Monthly Archives: February 2013

Il segreto nello sguardo. Memorie di Rosalba Carriera prima pittrice d’Europa, di Valentina Casarotto

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il-segreto-nello-sguardoLe vite romanzate degli artisti sono molto difficili da confezionare, oltre alla ricerca, necessaria, l’abilità dello scrittore si concentra nello trasportare i documenti raccolti dell’epoca in un romanzo per un pubblico moderno. Facile farsi trasportare da una narrazione arcaica, o soffermarsi su particolari eccessivi che alla lunga possono stancare il lettore. Facile, ma non è questo il caso.

Il segreto nello sguardo. Memorie di Rosalba Carriera prima pittrice d’Europa, di Valentina Casarotto, Angelo Colla Editore, è un dolce viaggio nel passato, in quella Venezia del 700, città ricca e borghese. Un ricordo nitido, capace di trasportare il lettore nella vita stessa di Rosalba Carriera, tra i suoi colori, i suoi soggetti.

L’accurata ricerca affrontata dall’autrice appare evidente fin dalle prime pagine, la descrizione di ogni dettaglio è in linea con il tempo narrato, così come i modi e le abitudini dei personaggi. Le paure di Rosalba, donna pittrice, fatto non naturale in una società dove la donna è moglie e madre, o cortigiana, si accompagnano alla quotidianità.

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Lo scrittore deve morire di Gianluca Morozzi e Heman Zed, Guanda

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scritdevemorgrandeDivertente, dissacrante e irriverente. Questi gli aggettivi che desidero attribuire a Lo scrittore deve morire. Epiche gesta di due aspiranti autori di best seller, di Gianluca Morozzi e Heman Zed, Guanda. Un’odissea incredibile capace di descrivere i principali stereotipi del mondo della letteratura portandoli all’estremo; un urlo liberatorio rivolto ai vari cliché come il best seller italiani, le presentazioni letterarie, i circoli culturali, i critici. Nel mezzo una giusta dose di ironia tra giovani rampanti e vecchi, persi nel loro improbabile passato ma capaci di azioni decisamente inusuali.

L’avventurosa storia inizia con la geniale idea di un editore, idea che a causa di un mix di alcol e antidepressivi viene per errore commissionata contemporaneamente a due scrittori, Francisco Portali e Ladislao Tanzi, due scribacchini falliti. Quando il folcloristico editore si ritrova i due dattiloscritti sulla scrivania, senza perdersi d’animo improvvisa una sorta di puzzle, un capitolo a ciascuno per non fare torti, nel mezzo delle discutibili poesie, poesie scritte dall’inquietante Lothar, Ufficio Stampa e criminale. La creativa operazione da vita a un romanzo, Un premio da tredici, una storia illeggibile e, a detta degli stessi autori, uno schifo.

Ovviamente un best seller che si rispetti necessita di un tour di presentazione, inizia così un viaggio dantesco, nel senso di infernale, che vede i due scrittori alle prese con le più esilaranti caricature italiane e le stramberie poetiche di tale Lothar.

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#tWeBook. Una storia scritta tweet à tweet, di AngiolettoFree e TitoFaraci

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#twebookPuò una storia, un racconto lungo come lo definirebbero le Case Editrici, nascere e svilupparsi su Twitter? Si, può, e il risultato, a mio avviso, è semplicemente divino. Con genialità  e sintesi, d’altronde Twitter concede tweet di 140 caratteri,  AngiolettoFree, @Angioletto9,  e TitoFaraci, @titofaraci, hanno donato al popolo di Twitter un capolavoro letterario.

Una storia a colpi di tweet. Spontanea e libera.

#tWeBook prende il via quasi per caso ma dopo 4 mesi, 404 tweet e 56000 battute, un pubblico degno di una prima al teatro, e una serie di retweet, commenti, interviste su blog letterari da lancio in stile Cross Media Marketing, è arrivato, il 6 febbraio 2013, alla sua conclusione, con immenso dispiacere dei follower di entrambi gli scrittori (permettetemi di consolidare la loro bravura in queste poche righe).

La storia è semplice, eppure la velocità con cui si sviluppa riesce a conquistare, sentimenti e stati d’animo; cattiveria e amore si sovrappongono lasciando il lettore, insaziabile, in attesa del prossimo tweet.

Lui, lei, un cattivo cattivissimo, un bambino, il papà del bambino, la sorella, l’amico di lui, un cattivo che nasconde del buono. Una borsa, anzi: LA borsa. Una fuga interminabile verso la verità, un amore, due amori, e la speranza.

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Entra nella mia vita di Clara Sánchez. Recensione, ottima.

