Monthly Archives: May 2013

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia, di Giuseppe Rizzo

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guerra lampoAmo la Sicilia, con le sue contraddizioni, meraviglie e brutture, e amo un siciliano, l’ho pure sposato; premessi questi minuscoli dettagli ammetto che ad attrarmi è stato il titolo: Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia, di Giuseppe Rizzo, è un romanzo che consiglio a tutti i siciliani in fuga, amanti lontani della  loro terra, incantevole, nonostante i pidocchi.

I pidocchi di Giuseppe Rizzo sono i mafiosi, i prepotenti, coloro che attraverso l’uso massiccio della paura riescono a modellare un territorio a piacimento, a prendersi le donne senza attendere una risposta, a crearsi lavori e investimenti non sempre leciti e difficilmente legali.

I protagonisti, tre trentenni come tanti, tre coraggiosi che hanno cercato nel continente fortuna o semplicemente una possibilità,  Andrea detto Osso, Martina detta Pupetta, Marco detto Gaga, sintetizzano perfettamente lo stereotipo del ragazzo che se n’è andato,  e quando torna è straniero a casa sua.

Indignati, i tre sono semplicemente indignati, e invece di giudicare da fuori decidono di tornare, temporaneamente, al loro paese, Lortica, per dare una lezione all’istituzione: il sindaco.

Indignati, per l’azione comune di dimenticare o semplicemente ignorare l’accaduto perché nuoce all’immagine del paese, indignati per la massiccia presenza di pidocchi, indignati, e basta.

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia è un urlo di disincanto, scritto molto bene, capace di trovare un giusto equilibrio tra tragedia, perché i pidocchi sono una tragedia, e comicità, grazie al sarcasmo sapientemente usato dall’autore.

Un urlo d’amore, verso una terra bella da far male eppure tanto maltrattata, un urlo di battaglia: perché non c’è male peggiore della rassegnazione.

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Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network

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Manuale facebook - Do you speak facebook?Oggi vi presento il mio libro: Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network, Edizioni Erickson 2013, di Anna Fogarolo, io.

Non posso recensirlo, sarebbe un’assurdità,vorrei accennare solamente al perché ho deciso di scrivere di Facebook, e del web in generale: l’impressione, da addetta ai lavori, è che in molti lo usano ogni giorno, ora, minuto, figli, genitori, insegnanti, addirittura i nonni, ma in pochi lo sanno adattare alle proprie esigenze, lo padroneggiano come direbbero i super esperti.

Facebook non è anarchia, non è vero che ruba le identità e le foto dei suoi utenti, ma, per evitare spiacevoli episodi, o semplicemente per usarlo in totale tranquillità, è indispensabile usare tutte le funzioni della privacy che ci rispecchiano; non solo, non tutti i genitori sanno che i minorenni su Facebook hanno una privacy differente, ad esempio la funzione tutti su Facebook per loro è disattivata, si ferma agli Amici degli Amici, e non compaiono sui motori di ricerca. Inoltre, non tutti sono a conoscenza che, in Italia, Facebook è vietato ai minori di 13 anni.

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Peccati originali di Ayzad. Noir e Bdsm, esperimento perfettamente riuscito

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peccatioriginalicovergrandeHo sempre sostenuto, su queste pagine virtuali, che prima del genere: giallo, noir, rosa, erotico, avventura, saggio, un libro deve, imperativo, essere scritto bene; a seguire avere una trama, o un argomento, convincente, e infine può trovare la sua giusta etichetta, se esiste.

Peccati originali di Ayzad, Imprimatur editore, è un bel libro, una risposta originale alle 50 sfumature & co che negli ultimi mesi stanno spopolando nel panorama letture. Peccati originali non è un libro erotico, anche se titolo e curriculum dell’autore potrebbero far pensare al contrario, è un noir ambientato nel mondo Bdsm, ovvero bondage, dominazione, sadismo e masochismo.

La risposta italiana alla moda erotico con sculacciate è, a mio avviso, un concentrato di informazioni, pur senza entrare mai nel dettaglio, ma riuscendo a far intuire in maniera magistrale, l’autore illustra un ambiente sconosciuto ai più e mistificato ad oltranza, contemporaneamente, racconta una piacevole storia capace di far incuriosire gli amanti del noir.

Ayzad è autore e protagonista, nelle prime pagine spiega il perché della singolare scelta, esperto di Bdsm, traduttore e giornalista, in sintesi un precario come chiunque ha scelto il lavoro che ama, una giovane ereditiera si rivolge a lui per trovare le prove a conferma della sua tesi:  sua madre, contessa, non si è affatto suicidata ma è vittima di un bondage troppo spinto.

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