Monthly Archives: January 2014

Ti aspettavo, di Lynn J. Amore e ancora amore

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ti aspettavo

ti aspettavoPerché Ti aspettavo di Lynn J., Editrice Nord,  sta avendo un tale successo ? Cosa rende questo romanzo diverso dai tanti per adolescenti/ragazzi (anzi ragazze, la trama è per giovani donne)? A mio avviso la risposta è semplice: è scritto bene. Senza pretese di alta letteratura Ti aspettavo si fa leggere volentieri, è coinvolgente, la storia d’amore tra i protagonisti è pulita, bella, senza troppe azioni artificiose, follie romanzate o intrighi inspiegabili.

Ovviamente non manca il lato drammatico della storia, il passato, difficile da dimenticare, pur insinuandosi tra le righe riesce a dare forza e stile al racconto. Nessun eroe o eroina, nessuna battaglia tra demoni o vampiri super sexy, ma due giovani che si incontrano e si innamorano, un balletto delle parti realistico; le normali paure, ampliate da  ricordi che dovranno venire affrontati, sono,  in fondo, paure di tutti, paura di amare e di fidarsi.

Avery ha scelto l’Università più lontana da casa, dai genitori, dai presunti amici, dalla scuola; ha scelto di ricominciare e lasciarsi alle spalle il passato, un giorno solo è bastato per rovinarle l’adolescenza, una violenza che dopo anni la distrugge e le impedisce di fidarsi degli altri. Cam è il bello dell’Università, anche lui mantiene un segreto custodito nel cassetto, ma fondamentalmente ama divertirsi, amoreggiare con le sue coetanee, imparare. Entrambi i protagonisti sono intelligenti, belli, appassionati, e come è giusto che sia già dal primo incontro il filo del destino ha deciso di unirli.

Nonostante le difficoltà, le paure, i segreti e i rifiuti, il romanzo annuncia una bella storia d’amore, circondata da amicizie reali, sincere. Una storia che vede la famiglia di lei plasmare l’antipatia assoluta, ma per fortuna,  i genitori di lui riescono da soli a donare un minimo di dignità anche alla categoria.

Personalmente ritengo che il successo sia dovuto principalmente al passaparola delle giovani lettrici, giovani donne impegnate, studentesse intelligenti; Cam non è un principe azzurro, ma un ragazzo come tanti, un piacere incontrarlo.

Titolo: Ti aspettavo

Autore: Lynn J.

Editore: Editricie Nord

Anno: 2014

Prezzo: 16,40 Euro

Disponibile anche in eBook

 

Poison Princess, di Kresley Cole. Tarocchi e Apocalisse

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poison-princess-cole-leggereditore-280x406Presentato come romanzo per adolescenti, probabilmente perché l’età dei protagonisti si aggira tra i sedici ai diciotto anni e perché la perdita della verginità diventa la festa dell’imene, Poison Princess, di Kresley Cole è in realtà un’interessante storia, un mix tra fantasy e fantascienza destinata a piacere a tutti gli appassionati del genere. Lo stile dell’autrice è piacevole, la storia scorre svelando i misteri senza fretta ma catturando l’attenzione del lettore, inoltre anche se calca il filone apocalittico – del tipo sono quasi tutti morti tranne noi due – la trama è originale, e questo dettaglio vale da solo la lettura dell’ennesima serie (leggo in rete che potrebbero essere tre o più libri).

Ho particolarmente apprezzato i salti temporali scelti per narrare i momenti prima e dopo il Lampo (momento dell’Apocalisse) anche se almeno in questo primo volume non è chiaro cosa ha causato il disastro, disastro che pare abbia annientato una buona percentuale dell’umanità, lasciando il resto in balia alla follia criminale. La storia inizia con un incontro viscido, pericoloso, che solo nell’ultimo capitolo troverà una spiegazione, la protagonista Evie racconta il suo viaggio ad un personaggio inquietante, ascoltatore attento anche se poco incline a crederle.

