Monthly Archives: December 2013

Libri da regalare a Natale: gli errori più comuni

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arton58511

libri regaloMancano poche ore a Natale, per Antonio Albanese mancano sempre quattro giorni ma questi sono dettagli, in molti scelgono di donare un libro, diversi i motivi. Un po’ perché amiamo leggere, e dato che ci riteniamo esseri unici e meravigliosi diamo per scontato che l’azione sia amata dai più (errore); riteniamo il libro un pensiero economico (dipende dal libro); o semplicemente odiamo i pacchetti regalo e il libro rappresenta l’oasi felice del parallelepipedo.

Qualunque sia il motivo che ci spinge a regalare libri commettiamo tutti, ebbene si anche chi scrive, errori banali, drastici per chi riceve o semplicemente che potremmo evitare. Prima di procedere una considerazione: non starete pensando di ordinare online libri oggi con la pretesa che arrivino domani, vero? Cerchiamo di non fare confusione tra corrieri e Babbo Natale.

L’errore più comune è regalare libri che piacciono a noi, solo a noi, ignorando i gusti del povero destinatario. L’ultima pregiata edizione di Guerra e Pace potrebbe rappresentare la vetta del paradiso per alcuni, ma ho l’impressione che non sia una scelta per tutti (solo un’impressione); l’ennesimo libro del politico scrittore, salvo parenti convinti politicamente e seriamente interessati, è una sorta di suicidio di rappresentanza: nessuno vorrà più invitarvi, ne tanto meno vedervi a Natale.

I tanti manuali, di cucina, dello sposo, della pesca, del vegetariano: siamo sicuri che chi riceve non sia a dieta o mangia solo carne per rispetto nei confronti di se stesso?

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Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith, alias J.K Rowling

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il richiamo del cuculo

il richiamo del cuculoQuesto libro, un giallo, ha fatto molto discutere, non certo per le sue doti narrative, e nemmeno per la non originale storia, ma perché a scriverlo è stata lei, la mia scrittrice, la signora Harry Potter: J.K. Rowling. Robert Galbraith è lo pseudonimo scelto, il titolo Il richiamo del cuculo.

Non ho mai nascosto il mio amore per questa scrittrice, anche Il seggio vacante mi ha piacevolmente stupita, senza contare che riuscire a scrollarsi di dosso Harry la considero un’impresa titanica; con mio grande dispiacere però questo nuovo libro della Rowling lo devo giudicare semplicemente brutto, tanto da non capire se ha prestato il suo nome ad altri,  altri che a loro volta hanno scritto il testo, per poi farci il giochino del ti svelo chi è lo scrittore. Insomma, ne avranno fatto un caso letterario da prestanome mondiale, pare che prima di sapere che c’era LEI a comandare la penna il libro fosse stato giudicato gradevole ma senza eccessi, ma il risultato non torna, nonostante la fuga di notizie (eccerto, e noi siamo i polli del mondo sommerso) e il boom di vendite incorniciate da recensioni positive, e aspettative per una seconda indagine del detective privato Cormoran Strike.

Per favore mia adorata J.K. Rowling, torna a scrivere per i ragazzi, torna a sorridere, torna a inventarti magie strampalate e nomi impossibili da tradurre, ma lascia stare il giallo.

Torniamo a Il richiamo del cuculo, il protagonista, il già citato Cormoran Strike sembra un incrocio tra il tenente Colombo con le sembianze di Gerard Depardieu, è figlio d’arte, anzi figliastro, quindi conosce il mondo della morta, una super top model bellissima, adottata, cresciuta in una famiglia apparentemente perfetta.

L’assistente Robin, assistente per sbaglio del Depardieu londinese, pare messa un po’ a caso per dare il tocco femminile che altrimenti al gigante senza gamba mancherebbe, un tocco femminile intelligente, garbata, sexy e fidanzata con un noioso ragazzo. In rete c’è chi paragona i due ai noti Hermione e Hagrid, spero di no, perché oltre alla stazza e all’intelligenza altri tratti comuni personalmente non ne ho rilevati. 

