerra, sopravvivendo nelle forme di barbarie attuali.

La tortura, sempre di moda, appaltata a paesi terzi o praticata in proprio da noi civilissimi occidentali, con tutti i danni fisici e morali (questi secondi non si superano mai), la pena di morte, altra grande lotta di Amnesty, il commercio delle armi (notoriamente ci siamo anche noi), l’antisemitismo, il rapporto tra religioni e pace, che dovrebbe essere naturale, e invece sembrano dimensioni antitetiche, lo stato vergognoso delle carceri italiane. Sono questi gli altri temi che Fantini tratta con i suoi interlocutori qualificati, riuscendo a tutti il miracolo di non essere mai acidi, di presentare ogni singolo gravissimo problema con misura, di non trasformare l’esperienza del lettore in una calata agli inferi. Al contrario, alla fine si è grati a chi ci ha proposto questa articolata riflessione e la voglia di fare qualcosa anche noi – nessuno è così impotente da non poter fare nulla – si è accresciuta. I diritti d’autore, manco a dirlo, vanno alla sezione italiana di Amnesty International.

 Il cielo dentro di noi.

Conversazioni sui Diritti Umani (sul mondo che c’è e su quello che verrà)

Graphe.it edizioni

Anno: 2012

Euro: 10,00

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