Il ritorno di J.K. Rowling, una riflessione

800px-J._K._Rowling_at_the_White_House_2010-04-05_8Da un paio di giorni il web si sta agitando al suono di una notizia: J.K. Rowling è tornata; non solo, è ricomparsa sotto al naso di tutti, critici compresi, e sta già vendendo cifre da sogno, anche se il fatidico romanzo è firmato con un pseudonimo.

La mia riflessione è semplice: dopo l’incredibile successo del piccolo maghetto, Il Seggio Vacante non ha esaltato le critiche mondiali, che evidentemente si aspettavano un Harry Potter due alle prese con un villaggio inglese invece che con Voldemort, la geniale signora ha voluto semplicemente non rischiare decidendo, beatamente e con garbo, di prendere  per i fondelli i critici del mondo? O, ancora più credibile, l’operazione è l’ennesima pensata per farsi una pubblicità mondiale?

Non so se sia tutto frutto del suo ingegno, o semplicemente la signora è incosciente al punto giusto e alla fine azzecca sempre la formula perfetta, sta di fatto che oggi il mondo torna a parlare di lei. Il libro sotto ai riflettori intitola “The Cukoo’s Calling” un giallo, firmato Robert Galbreith, numero discreto di vendite, buone recensioni. Un successo.

Ma Robert Galbreith è in realtà J.K. Rowling.

Personalmente ritengo J.K. Rowling una brava scrittrice, l’ho apprezzata sia nella serie di Potter che ne Il seggio Vacante, sono convinta che il successo in questo caso sia meritato. Successo ottenuto grazie al piccolo maghetto, non dimentichiamolo.

Questa vicenda mi fa sorridere, per l’ingenuità dei critici, pronti a distruggere tutto il post Potter ma caduti in un tranello così semplice, per la risposta del pubblico, un bel libro rimane tale eppure l’impennata di vendite dopo la rivelazione ha dell’incredibile.

Brava J.K. Rowling altro colpo vincente!

 

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