Monthly Archives: April 2014

Il nipote della vedova, di Bonifacio Vincenzi. Romanzo erotico dai contorni romantici

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Il-nipote-della-vedova...Il romanzo erotico di Bonifacio Vincenzi Il nipote della vedova, Damster Edizioni, Modena,  mi ha ricordato i contesti onirici e sfumati tipici dei fumetti di Milo Manara; l’autore riesce, senza mai cadere nella volgarità, a intrecciare il presente, passato e desideri inconfessabili, della protagonista, inserendo anche un tocco romantico, quasi a voler ricordare che amare non è mai un’azione in secondo piano.

Lei, Marta, è la bella protagonista, una donna giovane, troppo giovane per accettare lo stato di decoro che impone la vedovanza; una donna dai desideri forti, che difficilmente riesce a soddisfare senza osare, solo il marito era riuscito a placare le sue voglie, a soddisfarla. Ora la solitudine forzata le fa riaffiorare i ricordi del passato, quando ancora bambina cercava di comprendere cosa diamine facessero quei due nel canneto vicino casa, da adolescente attratta da uomini più grandi capaci di condurla per mano nel mondo dei giochi proibiti. Il passato e i sogni si intrecciano, e il solo scopo è placare il desiderio furioso che da qualche tempo la sta facendo impazzire: il desiderio di Marco, il giovane nipote.

Marta lo sapeva bene. Marco non avrebbe avuto il coraggio di osare. Avrebbe continuato a desiderarla. Non poteva fare altro, le circostanze glielo impedivano. Era sua zia, vedova da così poco tempo, innamorata dell’uomo che aveva perso per sempre.
Non poteva osare, Marco.
La sfida sarebbe venuta da lei allora?

Il romanzo di Bonifacio Vincenzi ha un pregio a mio avviso non così scontato, soprattutto alla luce degli ultimi romanzi erotici proposti dal mercato, riesce a parlare di sesso, a descrivere il sesso, a dar voce a desideri e voglie senza mai cadere nel volgare, senza ripetizioni noiose, cercando la tensione erotica in ogni fase della vita di Marta.

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Dialoghi con Vasco Rossi. Tra anarchia e contingenze, di Antonio Malerba

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Dialoghi-con-Vasco-Rossi.-Tra-anarchia-e-contingenzeComunicato stampa

Perché Vasco scrive di sé e per sé ma, contemporaneamente, di e per tutti noi, conducendoci nei fondali più oscuri e arcani di noi stessi, facendoci guardare in faccia la nostra finitezza e i nostri limiti, senza filtri, senza riserve, senza falsi pudori, ma, insieme, illuminandoci e dandoci energia, come il sole. […]
Dialoghi con Vasco Rossi. Tra anarchia e contingenze, di Antonio Malerba, è un intenso e intimo dialogo, che rappresenta un viaggio dell’anima e nell’anima. (Arianna Fermani, introduzione) 
1) E’ un libro ateo.
2) E’ un libro scritto da fan, con testa e cuore. Spero lo apprezziate. 
La versione cartacea è venduta al prezzo di costo di 3,41 euro su Amazon, mentre l’eBook è venduto a 0,99 euro su tutti i migliori negozi online.
 
Sito Web dell’autore Antonio Malerba
 
L’autore
E’ nato a Terlizzi (Bari) nel 1982.
Dello stesso autore “Vasco Rossi e Friedrich Nietzsche. Dal rock del disincanto al nichilismo”.
 

Un fallimento ti salverà di Gioia Gottini

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Un fallimento ti salverà Tutte le strade portano al successo

Un fallimento ti salverà
Tutte le strade portano al successo

Aggiungo un sottotitolo a mio gusto “Come prendere la crisi per le corna e riderci sopra.”

Un fallimento ti salverà. Tutte le strade portano al successo di Gioia Gottini, Zandegù, è una sorta di manuale di sopravvivenza, ma se la sola idea di leggervi l’ennesimo manuale del tipo “devi fare così” vi spaventa è bene sottolineare che questo scorrevole eBook affronta la questione della crisi, del fallimento, della perdita, in maniera decisamente originale. Alla fine il lettore ci riderà su, e se è uno dei tanti che sta vivendo, suo malgrado, il fallimento, potrebbe anche decidere che, tutto sommato, fallire un lavoro non significa fallire la vita.

Perbacco! Abbiamo tutti diritto a una seconda occasione.