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Terre nuove di Roberto Russo, un racconto cristallino

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Terre_Nuove_cover

Terre_Nuove_coverTerre nuove di Roberto Russo, Graphe.it edizioni, è un racconto che definirei semplicemente cristallino, perché scritto in maniera pulita, quasi nostalgica, e perché nella sua bellezza riesce a conquistare nonostante presenti una storia a mio avviso priva di genere, talmente limpida da non potersi sporcare con nessuna categoria o similitudine. La casa editrice lo definisce un racconto erotico, ma la tipologia gli va stretta, di contro,  non riesco a etichettarlo come racconto d’amore, e nemmeno come semplice narrativa.

Probabilmente è lo stile scelto dall’autore a determinare questa mia sensazione, ambientato nell’800 il racconto non solo trascina il lettore nelle dettagliate descrizioni, ma lo fa avvolgendolo con un uso del linguaggio particolarmente curato, d’altri tempi, riuscendo così a rendere partecipe chi legge, accompagnandolo nel passato, in altri amori e aspettative.

Alessandro rivive in maniera affettuosa la sua gioventù, oggi uomo anziano, circondato dalla famiglia e dagli affetti, decide di narrare al nipote la storia del suo amore più intimo, il suo amore per Patrizio. Una lettera colma di nostalgia ma senza rimpianti.

Non si mise perciò in soggezione come gli altri di fronte al padroncino e al suo amico, ma con rustica cortesia, quasi un comando, ci impose di sedere davanti al gran camino, lasciando che i suoi figli governassero le nostre cavalcature ormai esauste e portassero i nostri bagagli nella stanza.

L’amore di una notte, di un viaggio, diventa il desiderio di una vita, e non ha importanza che questo sia tra due uomini, due ragazzi, è la percezione dell’attesa e della sua successiva dirompente soddisfazione a catturare l’attenzione.

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Lazy Book, la nuova casa editrice digitale che regala libri (solo fino al 31 dicembre)

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IL gatto nero di Babbo Natale

IL gatto nero di Babbo NataleOggi vi presento una nuovissima casa editrice: Lazy Book. La neo nata oltre a entrare nel mercato digitale, ovvero i suoi prodotti sono eBook (se state pensando che la scelta sia dettata dal solito: ah costa meno, vi blocco subito. L’eBook costa eccome, costa tempo, analisi, fatica, oltre al fatto che qualcuno deve scriverli e altri crearli, correggerli, renderli, appunto, eBook. Dettagli), Lazy Book, scrivevo, si presenta in maniera decisamente contro tendenza: fino al 31 dicembre infatti regala 3 eBook.

Non male, vero? Con i tempi che corrono, solo per il fatto di arrivare, presentarsi e regalare eBook, Lazy Book ha conquistato la mia totale simpatia, per non parlare della presentazione sul sito:

Ci piace l’idea di dare il nostro piccolo contributo al mondo degli eBook e di scovare quei libri e quegli autori in grado di farvi fermare, anche solo cinque minuti, per riprendere fiato, pensieri ed emozioni.

Tornando agli eBook gratuiti, le 3 proposte sono per tutti, un per tutti reale.

Il gatto nero di Babbo Natale,  Giulia Greco,Ylenia Mariotti,  in versione per bimbi piccoli, è una storia dolcissima completa di disegni da stampare e colorare (e chi ha bimbi di circa 3/4 anni sa bene quanto siano amati i disegni da colorare, i gatti poi saltano al primo posto).

Sempre gratuito Il gatto nero di Babbo Natale si trasforma per un pubblico più grandicello,  tranquilli il protagonista è sempre il gatto.

Infine per gli adulti maliziosi un racconto sexy-ironico, La posizione dell’albero di Laura Ceccon

A nessuno, bambini, mamme, nonne, viene negata una seduta sulle ginocchia di Babbo, con foto gratuita. Mi sono adeguatamente truccata e mi sono preparata a qualche ora di coda, decisa a non farmi sfuggire la ghiotta occasione.

A mio avviso la Lazy Book ha fatto centro, ora non ci resta che augurare a tutto lo staff un in bocca al lupo (non al gatto) caloroso, e mentre ci immergiamo nelle proposte gratuite segnalo anche altri due racconti: L’amica di Giulia Greco, tradimenti per adulti, e Temporali di Barbara De Santi, un racconto sempre per grandi dove la crisi di coppia è la protagonista di dialoghi intrecciati; entrambi a 1,99 Euro.

