Monthly Archives: June 2013

I libri anti crisi della Newton Compton Editori. I lettori esultano

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virginia woolf

virginia woolfSono passati alcuni mesi dal lancio firmato Newton Compton Editori, libri a 0,99 Euro, libri classici, e qualche moderno tentativo, libri intramontabili,  libri che devi avere in casa, perché già letti ma persi tra i tanti traslochi, mi è capitato più spesso di quanto voglia ammettere, libri prestati e mai restituiti, libri, libri e ancora libri.

Libri a meno di un Euro, pare che questa scelta abbia scandalizzato i puristi, quelli che i libri li scrivono, quelli che ritengono imperdonabile la scelta di svendere la cultura. Oggi ho deciso di prendere una posizione in merito: credo che l’operazione LIVE, questo il nome della collana a 0,99 Euro, sia semplicemente grandiosa, per chi compra, per chi legge e anche per chi ha avuto l’idea e il coraggio di realizzarla.

Una rapida analisi dei titoli proposti rivela molti classici, ad esempio Uno, nessuno e centomila, di Luigi Pirandello, o Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf. Non mancano proposte vampiresche, in linea con le richieste del mercato, Il diario del vampiro. Il risveglio, e gialli storici come le indagini di Sherlock Holmes che si accostano ai moderni scritti di Massimo Lugli. Libri brevi, racconti, storie, a 0,99 Euro.

Uno scandalo? No davvero, a mio avviso un atto dovuto.

Ne ho comprati una decina, alcuni semplicemente non li avevo ancora letti, ad altri ho riconsegnato il degno posto in libreria.

In molti si lamentano del caro libri che sta distinguendo alcune proposte editoriali, ma la collana a 0,99 sembra abbia fatto storcere il naso agli scrittori, che lamentano gli scarsi diritti d’autore, e ai concorrenti, forse perché non ci hanno pensato prima.

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Sono uno scrittore ma nessuno mi crede (Consigli per scrivere un bel romanzo e conquistare un editore) di Silvia Pillin

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SCRITTORE_kindle_420x595Di aspiranti scrittori ne è pieno il mondo, alcuni bravi, bravissimi, talmente geniali da risultare fuori tempo, altri meno, altri ancora promettenti ma da affinare. Chi ama scrivere, ama, si spera, leggere. E dato che spesso chi visita queste pagine virtuali è uno scrittore in cerca di editore, quando la Zandegù  mi ha inviato questo ebook ho pensato a loro, loro che provano e riprovano, tenaci e coraggiosi, scrittori che a volte non trovano nemmeno sul mio blog spazio, non per cattiveria ma perché sono una, loro, invece, scrittori con o senza editore, sono tanti, tantissimi.

Sono uno scrittore ma nessuno mi crede (Consigli per scrivere un bel romanzo e conquistare un editore) di Silvia Pillin è un manuale preciso, credo che questo sia il termine più adatto per descriverlo, non si dà arie di professionalità repressa, non vieta e nemmeno obbliga, semplicemente illustra cosa si aspetta l’editore, grande, medio o piccolo che sia, dallo scrittore esordiente.

È la curiosità il motore che spinge il lettore a proseguire, ed è solo puntando sul cosa succederà, come reagirà, come andrà a finire, che riuscirete a condurre i lettori fino alla fine del vostro romanzo.

Silvia Pillin non scrive ovvietà, non si arrampica su specchi saccenti, in maniera limpida e diretta offre consigli a coloro che vogliono scrivere un libro e desiderano pubblicarlo, non a pagamento.

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Inferno, Dan Brown. Delusione

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infernoQuando un libro viene pubblicizzato, lanciato, reso un simbolo, prima ancora della sua pubblicazione, il rischio di deludere il lettore è altissimo. Quando lo stesso libro viene venduto a un prezzo, a mio avviso, spropositato, lo scatenarsi dei commenti negativi, perché traditi dal risultato, è una certezza. Se, a questi stati d’animo, aggiungiamo che Inferno non è un bel libro, la frittata è servita.

Dan Brown non è il solo responsabile dell’insuccesso, sono le troppe aspettative riposte sul suo scritto a far rovinare l’opinione verso una disillusione di massa.

Cosa mi aspettavo da Inferno? Personalmente solo una storia piacevole, da leggere in poche ore, capace di unire il thriller ai paesaggi italiani che più amo. Non avevo alte pretese di best seller, non ho mai pensato di leggere un capolavoro letterario.

Il codice Da Vinci è e rimane un bel libro, il fatto che sia balzato in vetta tra i più amati lo considero uno scherzo del destino, nemmeno il codice era un capolavoro, ma la trama reggeva, e l’aiuto da parte della Chiesa, che ne ha sconsigliata, o quasi vietata,  la lettura, è stato notevole.

Inferno ha una struttura interessante, un finale piacevole, ma lo svolgimento si arena in noiose spiegazioni, improponibili colpi di genio, e pochi, pochissimi, colpi di scena. Dan Brown ci ha viziato tra corse contro il tempo, Papa che si buttano da elicotteri, cattivi cattivissimi, capaci da soli di far tremare le istituzioni mondiali. Inferno, invece, ritrova tutti in Purgatorio, i cattivi non sono poi così cattivi, anzi, il pericolo si riscopre essere una farsa, e gli scienziati geniali vengono assolti dal bene comune.

Gli appassionati di Dante, o Firenze, o Venezia, inorridiranno di fronte alla superficialità di alcune descrizioni, i meno appassionati si annoieranno a morte cercando di assecondare, a fatica, i lunghi monologhi del famoso professore, accondiscendenza concessa per educazione, non certo per interesse.

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