il tuttomio di Andrea Camilleri. Recensione, che delusione

9788852032714-il-tuttomio_copertina_piatta_foSu queste pagine virtuali ho più volte decantato le lodi a Andrea Camilleri, perché lo ritengo uno dei migliori scrittori italiani. Amo i suoi scritti,  oltre ad affrontare il giallo in chiave nostrana riesce sempre e comunque, nonostante l’oggetto macabro del giallo, a farmi sorridere. Comportamenti, atteggiamenti e ragionamenti dei suoi personaggi, dal classico Montalbano, fino ai meno noti racconti, si impossessano delle simpatie del lettore, accompagnandolo a districare complicati intrighi, o, semplicemente, a osservare la natura umana con maggiore comprensione.

Questo, purtroppo, non è accaduto con il tuttomio, nonostante il suo primo posto incontrastato in classifica, probabilmente dovuto al talento di Camilleri. Ammetto il mio limite: non ho capito. Non ho compreso il torbido Io di Arianna, la protagonista, non ho respirato mistero, chiaro fin dalle prime righe; infine, non ho capito perché questo romanzo è stato definito dalla critica: imbarazzante. Perché parla di sesso? Sesso non convenzionale?

Il vecchietto, ricco, incontra la bella Arianna, giovane psicopatica, lui non può soddisfare i giovani desideri carnali, per non perderla sceglie, per lei, due o tre giovani capaci, si spera, di soddisfare ogni ardore della bella. Ad Arianna spetta la scelta finale.

Certo, tutte le donne sognano di incontrare un lui ricco e pronto a soddisfare i desideri, anche mettendosi da parte. Tutte? Non ne sono così sicura. Ma non è stata la trama a lasciarmi perplessa, bensì lo stile narrativo scelto, onirico e, volutamente, poco realistico. Un omaggio alla psicoterapia, letteraria e non.

Da un lato Camilleri abbandona il romanzo giallo siciliano, scostandosi non solo da un preciso genere, ma, anche, da quella lingua tanto amata: il siciliano italianizzato. Questo gli fa onore, un rischio abbandonare il certo per proporre uno stile diverso. Un rischio affrontato dalla Mondadori ora per cavalcare l’onda del romanzo erotico o una precisa provocazione di Camilleri per dimostrare ai più che il genio proprio dello scrittore sa andare molto oltre, e può osare proponendo il diverso?

Dall’altro lato però è bene sottolineare che l’influenza siciliana appare comunque evidente, l’omaggio a Sciascia è limpido, trasparente.

Eppure il tuttomio mi ha lasciata insoddisfatta, come donna, come lettrice. Mi piacerebbe scambiare due parole con Camilleri per capire il perché del mio distacco, mi piacerebbe, ma poiché immagino abbia ben altro da fare, vado oltre aspettando altre sue opere, classiche o meno.

Arianna chiude la porta ma senza girare la chiave, si spoglia rapidamente. resta nuda. Mette l’orecchio contro la parete di cartongesso che separa la sua cabina da quella accanto, ascolta. Nessun rumore. Ma che sta facendo il ragazzino? Le viene da sorridere. Si china un po’ di più, guarda dall’immancabile buco.

Titolo: il tuttomio

Autore: Andrea Camilleri

Editore: Mondadori

Anno: 2013

Prezzo: Euro 16,00

 

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