Monthly Archives: July 2014

Adulterio di Paulo Coelho. Amore senza passione, sesso senza desiderio.

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adulterioSto cercando da giorni di capire il perché del successo dell’ultimo libro di Paolo Coelho, oltre alla già raggiunta fama cerco e mi interrogo sulle segnalazioni positive, i post entusiasti in rete, e la sua presenza onnipresente su tutte le liste dedicate ai libri da leggere d’estate. Contemporaneamente, mi interrogo sul dove ho perso la tanto decantata passione, perché, davvero, anche se non sono nemmeno riuscita a terminare la lettura del libro, io di passione non ne ho trovata. Nemmeno un briciolo.

Ma andiamo con ordine, Adulterio narra l’insofferenza di una giovane donna, una trentenne che a parere dell’autore dovrebbe ritenersi molto soddisfatta della sua vita, ricca, amata, felicemente sposata, un paio di pargoli, bella casa, bel lavoro, bel marito, bei vestiti. Eppure questa disgraziata donna pensa bene di cadere in depressione che, sempre secondo l’autore. è oggi un male psichico comune nelle deboli donne. La disgraziata trova sollievo in un vecchio amore dimenticato, a sua volta uomo di successo, ricco, potente ecc. ecc. e con lui inizia una lussuriosa, ma nemmeno tanto, storia di sesso.

Tra pompini gratuiti, sensi di colpa, depressioni galoppanti, e tanti, troppi, stereotipi, la lettura di Adulterio è a mio parere una fastidiosa interpretazione maschile sui complicati, e per lui certo non chiari, sentimenti femminili.

Per dovere vorrei sottolineare che non è vero che la depressione è una malattia femminile, semplicemente la psicoanalisi è stata creata dall’uomo incapace di capire la donna e ancora oggi alcune convinzioni faticano a crollare. E, non è vero che una donna ricca deve per forza di cose essere anche felice, solitamente i rapporti umani si distinguono per complicata realtà.

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Sei come sei, di Melania G. Mazzucco

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Mazzucco-Sei-come-sei

Mazzucco-Sei-come-seiNonostante l’approccio melodrammatico considero Sei come sei di Melania G. Mazzucco un bel romanzo, strutturato, piacevole, capace di risvegliare pensieri e concetti spesso assopiti dalla routine quotidiana. La storia è apparentemente semplice: Eva è una ragazzina molto sveglia, e tra i mille impegni che distinguono i suoi coetanei, Eva vanta anche ben due papà. Tra le difficoltà e i pregiudizi questa famiglia si distingue per cultura, dialogo e solidità. Ma, un giorno il papà Christian, il papà di cui Eva porta il cognome, muore in un tragico incidente. Il papà Giose si ritrova così ad affrontare non solo il dolore per la precoce scomparse del suo compagno, ma anche la concreta possibilità che Eva gli venga tolga dal tribunale e affidata alla famiglia di Christian, poiché lui, ufficialmente, non è il papà, non è un parente, e le ultime volontà del defunto non vengono minimamente considerate. La legge non ammette ignoranza, diceva mio nonno…

Sei come sei è una storia attuale, affronta il tema dell’omosessualità partendo dalla famiglia e non dalla scoperta o dall’innamoramento come spesso accade in letteratura. La famiglia, voluta, cercata, creata, nonostante i divieti e i concreti impedimenti. L’autrice riesce inoltre a raccontare la complicata vicenda coinvolgendo il lettore grazie ai numerosi balzi temporali che chiariscono i mille dubbi, come: da dove viene Eva? Chi è la madre?

Questo romanzo è stato anche protagonista di una vicenda di cronaca italiana che, sinceramente, mi lascia al quanto perplessa: suggerito agli studenti di una scuola superiore, i professori sono stati denunciati dai genitori. L’accusa sarebbe di pubblicazione di spettacoli osceni e corruzione di minorenni, contro alcuni professori del Liceo, e dei genitori hanno contattato l’Associazione Giuristi per la Vita e l’Associazione Pro Vita Onlus che hanno sporto denuncia presso la Procura di Roma.

Mah, non mi è chiaro se sono le due scene di sesso descritte o il fatto che sia sesso tra due ragazzi omosessuali ad aver creato una tale agitazione. Se invece di due ragazzi si fosse trattato del racconto di un rapporto sessuale etero avrebbe ottenuto la medesima reazione? Io non credo, la letteratura non risparmia certo momenti caldi, forse è il concetto di stesso sesso che ci procura disagio. Non certo il sesso in generale.

Invece, merito del romanzo è affrontare il difficile tema dell’essere genitore. Sono da tempo convinta che un bravo genitore è al di sopra delle tendenze sessuali, etero, bi, omo, a chi interessa? Saper fare il genitore è difficile, molto difficile. Personalmente ritengo che ci soffermiamo troppo spesso e in maniera quasi morbosa sull’essere o meno omosessuali senza valutare la persona nella sua totalità. Un etero che desidera diventare genitore tramite l’adozione viene valutato per reddito, abitazione, cultura, possibilità economiche e culturali. Un omosessuale non viene nemmeno preso in considerazione.