Evie prima del Lampo, un’adolescente come tante, bella, brava,brillante, amata da tutti, ma ricoverata in gran segreto per presunti problemi psichiatrici; Evie dopo il Lampo, una giovane donna alla presa con incubi e allucinazioni sempre più reali, e con un ragazzo che sembra il ritratto dell’angelo custode capace di dedicare qualche attimo focoso e romantico.

L’idea dei tarocchi è geniale, gli Arcani superiori si combattono e si danno la caccia, mentre Evie scopre di essere l’Imperatrice.

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L’ Analfabeta che sapeva contare di Jonas Jonasson, il genio c’è o non c’è

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L'analfabeta che sapeva contare

L'analfabeta che sapeva contareCi sono autori che dividono il mondo, letterario, in buoni buonissimi e cattivi cattivissimi, il resto è noia, ad esempio Ken Follet, romanzi che possono piacere o meno ma che difficilmente peccano di trama piatta. A mio avviso Jonas Jonasson ha creato un nuovo filone quello del romanzo dove i personaggi sono dei geni, geniali, ma talmente geniali da risultare simpatici per forza di autoconservazione, o imbecilli, talmente stupi da scatenare immense risate.

L’analfabeta che sapeva contare è un concentrato di simpatia, inutile girarci attorno, talmente surreale da risultare credibile, i salti temporali ti fanno girare la testa, ma non puoi ammetterlo perché altrimenti ti ritrovi, tu lettore, catapultato nel girone degli stupidi, sia mai!

La storia è davvero complicata, ricca di colpi di scena, viaggi, incontri casuali talmente assurdi da conquistare. Nombeko è una ragazzina nata in Sudafrica, povera e all’inizio della storia anche analfabeta. Nombeko però sa contare, e anche molto bene, inoltre, è un genio.

La storia vanta personaggi di tutto rispetto: due gemelli svedesi, uno dei quali non esiste, tre cinesi dall’intelligenza altalenante, una ragazza arrabbiata, e diverse comparse sparse in maniera ottimale, a questi dobbiamo aggiungere un po’ di diamanti e una bomba atomica recapitata per sbaglio. Ah si, ci sono anche un paio di agenti del Mossad, per gradire l’intrigo.

Il punto è che dopo Il Centenario che saltò dalla finestra e scomparve non mi aspettavo nulla di diverso, e, nonostante la difficoltà del libro da superare, direi che l’obiettivo è ampiamente raggiunto. Questo libro è un’assoluta, imperdibile, follia. E per questo va letto, gustato, assaporato.

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Buon 2014 caro scrittore

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esordientiCari esordienti, self o non self, alle prime armi o veterani della scrittura, e care case editrici, piccole, grandi, indipendenti e dipendenti, questo post è per voi, perché per iniziare bene il 2014 mi sento in dovere di scrivervi.

Siete in tanti, tantissimi, nel mucchio dell’esordiente mi ci metto pure io questo per dirvi che capisco benissimo la frustrazione, la fatica, e la rabbia quando a suon di email, telefonate e richieste nessuno ci degna di risposta. Da parte mia mi sento in dovere di darvi una spiegazione: Librieparole.it è un blog nato dal mio insaziabile desiderio di leggere, sempre, nel bene o nel male, nella crisi (odio questa parola) o senza crisi; nasce perché amo i libri e  solo per loro ho deciso di scrivere per tenere traccia, una piccola traccia, nel mare del Web. Giudico, all’inizio ero molto più cattiva oggi sarà l’eta ma cerco sempre di smorzare le critiche, quando possibile, consiglio, ma soprattutto condivido con chi, come me, ama semplicemente la buona lettura, e oggi scegliere un buon libro è davvero difficile.

Quasi tutto quello che recensisco me lo sono scelto, l’ho voluto, cercato, pochi libri mi vengono proposti o dall’editore o dall’autore. A volte accetto, altre no. Perché? Primo perché non riuscirei a leggere e recensire tutto ciò che mi viene proposto, e non tutto incontra i miei gusti letterari, ad esempio non amo i libri di poesie o di racconti quindi faccio davvero fatica a dedicare la giuste dose di concentrazione a questi libri.

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