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entra-nella-mia-vita-di-clara-sanch-L-9UjpZhClara Sánchez riesce a unire il romanzo, inventato, alla realtà, con una grazia e una capacità introspettiva ammirevole. Entra nella mia vita prende spunto da un fatto di cronaca, una di quelle notizie che ti fanno accapponare la pelle, che ti portano a chiederti come possa certa gente vivere in pace con la coscienza. L’autrice riporta, in versione romanzata, la compravendita di neonati, neonati rapiti alla nascita, lo stratagemma è riferire alla madre che il bambino è nato morto, successivamente i bambini vengono venduti a famiglie ricche, o presunte tali. Una operazione di tale portata coinvolge, inevitabilmente, diverse persone.

Alternando la narrazione tra Veronica, la protagonista, e Laura la sorella ritrovata, Clara Sánchez accompagna il lettore nel dramma di una famiglia, di una madre inarrestabile, scivolando contemporaneamente nella vita in apparenza perfetta, ricca, e ermetica, di chi ha deciso di comprarsi un futuro.

Ho ammirato in particolare l’infanzia di Veronica, lo sguardo infantile di fronte alla costante ricerca e dolore della madre, la capacità del bambino di vedere e capire ogni cosa, soprattutto quello che gli adulti vorrebbero nascondergli.

Veronica vive e respira ogni giorno il dolore di sua madre, la morte di una figlia e la dilaniante convinzione di essere stata ingannata, lo comprende a dieci anni, da allora la sua vita è uno specchio irreale, un rimbalzo di mezze verità e segreti che la porteranno, in età più matura, ad affrontare gli incubi materni fino alla loro soluzione drammatica.

Laura vive in una sfera di cristallo, cresciuta da una madre incapace di invecchiare e da una nonna ingombrante che vorrebbe estendere la sua vita tramite i respiri della nipote. La vita di Laura viene stravolta da Veronica, mentre il dolore rischia di consumarle entrambe.

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Shiatsu & Bimbi. Un tocco d’Amore per il benessere del tuo Bambino, di Marisa Fogarollo

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shiatsu-bimbiAbbracciare, toccare, accarezzare, quanto sono semplici queste azioni e quanto spesso le sottovalutiamo? E se a toccare, o meglio dare la giusta pressione, fosse una disciplina capace di donarci equilibrio e contemporaneamente benessere, fisico e psichico? Shiatsu significa pressione con i pollici, ma lo stesso Ministero Giapponese della Sanità precisa che è una forma di manipolazione che si esercita con i pollici, le altre dita e i palmi delle mani, senza l’ausilio di strumenti sia meccanici sia d’altro genere. 

Lo Shiatsu richiede anni di studio, ma alcuni esercizi sono talmente semplici e genuini da ritenersi per tutti, tanto da farne un libro: Shiatsu & Bimbi. Un tocco d’Amore per il benessere del tuo Bambino, di Marisa Fogarollo, Shiatsu Milano Editore.

Il volume, illustrato a colori, si concentra principalmente sul benessere dei bambini, dai primi mesi fino alla giovinezza, attraverso esercizi, pressioni, semplici massaggi, l’autrice insegna al lettore come intervenire per alleviare sofferenze, dolore e nervosismo. Dalle coliche dei primissimi giorni di vita, i pianti, le paure, fino alle prime difficoltà legate alla scuola che, inevitabilmente, si ripercuotono sul benessere fisico.

Ed ecco che lo shiatsu può intervenire positivamente: il tocco rassicura, calma, ci fa entrare in un’altra dimensione. Attraverso il contatto si crea un nuovo tipo di comunicazione, non serve la parola; le mani della madre (e del padre) imparano a comunicare con il bambino, ascoltando le tensioni, i dolori e sentono la risposta: le tensioni si allentano, il dolore si placa.

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La bella di Buenos Aires di Manuel Vázquez Montalbán

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la bella di buenos airesA dieci anni dalla morte di Manuel Vázquez Montalbán ecco comparire come per magia un suo romanzo inedito, La bella di Buenos Aires edito in Italia da Feltrinelli. Io, amante spassionata di tutti i romanzi di Montalbán e soprattutto innamorata cronica, e masochista, di Pepe Carvalho, ho esultato senza ritegno.

La mia passione è stata premiata, irreale, irriverente, contorto, veloce e spassoso. Ora non mi resta che rileggere tutti i suoi romanzi, per dovere e per nostalgia.

Tra ricette improbabili e incontri meno casuali di quanto si potrebbe credere in un primo momento Pepe Carvalho e il suo assistente Biscuter, qui elevato al ruolo di socio, vengono ingaggiati, via fax, da una misteriosa donna per indagare sul passato di una bellissima, e dispotica, attrice argentina, fuggita in Spagna, pare, in cerca di successo.

Tra poliziotti fanatici, mafie varie ed eventuali, famiglie disgraziate, donne forti e in apparenza superficiali, Carvalho si ritrova tra le mani un caso notevolmente complesso, e un paio di libri in meno bruciati per l’occasione.

