Monthly Archives: August 2013

Niente lacrime per la signorina Olga di Elda Lanza

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olgaIl successo ottenuto dal giallo Niente lacrime per la signorina Olga di Elda Lanza è, a mio avviso, la conseguenza di uno stile pulito, una storia chiara, senza moderne interpretazioni o scritture definite creative; uno stile capace di esporre i fatti, descrivendone ambienti e personaggi e permettendo al lettore di seguire l’evolversi senza la paura di essersi perso qualche indizio o dettaglio filosofeggiante. Personalmente non mi ha entusiasmata, le divagazioni dal filone principale non hanno suscitato il mio pieno entusiasmo, ma si sa, chi legge, soprattutto chi legge gialli, forse troppi gialli, ha sempre qualcosa da ridire, e non fa testo.

L’indagine sulla morte della signorina Olga è da manuale, così come i personaggi del suo condominio, usciti freschi da una commedia di Pirandello per narrare pettegolezzi, pregi e virtù del loro mini mondo, come da sempre viene definito uno stabile abitato da diversi nuclei familiari. La signorina Olga è una vecchietta gentile e educata, vive sola nella mansarda, dipinge, decora paralumi, ama un nipote mai visto, difficilmente parla del suo passato. Il suo corpo viene ritrovato senza vita, strangolata l’impietosa conclusione del medico legale.

Ad occuparsi del caso un commissario uscito direttamente dai romanzi di Agatha Christie, uomo solido, attento, convinto che certi lavori non siano per le donne, fa le domande giuste alle persone giuste, interroga, convoca in commissariato: un commissario come la fantasia del lettore di gialli pretende. Il caso è complicato, tutti mentono, e la prima a prendersi gioco dei tanti personaggi è proprio la signorina Olga.

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Scientology. Ci sono nata. Ci sono cresciuta. Sono scappata, di Jenna Miscavige Hill

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ScientologyHo affrontato la lettura di Scientology. Ci sono nata. Ci sono cresciuta. Sono scappata, Jenna Miscavige Hill, perché ritengo che ci sia una profonda differenza tra lo scegliere una religione, o più semplicemente uno stile di vita, e il nascerci. Jenna Miscavige Hill è nata e cresciuta all’interno delle mura della Chiesa di Scientology, e, sebbene la sua scrittura non sia così fluida ne facile da affrontare, a tratti ripetitiva, l’insieme rende bene l’idea di come siano alcuni ambienti di Scientology e riesce a dare un senso chiaro alle critiche che da anni accompagnano questa realtà.

Anche se i primissimi ricordi di Jenna mi hanno lasciata perplessa, forse perché troppo arricchiti da dettagli che solitamente non riusciamo a custodire nella memoria, il racconto è disarmante; ma non sono le azioni, i lavori, a tratti forzati, imposti ai minori, e nemmeno gli insegnamenti o la dottrina di Scientology ad avermi obbligata a riflettere, no, la mia attenzione è stata totalmente catturata dall’evidente lavaggio del cervello imposto, ai bambini come agli adulti; concetti ripetuti, ripresi, centrifugati dentro la mente. Concetti che in breve portano a ritenersi parte sbagliata di un tutto che richiede la perfezione.

Mi sembrava davvero bizzarro, come se il suo cervello fosse cablato in un modo che non avevo mai conosciuto, privo di logica e con un’elevata capacità di disobbedienza. Non avevo mai incontrato un bambino così impulsivo, e solo oggi capisco che ero io, e non lui, quella strana: perché mi aspettavo che obbedisse agli ordini.

Gli ordini sono quotidianità dentro al Ranch, gli adulti lavorano esattamente come i bambini, non esistono infanzia e età adulta, solo corpi da usare:

Ci dissero che lavorare era semplicemente un modo per ricambiare la possibilità di vivere al Ranch, la nostra occasione di guadagnarci le cose invece di riceverle gratuitamente. Si trattava di un concetto importante perché, come insegnava Scientology, i nostri supervisori ci stavano aiutando a non diventare dei criminali, in quanto ricevere le cose gratuitamente era proprio la prerogativa di tutti i criminali.

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Ti prego lasciati odiare di Anna Premoli e Questione di Pratica di Julie James: questione di fantasia?

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tipregolasciatiodiarecoverNon ha pretese il Premio Bancarella 2013 Ti prego lasciati odiare di Anna Premoli, e, probabilmente, è questo il reale segreto del suo successo. La storia non è originale, la scrittura è frizzante ma certo non elaborata, in sintesi una piacevole lettura estiva capace di conquistare le simpatie delle lettrici. Perché è innegabile, questo romanzo si rivolge alle donne, dai venticinque ai trentacinque, donne che di fronte a una bella storia d’amore non riescono a trattenere un sorriso soddisfatto e una certa dose di empatia.  Ti prego lasciati odiare lo potremmo definire un romanzo rosa moderno, dove lei impegnata intelligente, non bellissima ma certo affascinante si innamora dell’eterno rivale, non prima di dover affrontare una serie infinita di carambolesche giornate.