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Naturalmente infertile. Storie di strade e di sogni, di Stefania Tosca e Luisa Musto

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naturalmente-infertile-158430Naturalmente infertile. Storie di strade e di sogni rappresenta, a mio avviso, una sfida. Una coraggiosa presa di posizione, perché non si può sempre soffrire in silenzio, ai margini, in attesa che qualcosa cambi o che il destino si accorga di noi. No. A volte il destino va accompagnato, e soprattutto raccontato, descritto. Perché non si è mai soli di fronte alla vita. Curato da Stefania Tosca e Luisa Musto e edito dalla Graphe.it edizioni, Naturalmente infertile è una testimonianza, sguardi femminili puntati verso l’innominabile infertilità.

Innominabile, perché pare che ancora oggi non ci si renda conto di quante coppie sono costrette ad affrontare questa realtà, quanto dolore ci sia nel constatare che un figlio non è naturalmente possibile, il dramma e le complicazioni, anche relazionali, che l’amara scoperta porta, la forza e la determinazione che accompagnano la decisione di provare altre soluzioni. La delusione o la gioia quando il traguardo si allontano o si avvicina.

Sottovalutiamo tutto questo, soprattutto chi, come me, ha la fortuna di non aver incontrato ostacoli nella decisione di diventare mamma, anzi.

Naturalmente infertile presenta diciannove testimonianze di donne che frequentano il l forum Strada per un sogno, fondato da Luisa Musto e Stefania Tosca. Diciannove storie donate a chi ha oggi la necessità di affrontare l’infertilità senza paure, per smettere di ritenerlo un problema personale, un difetto, e a chi desidera semplicemente saperne di più, conoscere anche quello che solitamente le testate giornalistiche non raccontano.

Come feci quando mi dissero del linfoma, ho cercato una soluzione, sono fatta così. La mia soluzione ha un nome: la chiamano
eterologa.Un nome che sembra freddo e “sbagliato”, per lamaggior parte delle persone ha un significato deteriore, per me fa rima con
speranza.

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Lettere d’Autore, il portale dedicato alle più belle lettere di scrittori, poeti, musicisti e artisti

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Home lettere macairSono appena rientrata da una settimana di vacanza, l’unica e la sola, e cosa scopro? Una novità succulenta che sono certa interesserà gli amanti della letteratura e dell’arte in generale: un portale interamente dedicato alla raccolta di lettere di scrittori, poeti, musicisti, artisti di tutti i tempi. Lettere d’Autore  nasce dall’esperienza di Rosellina Archinto, editore specializzato nella pubblicazione di epistolari letterari, e da un’idea di Buké e Studio Dispari. Una lettera al giorno accompagnerà i visitatori alla scoperta delle sfaccettature spesso celate dal talento stesso dello scrittore, dell’artista, lettere capaci di svelare segreti o semplicemente di rendere più veri i grandi del passato.
Amore, amicizia, affetto, passione, dolore, gioia, follia: sono i sentimenti che scuotono l’anima di chi scrive e di chi legge, da una lettera all’altra, e delineano vite e storie indimenticabili. Da Denis Diderot a Albert Einstein, da Vincent Van Gogh a Frida Kahlo, da Edith Piaf a Glenn Gould, da Alexandre Dumas a Truman Capote: Lettere d’Autore ci offre la possibilità di conoscere aspetti più o meno noti della vita di grandi uomini e donne da un punto di vista davvero intimo, insolito, inedito.
Non solo, il sito offre ai suoi lettori l’opportunità di inviare la propria lettera, una lettera del passato o proveniente da lontano, un ricordo da affidare alla memoria del web.  Le lettere più belle, emozionanti, significative verranno pubblicate sul sito. Propongo qui un esempio, ma consiglio a tutti di andare a sfogliare il portale, leggerlo e seguirlo, perché credo rappresenti una interessante testimonianza da analizzare attentamente.

Virginia Woolf al marito Leonard, 28 marzo 1941.

Prima di lasciarsi morire nelle acque di un fiume con dei sassi nelle tasche, Virginia Woolf lascia al marito Leonard una lettera struggente. Ossessionata dai suoi fantasmi, da sempre incline alla depressione, in una sera di marzo Virginia trova il modo di fuggire per sempre da una vita che la malattia mentale ha reso ormai insostenibile.

Martedì. Carissimo, sento con certezza che sto per impazzire di nuovo. Sento che non possiamo attraversare ancora un altro di quei terribili periodi. E questa volta non ce la farò a riprendermi. Comincio a sentire le voci, non riesco a concentrarmi. Così faccio la cosa che mi sembra migliore. Mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso per me tutto ciò che una persona può essere. Non credo che due persone avrebbero potute essere più felici, finché non è sopraggiunto questo terribile male. Non riesco più a combattere. Lo so che sto rovinando la tua vita, che senza di me tu potresti lavorare. E lo farai, lo so. Vedi, non riesco nemmeno a esprimermi bene. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo a te tutta la felicità che ho avuto nella mia vita. Hai avuto con me un’infinita pazienza, sei stato incredibilmente buono. Voglio dirti che – lo sanno tutti. Se qualcuno avesse potuto salvarmi questo qualcuno eri tu. Tutto se ne è andato via da me, tranne la certezza della tua bontà. Non posso più continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi.