Attraverso esempi autorevoli, personaggi famosi passati da un fallimento all’altro prima di approdare nel regno dei ricchi, famosi e desiderabili del pianeta, Gioia Gottini dimostra come tutto sommato fallire non è una tragedia, ma un momento, un’occasione per imparare.

Certo, direte voi, avrei preferito imparare in altro modo. Ok, sono d’accordo, però in un periodo storico così difficile, un periodo che svela ad ogni passeggiata in centro più negozi chiusi di quanto ti saresti mai aspettato, un libro come questo aiuta a rimettersi in sesto, a perdonarsi, e a ripartire.

Non c’è niente di definitivo in un fallimento, così come nella vita. L’unica cosa definitiva è la morte, mentre il fallimento è al massimo una morte simbolica, che trasforma la tua vita e la tua situazione contabile.

L’autrice non intende compatire, non si dispera assieme al lettore, anzi, fornisce addirittura una formula matematica per calcolare il tempo concesso per piangersi addosso dopo un fallimento, allo scadere del periodo è ora di rialzarsi, rimboccarsi le maniche e rinascere; ripartire con idee nuove o vecchie che siano, valutando gli errori e soppesando possibilità e talenti.

Come sai che sei rinato? Perché il passato è meno interessante di quello che ti aspetta, hai ritrovato la speranza, o anche solo la speranza della speranza, che è l’anticamera di una festa in maschera, in cui puoi ancora scegliere che costume indossare. E il fatto che si parli di costume non è casuale: hai capito che il tuo ruolo professionale non è altro che un ruolo, non definisce te come persona, perché tu non sei né sei mai stato un fallito.

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Polvere, l’ultima indagine di Kay Scarpetta, di Patricia Cornwell

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polvere-patricia-cornwell

polvere-patricia-cornwellHo perso il conto di quanti libri la brava Patricia Cornwell ha dedicato al medico legale Kay Scarpetta, ma niente panico la sua ultima fatica, Polvere, me lo ricorda: ventuno. L’antropologa più famosa della letteratura rischia di superare le puntate di C.I.S.

Scherzi a parte, Polvere è sicuramente un romanzo ben strutturato, ricco di suspance e descritto in maniera impeccabile; altro pregio, a mio avviso, della serie: non occorre aver letto tutti e venti i libri precedenti. Certo, ci sono amanti che muoiono e poi ritornano, un po’ come Beautiful, nipotine geniali che ne combinano di tutti i colori, ma ogni indagine è una storia a se stante e il personaggio principale, Kay Scarpetta, funziona sempre.

Ma torniamo a Polvere, in questo romanzo gli intrighi rischiano di stravolgere le vite di tutti i protagonisti, non solo un killer spietato, ma anche colleghi corrotti, passato insabbiato, minacce non velate. Il romanzo inizia con un omicidio apparentemente isolato, ma man mano che il ritmo aumenta svela diversi risvolti fino all’eclatante finale.

Ovviamente i buoni vincono e i cattivi perdono, ma a che prezzo?

Mi guardo velocemente allo specchio mentre ci passo davanti. Sono pallida, ho il pigiama di seta nero tutto stropicciato, i capelli biondi appiccicati alla testa, gli occhi azzurri un po’ spenti. Sono dimagrita e ho l’aria spiritata, dopo sogni che sembrano il replay di un passato che un po’ mi manca e un po’ no. Avrei bisogno di farmi una doccia, ma non c’è tempo.

Ho notato una maggiore cura nella scrittura, come se l’autrice si fosse raffinata nei dettagli, piccole descrizioni che aiutano a rendere i personaggi maggiormente reali, meno astratti. Questo fa pensare che probabilmente arriveremo fino alla Scarpetta numero 30.

Tiro fuori dalla tasca della giacca il telefono per fotografare un’impronta e, quando mi raddrizzo, vedo tutto nero. Per un attimo, mi sento svenire. Un calo glicemico. Alzo lo sguardo verso le cime degli alberi spogli che si stagliano contro il cielo limpido, rami che sembrano artigli e ondeggiano: sta cambiando il vento, lo sento frizzante sulla pelle. Mi guardo intorno in cerca dell’uomo che segue le sue vittime prima di ucciderle e che adesso forse sta seguendo me. Devo andare al CFC.