Tutto normale, tutto accettabile, un solo problema. Navigando in diversi blog ho riscontrato una critica che mi ha incuriosita. Molte lettrici, sicuramente più ferrate della sottoscritta nella categoria Romance moderno, dimostrano non poco fastidio per la pericolosa similitudine con il romanzo Questione di Pratica di Julie James.

Ovviamente, sono andata a leggermi anche questo romanzo.

Premessa, Ti prego lasciami odiare è del 2013, Questione di pratica del 2009.

Dopo un’attenta analisi, falso ho semplicemente letto entrambi i romanzi, devo ammettere che le somiglianze sono imbarazzanti:

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Il sogno di volare, il noir di Carlo Lucarelli

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lucarelli_libroIl lettore che ha amato ogni singola virgola di Almost Blue, sta affrontando la lettura de Il sogno di volare, Carlo Lucarelli, Einaudi 2013, con una sorta di rispettosa ansia. I critici hanno anticipato la presenza di Grazia Negro,e  il risultato è che la passione verso il noir firmato Lucarelli si è fusa alla felicità del ritorno dell’Ispettore superiore Negro, l’aspettativa finale, però, rischia di far vacillare il giudizio.

Alta aspettativa.

Data la poco velata minaccia dell’autore riportata nelle ultime pagine del libro, minaccia rivolta ai critici seri e non, come chi scrive, non ho alcuna intenzione di raccontarvi i dettagli del romanzo, tanto meno il finale; minacce a parte, concordo con l’autore: svelare il finale di un romanzo, qualsiasi romanzo, è paragonabile a un delitto di stato.

Su questo pagina virtuale scriverò quindi solo qualche personalissimo giudizio, senza svelare dettagli, e senza alcuna pretesa di saperne di più dei critici, quelli seri.

La splendida Grazia Negro torna a riempire le pagine di Lucarelli, una donna, un poliziotto, una donna incasinata, come spesso accade nella vita delle trentenni, un bravo poliziotto.

Un serial killer, un amore, diversi chili di odio e una buona dose di paura.

L’aspetto assolutamente favorevole del romanzo è la scrittura di Lucarelli, veloce, ritmata, coinvolgente, capace di saltare da un io all’altro senza mai dare una sensazione di confusione, delineata, dettagliata, scorrevole e contemporaneamente completa.

Credo che gli appassionati del genere apprezzeranno questo romanzo, ma lo consiglio anche a chi è semplicemente amante della lingua italiana perché gli spunti utilizzati sono degni di tutta l’attenzione possibile.

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Recensione: Perché gli opposti si attraggono e i simili si comprendono? di Lidia Fogarolo

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Perché gli opposti si attraggono e i simili si comprendono?

Perché gli opposti si attraggono e i simili si comprendono?Non occorre vantare lauree in psicologia o anni di studio della grafologia per comprendere che l’argomento affrontato dal saggio Perché gli opposti si attraggono e i simili si comprendono? Psico grafologia dei legami d’amore di Lidia Fogarolo, Graphe.it edizioni, è complicato. L’attrazione e l’amore coinvolgono menti eccelse da secoli, la comprensione del sentimento scatena gli animi di filosofi, scienziati e poeti. Il saggio ha però a mio avviso un fattore molto positivo: è alla portata di tutti. L’autrice non usa parole sconosciute, non cerca di dimostrare verità lontane usando parabole letterarie. Lidia Fogarolo si concentra sull’analisi del sentimento senza mai perdere di vista la comprensione del lettore.

Attraverso l’applicazione della Grafologia Morettiana, e l’analisi di scritture di coppie famose, l’autrice affronta tematiche da sempre complicate, come l’innamoramento, cosa ci spinge ad innamorarci, cosa scatena l’attrazione, cosa ci aspettiamo da un legame amoroso. Le analisi delle scritture presentate aiutano il lettore a comprendere lo strano fenomeno della compensazione e a capire perché due persone apparentemente così diverse decidono di stare assieme.

In realtà è assai difficile capire perché le relazioni saltano, data la frequenza con qui avviene oggi la cosa. Sembra che a essere a rischio sia la relazione in sé, indipendentemente dal fatto che sia partita con un movimento sganciato da ogni criterio se non quello del “mi piace” e “lo/la voglio”, o invece con considerazioni più prudenti.

Lidia Fogarolo spiega le dinamiche della coppia, dall’attrazione alla relazione, usando scritture famose come J. F. Kennedy e Jacqueline Bouvier, Adolf Hitler e Eva Braun, Bob Dylan e Joan Baez. Identificando segni grafologici nitidi differenze e compensazioni appaiono evidenti, questi assieme alle storie dei singoli soggetti rendono ogni relazione presentata un concentrato di storia e psicologia.

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