Monthly Archives: January 2013

Noos. Il canto del mondo, di Graziano Versace. Ciesse Edizioni

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noosAlcuni libri ti conquistano per la storia o stile narrativo, altri riescono a farti entrare in simbiosi con i personaggi, diversi i motivi. Personalmente ho ritrovato in Renzo un vecchio amico, il protagonista di Noos. Il canto del mondo, di Graziano Versace, è un fotografo, il suo  racconto inizia a Favignana, isola siciliana. Io, ero una fotografa professionista prima di darmi all’editoria, e conosco bene quel senso di inadeguatezza e inconsistenza descritti dall’autore, quell’angoscia dovuta al servizio non commissionato, e quindi mai pagato, alimentato dalla consapevolezza che in quel momento e in quel luogo solo la fotografia ti appartiene. Io, ho scelto come compagno di vita un siciliano.

Ma non sono la fotografia e la Sicilia i protagonisti di Noos. Renzo, a Favignana per un servizio fotografico, incontra il vecchio amico Roberto, da questo semplice riavvicinamento prende vita un’avventura irreale, quasi inconsistente, difficile da accettare.

Roberto, assieme alla sorella e ad altre persone, naviga da mesi il Mediterraneo all’inseguimento di una sfera e una balena, l’intento è rivivere l’Odissea per far arrivare a casa Ulisse.

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Un castello di inganni di Elizabeth George. Recensione

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un-castello-di-inganni-di-elizabeth-L-ryj8SURitengo la mia malsana passione per il Commissario Lynely un tributo verso la ricchezza umana che ritrovo in ogni singolo personaggio, principale o minore, affrontato e descritto da Elizabeth George. O forse, più semplicemente, sono appassionata di gialli alla vecchia maniera e ho ritrovato in questi libri il giusto equilibrio tra il mistero della camera chiusa e quei tratti psicologici, dai più torridi ai limpidi “giusti”, che da sempre danno forza a un romanzo indipendentemente dal genere.

Un castello di inganni rientra nel tema tanto caro alla George: i titoli nobiliari, e i conseguenti segreti di cui spesso la stampa gossippara si nutre; Thomas Lynely inizia a riprendersi quella serenità perduta dopo la morte della moglie, iniziamo a riconoscere il vecchio commissario, sebbene i demoni della memoria si distinguano nettamente attorno alla sua personalità. Pensandoci non poteva essere altrimenti, uno dei pregi assoluti dell’autrice è quello di rendere i suoi personaggi umani, con pregi e difetti, tutti noi impariamo a convivere con i demoni, un bravo scrittore valorizza questi tratti non li nasconde sotto al letto quando troppo scomodi.

Il nipote di un baronetto, diventato tale per meriti non ereditari ma per successi industriali,  muore in circostante limpide, l’uomo scivola mentre scende da una imbarcazione e durante la caduta sbatte la testa. Morte per cause accidentali. Nessun omicida e nessun sospetto. Il baronetto chiede aiuto a Scotland Yard per risolvere quello che, a suo dire, potrebbe rivelarsi un caso sospetto, o meglio, vuole avere la certezza che dietro questa assurda morte non ci sia il figlio, ex drogato.

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Graphe.it edizioni presenta: Adele di Susanna Trossero e Francesco Tassiello. Comunicato Stampa

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Adele Graphe.it edizioniChe cos’è mai, un segreto, se non l’essenza di ciò che siamo realmente?

Susanna Trossero, scrittrice, e Francesco Tassiello, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo, modellano i sottili fili di Adele, creando un romanzo dalle sfumature poetiche, un viaggio introspettivo, profondo, che porterà il lettore a interrogarsi sulle tante sfaccettature dell’amore.

É facile innamorarsi, un attimo, una scintilla, l’attrazione travolge i protagonisti e a volte anche gli osservatori, eppure è molto difficile stare assieme per anni, decenni. Conoscersi, rispettarsi, accettarsi, comprendersi, non sono azioni dell’innamoramento, ma della capacità di amare, o, come ci insegna Adele, di continuare ad amare.

Il romanzo si intreccia tra il diario della protagonista e i pensieri profondi di uno psicosessuologo che viene travolto dalle parole di Adele, scritte per raccontare e non dimenticare, scritte nella frenesia del ricordo e della memoria.

Un esperimento, una riflessione, un confronto tra un uomo e una donna, Adele è il risultato della sinergia di due teste e quattro mani, menti opposte eppure mai così vicine.

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Giovane Holden Edizioni presenta “La settima figlia” di Angela Garrè

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Giovane Holden Edizioni

Giovane Holden Edizioni

Un mistero lontano secoli e secoli legato al mondo dell’antichità e alla storia della famiglia reale di Akhenaten. Sulla base della passione e degli studi portati avanti come ricercatrice con un dottorato in egittologia all’Università degli Studi di Pisa, Angela Garrè imbastisce una vicenda di fantasia ricostruendo una delle pagine più affascinanti dell’antico Egitto e l’ipotesi dell’esistenza di una settima figlia di Akhenaten. Antichi documenti e reperti archeologici sono il filo rosso di questo romanzo storico che riporta il lettore alla scoperta delle rive del Nilo.