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Mistborn – L’ultimo Impero, di Brandon Sanderson. Fanucci

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 Ultimo impero Sanderson BrandonLa mia già citata passione per la saga La ruota del tempo di Robert Jordan mi ha obbligata ad affrontare la lettura di Mistborn – L’ultimo Impero di Brandon Sanderson, scrittore scelto da Harriet McDougal, moglie di Jordan, per completare l’opera che altrimenti rischiava di non trovare la parola fine a causa della morte prematura dell’autore.

A mio parere Brandon Sanderson si è dimostrato all’altezza del compito, anche se gli appunti lasciati da Jordan, e i capitoli parzialmente scritti, possono aver facilitato il lavoro. Pur modificando lo stile narrativo, come è giusto e normale che sia, Sanderson ha reso il passaggio gradevole, dolce, capace di soddisfare anche i fan più accaniti. La bravura dimostrata è notevole, un opera complessa come La ruota del tempo rischiava di non finire senza il talento di B. Sanderson.

Un talento va sempre seguito, e quindi eccomi qui a raccontare la mia impressione su Mistborn – L’ultimo Impero, un opera complessa, ricca di fantasia, di lotte di classe, personaggi completi, il tutto mescolando talenti e magia assieme a  scenari che ricordano i medioevo.

Così come le Aes Sedai di Jordan mi hanno ricordato le streghe Bene Gesserit di Dune, anche Sanderson riesce a far riaffiorare Dune, Paul Atreides, nella figura coprotagonista di   Kelsier, il sopravvissuto. 

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Il bacio della morte, di Marta Palazzesi. Il fantasy italiano per adolescenti

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ilbaciodellamorteIl bacio della morte di Marta Palazzesi, Giunti Y, è un romanzo per adolescenti, lo sottolineo in positivo. Pur riscontrando alcuni difetti descrittivi, la sua lettura si rileva fresca e veloce. Inoltre, l’autrice riesce a rendere i protagonisti, principali e non, interessanti, il lettore si affeziona a loro, fa il tifo per i buoni, odia i cattivi. Questo è un particolare che dovrebbe risaltare in ogni libro Fantasy e Urban Fantasy che si rispetti.

Thea è una giovane allieva mezzodemone, studia per uccidere i nemici, gli Azura, si allena duramente per risultare all’altezza della missione, come lei gli altri suoi coetanei. La storia si sviluppa all’interno di un palazzo, circondato da un bosco, situato in Romania, potrebbe trovarsi in qualunque non-luogo, una sorta di campus universitario.

Ragazzi a mensa, ragazzi in palestra, alle feste, una sorta di scuola per adolescenti assassini. Si intuisce una società complessa, ma intrighi e politica vengono solo accennati. Di contro, molto spazio è concesso alle amicizie e agli amori, ai poteri e ai misteri.

Se siete alla ricerca di un romanzo Urban Fantasy simpatico, poco impegnativo, volutamente fresco e veloce, credo che Il bacio della morte possa rilevarsi all’altezza delle aspettative.

Ma attenzione: altra trilogia all’orizzonte, se tendente ad affezionarvi troppo, e non sapete attendere, allora andate oltre.

Titolo: Il bacio della morte

Autore: Marta Palazzesi

Editore: Giunti Y

Anno: 2012

Prezzo: Euro 10,20

 

 

 

 

il tuttomio di Andrea Camilleri. Recensione, che delusione

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9788852032714-il-tuttomio_copertina_piatta_foSu queste pagine virtuali ho più volte decantato le lodi a Andrea Camilleri, perché lo ritengo uno dei migliori scrittori italiani. Amo i suoi scritti,  oltre ad affrontare il giallo in chiave nostrana riesce sempre e comunque, nonostante l’oggetto macabro del giallo, a farmi sorridere. Comportamenti, atteggiamenti e ragionamenti dei suoi personaggi, dal classico Montalbano, fino ai meno noti racconti, si impossessano delle simpatie del lettore, accompagnandolo a districare complicati intrighi, o, semplicemente, a osservare la natura umana con maggiore comprensione.

Questo, purtroppo, non è accaduto con il tuttomio, nonostante il suo primo posto incontrastato in classifica, probabilmente dovuto al talento di Camilleri. Ammetto il mio limite: non ho capito. Non ho compreso il torbido Io di Arianna, la protagonista, non ho respirato mistero, chiaro fin dalle prime righe; infine, non ho capito perché questo romanzo è stato definito dalla critica: imbarazzante. Perché parla di sesso? Sesso non convenzionale?

Il vecchietto, ricco, incontra la bella Arianna, giovane psicopatica, lui non può soddisfare i giovani desideri carnali, per non perderla sceglie, per lei, due o tre giovani capaci, si spera, di soddisfare ogni ardore della bella. Ad Arianna spetta la scelta finale.

Certo, tutte le donne sognano di incontrare un lui ricco e pronto a soddisfare i desideri, anche mettendosi da parte. Tutte? Non ne sono così sicura. Ma non è stata la trama a lasciarmi perplessa, bensì lo stile narrativo scelto, onirico e, volutamente, poco realistico. Un omaggio alla psicoterapia, letteraria e non.

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