Monthly Archives: March 2013

Le sorgenti del male di Zygmunt Bauman, un concentrato di spiazzante realismo

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le sorgenti del male BaumanZygmunt Bauman non ama i giri di parole, la frasi abbellite per aggiudicarsi il consenso del grande pubblico, no, il noto pensatore va dritto al punto, senza cercare di ingannare il suo lettore. Le sorgenti del male, Ed. Erickson 2013, rappresenta, a mio avviso, uno di quei volumi da tenere sempre a portata di mano, in borsa, sulla scrivania, magari tra i libri in cucina, perché in qualsiasi momento si desideri approfondire un concetto, un pensiero, anche se letto e riletto, la lucida analisi di Bauman riesce a catapultarci nella realtà, senza falsi miti, eccessi di buonismo, o superficiali valutazioni.

Il male esiste, probabilmente lo potremmo definire un virus dormiente presente in ognuno di noi, altrimenti non riusciremmo a spiegare le atrocità commesse, e successivamente giustificate e accettate, dal genere umano contro il genere umano stesso. In barba a ogni ragionamento e cornice di moralismo, tendiamo a dimenticare e accettare il troppo. Le stragi, le due bombe atomiche, gli ordini eseguiti in quanto tali.

La storia ci insegna che il vicino, il buon vicino, quello che rispetta tutte le regole del condominio, può un giorno diventare un mostro. Come possiamo valutare una simile realtà? Come possiamo accettare di essere potenziali mostri a nostra volta? E con quale scusa giustifichiamo e dimentichiamo le atrocità compiute in nome del progresso, di una nazione, di una tanto acclamata pace? Secondo Bauman alcune condizioni risvegliano il male, e inoltre: La ripetizione di una violenza è non solo possibile ma probabile.

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Il richiamo delle spade di Joe Abercrombie. Comunicato Stampa

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spadeGargoyle edizioni presenta Il richiamo delle spade di Joe Abercrombie,  il primo capitolo dell’attesissima trilogia epic-fantasy, The first law, in uscita il 28 marzo 2013.

Pubblicato nel 2007 da Gollancz (storica etichetta britannica famosa per essere, tra gli altri, l’editore di George Orwell), il libro riscosse un tale successo di vendite tra i lettori anglosassoni che l’editore britannico vincolò Abercrombie alla pubblicazione dell’intera trilogia per un giro d’affari a 7 zeri. Nel 2008 Abercrombie arrivò finalista al prestigioso John Campbell Award ed è oggi considerato uno dei più promettenti scrittori fantasy della nuova generazione, tanto da essere indicato da George R.R. Martin in persona suo degno erede.

In una terra lontana dove la linea di demarcazione fra Bene e Male sembra perdersi nelle nebbie di lande desolate, imponenti battaglie decidono le sorti del regno. Tra bieche intenzioni, debolezze e gelosie, la corsa al potere sarà spietata e non risparmierà nessuno. Così, quando L’Unione resterà stretta in una morsa letale (nel lontano Nord, un barbaro che si è proclamato Re si appresta a invadere il regno; a Sud, il nuovo Imperatore dei Gurkish sta attuando piani analoghi), tre protagonisti vedranno incrociarsi i loro destini.

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Diario di scuola, Daniel Pennac. Fossero tutti così i prof…

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diario di scuola pennacNe sono assolutamente convinta: se tutti i professori, maestri e docenti del mondo intero, vantassero le doti psicologiche e pedagogiche di Daniel Pennac avremmo un ambiente scuola sereno, non privo di difficoltà, sia chiaro, ma sicuramente meno attaccato, giudicato, represso.

Non è facile fare l’insegnante, questo è da sottolineare fin da subito. Insegnare è uno dei mestieri più difficili al mondo, ma se oltre alle naturali difficoltà aggiungiamo l’incapacità di sorvolare le barriere del non ascolto da parte di presunti somari, presunti perché in Diario di scuola Pennac svela una verità che mi ritrova pienamente d’accordo, l’azione di apprendere rischia un alt senza possibilità di ritorno.

Gli studenti leccornia, così definiti i bravi da Daniel Pennac, sono pochi, la maggior parte sono somari, non perché manchino di naturale intelligenza, anzi, ma per una serie di fattori esterni che vanno a incidere sul risultato finale: mancanza di autostima, se dalla prima elementare ti ripetono che non capisci un accidente… sfido chiunque a reagire diversamente, pigrizia, famiglia…

Ragazzi realmente somari esistono, ma sono pochi, così come quelli realmente violenti, una minima percentuale, gli altri vengono etichettati come incapaci quando il vero ostacolo è il rapporto con la scuola con tutte le sue meraviglie e contraddizioni.

