Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia, di Giuseppe Rizzo

guerra lampoAmo la Sicilia, con le sue contraddizioni, meraviglie e brutture, e amo un siciliano, l’ho pure sposato; premessi questi minuscoli dettagli ammetto che ad attrarmi è stato il titolo: Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia, di Giuseppe Rizzo, è un romanzo che consiglio a tutti i siciliani in fuga, amanti lontani della  loro terra, incantevole, nonostante i pidocchi.

I pidocchi di Giuseppe Rizzo sono i mafiosi, i prepotenti, coloro che attraverso l’uso massiccio della paura riescono a modellare un territorio a piacimento, a prendersi le donne senza attendere una risposta, a crearsi lavori e investimenti non sempre leciti e difficilmente legali.

I protagonisti, tre trentenni come tanti, tre coraggiosi che hanno cercato nel continente fortuna o semplicemente una possibilità,  Andrea detto Osso, Martina detta Pupetta, Marco detto Gaga, sintetizzano perfettamente lo stereotipo del ragazzo che se n’è andato,  e quando torna è straniero a casa sua.

Indignati, i tre sono semplicemente indignati, e invece di giudicare da fuori decidono di tornare, temporaneamente, al loro paese, Lortica, per dare una lezione all’istituzione: il sindaco.

Indignati, per l’azione comune di dimenticare o semplicemente ignorare l’accaduto perché nuoce all’immagine del paese, indignati per la massiccia presenza di pidocchi, indignati, e basta.

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia è un urlo di disincanto, scritto molto bene, capace di trovare un giusto equilibrio tra tragedia, perché i pidocchi sono una tragedia, e comicità, grazie al sarcasmo sapientemente usato dall’autore.

Un urlo d’amore, verso una terra bella da far male eppure tanto maltrattata, un urlo di battaglia: perché non c’è male peggiore della rassegnazione.

I personaggi del libro sono semplicemente reali, conoscenti di tutti, amici di alcuni, appaiono al lettore senza nascondere pregi e difetti, senza celare la loro paura di fronte ai pidocchi, eppure… sono degli eroi.

Adesso lavoro in una radio di sinistra, niente struggimenti per l’isola, nessun magone per Lortica, mi occupo di precari e lo faccio bene perché la materia, meglio di noi che veniamo sfruttati da radio di sinistra, non la conosce nessuno. Cinquecento euro al mese per otto ore al giorno, ci danno, a noi redattori a contratto, contratto dai tre ai sei mesi, part time, e manifestazioni e cortei da inseguire per le strade di Roma a spese nostre, e telefonate e benzina a spese nostre, e frustrazioni e tic di capiredattori falliti a spese nostre, e tesserini da giornalisti a spese nostre, e sogni asfaltati a spese nostre. Mi sono fatto crescere un baffo come quello del grande scrittore russo Sergej Donatovic Dovlatov per ricordarmi che di tutto questo si può ridere, altrimenti se ne crepa.

Uno spaccato non solo dell’isola, ma della penisola, un racconto  a tratti cinico, divertente, sconsolante, drammatico.

Un ricordo, perché i morti di pidocchi non si devono dimenticare. Mai.

Camilleri è il male assoluto. Dovrebbero imprigionarlo e rileggergli tutti i romanzi di Montalbano fino a che non implora pietà.  Bisognerebbe mettere mano alla pistola ogni volta che qualcuno dice della splendida decadenza e dell’irredimibilità di questo posto, come fanno Camilleri Pirandello Tomasi. Bisognerebbe appiccare il fuoco, incendiare tutto, cambiare i connotati toponomastici e geografici di quest’isola, togliere ogni punto di riferimento agli isolani e al resto del mondo. Bisognerebbe, ecco, bisognerebbe che qualcuno decidesse di scrivere un piccolo manuale per organizzare una guerra lampo, radere al suolo la Sicilia e resettare la mente di quelli un po’ cretini come te. Senza offesa, tesoro, era solo un esempio.

Titolo: Piccola Guerra lampo per radere al suolo la Sicilia

Autore: Giuseppe Rizzo

Editore: Feltrinelli

Anno: 2013

Prezzo: 14,00 Euro; eBook 5,99 Euro

 

 

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