La settima figlia”: Durante una campagna di scavo nella Valle dei Re, il professor Moore e l’affascinante dottoressa Hassan si imbattono in una sepoltura davvero insolita: all’interno di una camera funeraria del tutto priva di decorazioni, un sarcofago senza mummia rivela un gruppo di antichi papiri. Violenti colpi di scalpello hanno cancellato millenni fa il nome del defunto che avrebbe dovuto trovarsi lì dentro e se davvero i pochi reperti rinvenuti riconducono alla famiglia reale di Akhenaten, ecco che inizia a svelarsi agli occhi dei ricercatori uno dei più grandi misteri dell’egittologia.

Angela Garrè ricostruisce attraverso una vicenda di fantasia una delle pagine più affascinanti della storia dell’antico Egitto: il momento di massimo splendore della dinastia atoniana e l’inizio della crisi che condannerà il faraone eretico alla sconfitta del proprio sogno politico e religioso.

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Le streghe della foresta di Pendle, di Mary Sharratt. Zero91 edizioni

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Le streghe della foresta di PendleI libri sulle streghe affrontano un rischio enorme, trasformare una piaga della storia dell’uomo in banale storiella romantica, Le streghe della foresta di Pendle, non solo si discosta da molta narrativa superficiale, conquistando il lettore fin dalle sue prime battute, ma fornisce dettagli storici notevoli, grazie all’accurata ricerca in grado di far rivivere bellezze e orrori dell’epoca.

Un merito in assoluto va dato all’autrice Mary Sharratt, il suo libro, pur mantenendo una struttura romanzata, unisce la storia, drammatica, di fine ‘500, alla magia, bianca e nera, lasciando un alone di mistero tra il vero e il fantastico. Il romanzo fonde in maniera sublime le cronache del tempo, terribili e impietose, a fatti apparentemente magici, dando vita a diversi dubbi ancora oggi da svelare: fino a che punto riusciamo a modificare la realtà storcendola per farla apparire a nostro piacimento? E, cosa riesce a scatenare la furia della donna?

Il romanzo si concentra sulle vicende di un gruppo di donne, e due uomini, accusate di stregoneria a cavallo del XVI e XVII secolo, due narratrici, la vecchia Elizabeth Southerns, chiamata Madre Demdike, e la sua bellissima nipote Alizon, riportano i fatti accaduti, la iniziazione della nonna e la fanciullezza della nipote, raccontate, prima, dall’anziana guaritrice, che lascia in un secondo momento la narrazione a Alizon, protagonista fino alla fine delle nere vicende.

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Le streghe di east end, di Melissa De La Cruz. Recensione

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streghe Melissa De La CruzMelissa De La Cruz è conosciuta principalmente per il suo Urban Fantasy Sangue Blu, acclamato dalla critica come rivelazione del settore, personalmente non mi è piaciuto particolarmente, anche se ne ho apprezzato lo stile.  In Le streghe di east end l’autrice scivola, a mio avviso, dal piedistallo di invidiata creativa per atterrare nel banale.

La trasmissione Streghe, tanto amata dalla mia generazione, potrebbe risentirsene. Tre streghe, due sorelle e una madre, si presentano, tra immortalità e roghi passati, in una cittadina isolata ovviamente ignara dei poteri delle tre donne, il fine principale è tornare ad una vita normale, senza magia.

Un cliché condito da luoghi comuni, già letto, riletto, visto e rivisto anche nel piccolo e grande schermo. Non mancano la scopa, impegnata nel classico volo, e le pozioni d’amore in stile Maga Magò.

Freya è bella, prosperosa, focosa e per noia o passione è propensa a cacciarsi nei guai; Ingrid, la sorella, rigida ma di una seria bellezza austera, composta. Infine Joanna, mamma immortale capace di partorire le sue amate figlie ogni volta che la storia le condanna al rogo, colta alla sprovvista da un senso materno mai assopito.

 Joanna, come le figlie, non era né giovane né vecchia, e tuttavia il loro aspetto fisico corrispondeva alle loro doti particolari. A seconda della situazione Freya poteva avere tra i sedici e i ventitré anni, le prime esperienze dell’Amore, mentre Ingrid, guardiana del Cuore, dimostrava, e si comportava, come se avesse tra i ventisette e i trentacinque anni, e poiché la Saggezza deriva dall’esperienza, anche se nel cuore si sentiva come una studentessa di sedici anni, l’aspetto di Joanna era quello di una donna più vecchia, di una sessantina d’anni.

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