Ad avercelo avuto un prof come Pennac, non solo per il rapporto che riesce ad instaurare con i suoi studenti, sono rimasta incantata dalla sua lezione tipo del dettato, dettato per inciso che odiavo con tutto il cuore, dalle spiegazioni sulla grammatica, verbi, pronomi.

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Racconti popolari giapponesi di Adriana Lisboa. Graphe.it edizioni

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raccontigiapponesiDue anni fa, esattamente l’11 marzo 2011, un terremoto, e successivo tsunami, causarono oltre 30.000 vittime nelle regioni di Sendai e del Tōhoku in Giappone.

30.000 è un numero che personalmente fatico a immaginare, un numero folle.

I racconti di  Adriana Lisboa, Racconti popolari giapponesi, Graphe.it edizioni, descrivono quel Giappone forte, capace sempre di rialzarsi nonostante la storia tenti ripetutamente di farlo precipitare in ginocchio, assieme alla delicatezza propria di questo popolo.

Sei storie, riportate dalla tradizione orale, fiabe e favole molto dolci, come un abbraccio, e, contemporaneamente, capaci, attraverso il richiamo di suoni e immagini, di far riflettere sulla realtà e l’umanità.

I racconti, la tartaruga marina, il cappello di bambù la dama della neve, la la teiera magica, la gru e il bambino-pesca, catturano l’attenzione del lettore portandolo in una dimensione onirica.

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Volevo uccidere Gianni Morandi, di Igor Nogarotto. Una recensione Super Positiva.

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Copertina_Volevo_uccidere_Gianni_Morandi_webQuesto libro merita una premessa: quando l’ufficio stampa della Samigo, tale Marco (dopo la lettura del libro mi è sorto il dubbio non esista, spero non se la prenda a male), mi ha richiesto la recensione, positiva o negativa va detto, ho accettato di slancio. Il titolo merita attenzione: Volevo uccidere Gianni Morandi.

Al suo arrivo mi è venuto un coccolone, un volume di 367 pagine, impegnativo. Perché, lo sottolineo, tutti i libri recensiti su questo blog sono stati letti attentamente. Nessuna marchetta amichevole ottenuta senza l’opportuna attenzione. Ebbene, 367 pagine possono scoraggiare, soprattutto considerando che non mi era chiaro l’argomento del testo.

Posso ora, dopo diversi attacchi di risata genuina, consigliarne la lettura a chiunque desidera:

a) saperne di più sul complicato mondo dello spettacolo in generale b) saperne di più sull’ancor più complicato mondo della musica (italiana) c) conoscere alcune delle più astute tecniche del fai da te nell’ambito produzione e comunicazione d) ridere, e basta.

Altra premessa: il mio lavoro è comunicare (non tramite questo blog dove mi limito alla passione della lettura/scrittura) con e nel web. Quindi per dovere professionale ho controllato ogni CD, Album, spettacolo, nome e fatto riportato fedelmente nel libro. Non so se sia un bene o un male, ma posso tranquillamente sottolineare che è tutto vero!

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Odore di chiuso di Marco Malvaldi, recensione.

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marco-malvaldi-odore-di-chiuso-sellerioNel caso siate alla ricerca di un giallo classico e, contemporaneamente, incapace di prendersi troppo seriamente, consiglio senza esitazione Odore di Chiuso di Marco Malvaldi.

Lontano dagli amici del BarLume, Malvaldi si addentra nella Toscana dell’anno 1895, quando la monarchia faticava a lasciare il passo a una presunta democrazia, poiché servitori e baroni sebbene non più servi e padroni, si avvinghiavano su usi e costumi difficili da abbandonare.

Oltre alla interessante descrizione dell’epoca, romanzata in maniera eccellente per un pubblico del XXI secolo, ho trovato la ricetta della maionese una chicca culinaria incredibile.

Per non confondere il lettore devo premettere che l’autore ha prelevato un personaggio dell’epoca, autore di un libro di cucina, per trasportarlo all’interno di un giallo, non come protagonista assoluto ma sicuramente personaggio degno di nota, se non altro per lucidità di pensiero.

Il mercante Pellegrino Artusi, nonché autore del libro La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, viene invitato a trascorre un paio di giornate piacevoli presso la dimora del barone Romualdo Bonaiuti, in compagnia del padrone di casa, la madre paralitica, due figli che non brillano per intelligenza, una figlia decisamente più sveglia, ma femmina, due cugine zitellone, ancora speranzose, una dama di compagnia, e un fotografo, ospite a sua volta. E, ovviamente, la numerosa servitù, non più servitù, ma lavoratori sul libro paga del barone.

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