Il Vangelo secondo Gesù Cristo di José Saramago

Affermare che non ho le competenze necessarie per recensire un opera, qualsiasi opera, di José Saramago è un’assoluta certezza, ma premesso questo indispensabile dettaglio cercherò solo di dare un mio umile punto di vista nei confronti di un capolavoro quale è Il Vangelo secondo Gesù Cristo, e dato che non ho la cultura richiesta per approfondire una critica letteraria posso solo affidarmi al cuore e all’amore che provo nei confronti della bella letteratura.

Il romanzo, pubblicato nel 1991 ha suscitato fortissime critiche dal clero cattolico, per i contenuti non per la forma impeccabile, contenuti che rivelano un Profeta umano, talmente umano da suscitare sentimenti di comprensione e amore mai provati fino ad oggi. Gesù Cristo è figlio dell’Uomo, e come tale nasce, cresce, è stravolto dai sentimenti dell’adolescenza, ama i suoi genitori e contemporaneamente li affronta, li contesta, li abbandona per poi ritrovarli e perdonarli.

José Saramago riesce ad avvicinare l’inavvicinabile all’uomo, crea attraverso la parola un romanzo capace di suscitare emozioni nuove di fronte a una verità così ampiamente già conosciuta come il Vangelo. La normalità di ogni essere umano coinvolto in questa storia ha sconvolto il mondo, e contemporaneamente ha avvicinato ad essa anche chi, come me, conosceva ma non ha mai approfondito ogni suo singolo insegnamento.

“Come tutti i figli degli uomini, il figlio di Giuseppe e Maria nacque sporco del sangue di sua madre, vischioso delle sue mucosità e soffrendo in silenzio”.

Come tutti i figli degli uomini…

Il tempo insegue il tempo, è un detto conosciuto e molto usato, ma non tanto ovvio quanto possa sembrare a chi si accontenta del significato prossimo delle parole, sia isolate, a una a una, sia raggruppate e articolate, ché tutto nasce dal modo di pronunciarle, e quanto varia in base al sentimento di chi le esprime, non è lo stesso che pronuncia chi, giacché la vita gli va male, aspetta giorni migliori, o le butti là come minaccia, come una vendetta promessa che il tempo dovrà esaudire. Il caso più estremo sarebbe quello di chi, senza motivi validi e oggettivi di lagnarsi della salute e del benessere, sospirasse malinconicamente, Il tempo insegue il tempo, solo perché di natura pessimista e incline a prevedere il peggio. Non sarebbe del tutto credibile che Gesù, alla sua età (13 anni N.d.r.), avesse queste parole sulle labbra, qualunque sia il significato con cui potrebbe usarle, ma noi sì, noi che, come Dio, sappiamo tutto del tempo che fu, è e sarà, noi possiamo pronunciarle, sussurrarle o sospirarle mentre lo vediamo, lì, intento al suo lavoro di pastore, su quei monti di Giuda, o quando scende, a tempo debito, alla valle del Giordano. E non tanto perché si tratta di Gesù, ma per il motivo che ciascun essere umano ha davanti a sé, in ogni momento della vita, cose belle e cose brutte, queste appresso a quelle, appresso al tempo, il tempo. “

Infine come ci insegna il blog Pagina69 “ Per decidere se comprare un libro, aprilo a pagina 69” (McLuhan), un estratto di PAg. 69 che potrà solo convincervi ad affrontare la lettura del libro:

Dall’interno della grotta si è udito un breve e inarticolato vagito, subito interrotto, segno che Maria aveva spostato il figlio dal sinistro a quello destro, e il bambino, frustrato per un attimo, aveva sentito riacutizzarsi il dolore nella parte lesa. Fra poco, sazio, ai addormenterà in braccio alla madre e non si sveglierà neppure quando lei, con mille cure, lo deporrà nel grembo della mangiatoia, come in custodia a un’anima amorevole e fedele.

Il vangelo secondo Gesù Cristo

José Saramago

1991

Einaudi, oggi anche in Universale Economica Feltrinelli

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