 

Saggezza Digitale e Demenza Digitale, due saggi a confronto

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COP_La-mente-aumentata_590-0454-7.indd9788863805918_demenza_digitaleStrano il destino, anche quello che incide sulle scelte letterarie, che a volte non sono delle vere e proprie scelte del lettore ma semplicemente capitano, e tu, lettore, senza troppe domande, le affronti perché ti pare cosa giusta e buona.

Strano il destino, scrivevo, perché nella stessa settimana mi sono arrivati due libri, due saggi, talmente agli antipodi da suscitare la mia intensa curiosità; non che i libri mi travolgano sempre in modo così casuale, sia chiaro, ma poiché per lavoro, quello vero, mi occupo di Comunicazione Digitale, appare evidente l’interesse: Demenza Digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi, di Manfred Spitzer, Corbaccio, è arrivato sulla mia scrivania in contemporanea a La mente aumentata. Dai nativi digitali alla saggezza digitale, di Marc Prensky, Ed. Erickson. Due libri recenti, assolutamente attuali, eppure talmente diversi da risultare una sfida davvero interessante.

Da un lato Marc Prensky, per chi non lo sapesse “l’inventore” del termine “nativi digitali” (anche se in questo saggio lo ritiene oramai un termine datato non più utilizzabile), ha un approccio decisamente positivo all’argomento nuovi media digitali (tutti), tanto da ritenerli diretti responsabili della conseguente saggezza digitale e potenziamento della mente umana; dall’altro Manfred Spitzer non solo demolisce ogni convinzione duramente conquistata ma ritiene tutte le nuove tecnologie una sorta di grande male, soprattutto se usate prima dei cinque anni.

A questo punto devo trovare una posizione e ritengo che cercare una mediazione tra i due potrebbe risultare un pensiero condivisibile: in entrambi i saggi spicca una costante, non è colpa o merito delle nuove tecnologie, dipende da come le usiamo. Se utilizziamo la televisione come baby sitter o ci affidiamo troppo alla memoria digitale sono innegabili gli aspetti negativi conseguenti. Alcuni strumenti possono risultare molto vantaggiosi per l’apprendimento del bambino, ma sono talmente tante le variabili che non potrei mai definirli l’unico strumento. Solo un mezzo tra i tanti. Saper scegliere il mezzo per ottenere il miglior risultato è,  a mio avviso, la vera sfida.

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Uno, nessuno e centomila Snoopy. 176 travestimenti del bracchetto più amato

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uno nessuno centomila Snoopy

uno nessuno centomila SnoopyOggi svelo una mia debolezza, o punto di forza a seconda dei punti di vista: io amo Snoopy.

Ho intercettato il Tweet che annunciava l’uscita di questa raccolta Uno, nessuno e centomila. Snoopy. 176 travestimenti del bracchetto più amato della Baldini&Castoldi, e, oltre a condividerlo su diversi social, ho aggiunto il mio semplice, diretto e inequivocabile messaggio: Lo voglio!

Si, lo so, sono fortunata. Il libro è arrivato per davvero, grazie papà, e confermo la primissima impressione: un capolavoro.

Il titolo è esaustivo: i 176 trasferimenti di Snoopy sono i protagonisti della raccolta. 176…

Dal medico al pellicano, dallo scrittore famoso al canguro, fino al mio preferito in assoluto: L’ornamento per cofani.

La raccolta si presenta benissimo: copertina rigida, strisce colorate e suddivise accuratamente per travestimenti.

Io sono una nostalgica e nutro, senza mezzi termini, una profonda ammirazione verso il mondo imperfetto di Schulz, oggi  probabilmente più di ieri dato che sono diventata mamma e rivedo le sue caricature nel mondo che mi circonda.  Una sana e colorata risata a Natale, è quello che ci vuole.

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TitoloUno, nessuno e centomila Snoopy. 176 travestimenti del bracchetto più amato

Autore: Charles M. Schulz

Editore: Baldini & Castoldi

Anno: 2013

Prezzo: 19,92 €

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