Scientology. Ci sono nata. Ci sono cresciuta. Sono scappata, di Jenna Miscavige Hill

ScientologyHo affrontato la lettura di Scientology. Ci sono nata. Ci sono cresciuta. Sono scappata, Jenna Miscavige Hill, perché ritengo che ci sia una profonda differenza tra lo scegliere una religione, o più semplicemente uno stile di vita, e il nascerci. Jenna Miscavige Hill è nata e cresciuta all’interno delle mura della Chiesa di Scientology, e, sebbene la sua scrittura non sia così fluida ne facile da affrontare, a tratti ripetitiva, l’insieme rende bene l’idea di come siano alcuni ambienti di Scientology e riesce a dare un senso chiaro alle critiche che da anni accompagnano questa realtà.

Anche se i primissimi ricordi di Jenna mi hanno lasciata perplessa, forse perché troppo arricchiti da dettagli che solitamente non riusciamo a custodire nella memoria, il racconto è disarmante; ma non sono le azioni, i lavori, a tratti forzati, imposti ai minori, e nemmeno gli insegnamenti o la dottrina di Scientology ad avermi obbligata a riflettere, no, la mia attenzione è stata totalmente catturata dall’evidente lavaggio del cervello imposto, ai bambini come agli adulti; concetti ripetuti, ripresi, centrifugati dentro la mente. Concetti che in breve portano a ritenersi parte sbagliata di un tutto che richiede la perfezione.

Mi sembrava davvero bizzarro, come se il suo cervello fosse cablato in un modo che non avevo mai conosciuto, privo di logica e con un’elevata capacità di disobbedienza. Non avevo mai incontrato un bambino così impulsivo, e solo oggi capisco che ero io, e non lui, quella strana: perché mi aspettavo che obbedisse agli ordini.

Gli ordini sono quotidianità dentro al Ranch, gli adulti lavorano esattamente come i bambini, non esistono infanzia e età adulta, solo corpi da usare:

Ci dissero che lavorare era semplicemente un modo per ricambiare la possibilità di vivere al Ranch, la nostra occasione di guadagnarci le cose invece di riceverle gratuitamente. Si trattava di un concetto importante perché, come insegnava Scientology, i nostri supervisori ci stavano aiutando a non diventare dei criminali, in quanto ricevere le cose gratuitamente era proprio la prerogativa di tutti i criminali.

Un libro a tratti surreale, lontano dalla nostra quotidianità, lontano dal concetto stesso di famiglia e genitori che quasi tutte le culture mondiali amano e difendono.

Altri dicevano di essere così Esteriorizzati,cioè capaci di uscire dal proprio corpo, che quando si alzavano dopo una sessione di auditing si accorgevano che il loro corpo era ancora sulla sedia.

Jenna Miscavige Hill racconta la sua storia, la vita, non di una comune adepta di Scientology, ma della nipote dell’attuale Capo di Scientology: lo Zio Dave è tutt’oggi il Presidente del Consiglio di amministrazione del Centro di Tecnologia Religiosa.

Un libro difficile da affrontare, per incompatibilità di pensiero, o semplicemente perché molto distante dal mio pensiero, un libro capace di far ragionare, nel bene e nel male, portando il lettore in un percorso morboso, a tratti incomprensibile, ma anche fiducioso. Jenna Miscavige Hill è scappata, e come lei molti dei suoi famigliari.

Da sempre, Scientology è un inganno che si fonda sul potere e sul controllo. L. Ron Hubbard incarnava la più alta
rappresentazione dell’inganno ed è difficile comprendere quanto Scientology fosse un esperimento sugli effetti del lavaggio del cervello e del controllo delle persone e quanto invece partisse da un desiderio più autentico di aiutarle.

Titolo: Scientology. Ci sono nata. Ci sono cresciuta. Sono scappata.

Autore: Jenna Miscavige Hill con Lisa Pulitzer

Traduttore: Elena Cantoni, Manuela Carozzi, Francesco Casolo, Cristina Luisa Coronelli, Ilaria Katerinov

Editore: Rizzoli

Anno: 2013

Prezzo:  euro 18,00;  eBook: euro 11,99

 

 

 

 

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