 

Titolo: Polvere

Autore: Patricia Cornwell

Editore: Mondadori

Traduttore: Annamaria Biavasco e Valentina Guani

Anno: 2014

Prezzo: Euro 20,00

 

Giunti Editore presenta il nuovo libro di Simona Baldelli: Il tempo bambino

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Il tempo bambino

Il tempo bambinoComunicato Stampa: Giunti Editore presenta il nuovo libro di Simona Baldelli: Il tempo bambino

È  una prova d’eccezione – un’opera estrema che usa al limite gli strumenti del narratore, con nozione di stile e caratterizzata da un profondissimo scavo psicologico- questo nuovo lavoro di Simona Baldelli. Storia  alle prese con una materia delicata: l’infanzia.

E se è vero che c’è un’età dell’oro – spazio e tempo in cui, di solito, i bambini avvicinano il mondo: universo di persone e sentimenti, aspettative e sogni, in cui  le paure diventano sicurezze  – è vero pure che esistono  anche i buchi neri – bui di cattiveria e di malvagità – a segnare e ferire il percorso di molti piccoli.

Il nuovo protagonista  dell’autrice – che, solo molto tardi, nella narrazione, scopriremo ha nome Mr. Giovedì – si chiama come un bambino ma ha un corpo da adulto. Ha attraversato un passato lento, così lento che non è ancora finito, tanto da non diventare grande mai.

È , insomma, uno strano-adulto-bambino, Mr. Giovedì, che, però, ha imparato a dominarlo, il tempo. L’ha tagliato, sminuzzato, pesato e stimato. Aggiusta e ricostruisce orologi, chiuso in una grande casa dove memorie e presenze della sua oscura età dell’oro lo inseguono.  Mr. Giovedì ha ancora paura del buio e conosce il significato della parola dolore.

E poi c’è la Regina, che è ancora piccola, anche se vorrebbe sembrare più grande. E lei, invece, vorrebbe che il tempo corresse veloce. Noi non sappiamo se la Regina ha abitato uno spazio amorevole oppure no.

Un giorno, però, i due si incontrano, fuori dal tempo che noi conosciamo, diverso da quello che abbiamo imparato a sezionare in ore, minuti e secondi.

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Gabriel’s Inferno. Tentazione e castigo, di Sylvain Reynard. Rinunciateci.

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tentazione“Lasciate ogni speranza o voi che entrate” e voi indecisi se leggere o meno questo romanzo, Gabriel’s Inferno. Tentazione e castigo, di Sylvain Reynard, rinunciateci da subito, ve ne prego. L’idea è originale: una trilogia. Solo che in questo caso invece di scopazzare come ricci per 500 pagine, la faccenda rimana casta, e vergine, fino a pagina 568 (circa).

Verso pagina 400 si intuisce che il lui protagonista , bello, ricco e psicodramma dipendente, ha un passato da dominatore, anche se non è chiaro in realtà potrebbe essere il dominato. Lei, Julia, è rigorosamente vergine, imbranata, bellissima, una sorta di madonna destinata a comprendere e perdonare.

In realtà i due si sono già incontrati e slinguazzati, ma lui non ricorda, poverino. Il bel tenebroso rammenta la sua amata solo verso metà libro; a quel punto non manca il cattivo che tenta di far del male all’amata e lui impavido cavaliere la salva. Salva e lieta gliela darà?

No, il trauma deve prima guarire, tra viaggi, baci casti e diamanti.

Solo alla fine lei concede a lui la sua verginità (In realtà lei prova ad aprire le gambe anche qualche pagina prima, ma lui innamorato non vuole sciupare il suo fiore…).

Sono tremenda, lo so, ma qui abbiamo superato l’accettabile. Se 50 sfumature di noia era una sorta di scopatour infinito, Gabriel ecc. osanna la purezza della donna, non tutte ovvio solo la amata, in maniera ridicola e petulante.

Julia peró non voleva essere scopata come un animale; voleva essere amata. Avrebbe rinunciato per sempre al sesso, in cambio dell’amore di cui parlano i poeti e i miti. Era quello l’affetto per il quale si struggeva, senza credere di meritarlo. voleva diventare la musa di qualcuno; essere venerata e adorata, con tutto il corpo e tutta l’anima. Voleva essere la Beatrice di un Dante nobile e aitante, e ascendere per sempre al Paradiso con lui. Vivere una vita pari alla bellezza delle illustrazioni di Botticelli.

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