V.

Lettere d’amore, la nuova collana in edicola con il Corriere della Sera

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lettere d'amore CorriereMa che meraviglie si scoprono d’estate! A chi come me non ama il gossip sotto l’ombrellone ed è sempre alla ricerca di libri da leggere, annusare e divorare, oggi desidero proporre la nuova collana in edicola da martedì , 15 luglio 2014, con il Corriere della Sera: Lettere d’amore.

20 volumi che senza molte cerimonie vogliono attrarre il pubblico amante dei classici: Neruda, Kafka, Einstein, Frida Kalho, Pessoa, Edith Piaf sono solo alcuni degli autori della collana. I libri avranno un prezzo accessibile: €6,90 più il prezzo del quotidiano.

L’idea è quella di analizzare i grandi scrittori, scienziati, pensatori dell’ottocento da un punto di vista romantico, il comunicato stampa di presentazione non ne fa mistero e li presenta così:

Storie di attesa, di tenerezza, desiderio, di assenza e di follia. Perché chiunque abbia amato ha affidato almeno una volta nella vita la propria passione, i propri tormenti e le proprie illusioni a una lettera.

Il primo volume in vendita è  Lettere d’amore ad Albertina Rosa di Pablo Neruda , un amore che a causa di alcuni periodi di lontananza si è tramutato in un fitto scambio di lettere.

Per molti anni ci si è chiesto chi fosse “Mariposa”, la “farfalla” cui sono dedicati alcuni dei versi d’amore più celebri di Pablo Neruda. Il mistero fu svelato due anni dopo la morte del poeta, quando Albertina Rosa Azócar Soto decise di pubblicare le lettere ricevuta da Neruda.

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Recensione: Un passo dalla morte di Christian Amadeo

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a un passo dalla morteLa morte non ammette il libero arbitrio, possiamo scegliere in vita ma la morte non concede opzioni, è lì, ferma, ad attendere il suo momento. Christian Amadeo in Un passo dalla morte, ci presente invece una possibilità, un finale differente, scivolando senza vergogna nel passato di una vita per riaffiorare verso un nuovo, diverso, futuro.

Una fitta, lancinante.
Uno squarcio, un taglio preciso, netto, profondo. E’ l’unica cosa che distinguo nettamente, nel gesto, nella sensazione, nel dolore. Non ho sentito il dolore dei calci, dei pugni, delle bastonate, ma questa fitta sì, l’ho vista e sentita nitidamente.
Profondamente.
Una trasparenza assoluta.

Il dolore, la paura, l’incertezza, e successivamente l’angoscia, sono solo alcune delle sensazioni che travolgono inizialmente Stefano, il protagonista del romanzo, come se la corsa verso la morte non può che rivelarsi un vortice di emozioni, sentimenti e incertezze, impossibili da contenere.
La consapevolezza della morte, del funerale, Stefano affronta ogni dettaglio con coraggio e in fine rassegnazione, ma non è così semplice, per lui non è prevista la serena quiete, bensì un’altra vita nei panni di Steve.

Non ho avuto il coraggio di cambiare. Non da vivo. Ma una volta morto Stefano, il coraggio mi è venuto incontro ed è diventato mio fedele compagno di viaggio. Si parte, bagagli pronti, una nuova direzione, una nuova meta mi aspetta. Ecco, intravedo degli obiettivi, la nebbia inizia a diradarsi, il cielo si fa limpido.

Stefano è solo un corpo senza anima. Steve gli dà un calcio, lo scaccia via, lo distrugge, lo uccide, lo sotterra per sempre.

Steve è forte, determinato, autoritario; Steve sa cosa vuole, non perde tempo e si attiva immediatamente per diventare una rockstar, formare un band con dei seri musicisti, sfondare, e raggiungere le vette del successo. Ma, anche i sogni di un morto a volte si complicano…

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Le liste minacciose dell’estate e la cultura snob di chi legge

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leggereCi siamo, è estate, e come ogni anno ecco che veniamo sommersi da improbabili liste: “I 10 libri da leggere in estate”, “I 100 libri da leggere prima di morire” , 10, 20, 30, 40 …. libri da leggere al mare, in montagna, al lago, da solo in città. Il periodo caldo si trasforma in una corsa al consiglio, e tra i tanti anche i libri finiscono nel calderone.

Ma.

Ebbene si ho un ma, in moltissimi casi, praticamente tutti, la lista dei libri rivela i medesimi titoli. Possibile?

Come può essere che il sito per lei, il sito super culturale, il sito gossiparo e il sito per la mamma casalinga ma non troppo suggeriscano gli stessi identici libri?

Ho solo una semplice e modesta soluzione a questo dubbio amletico di metà luglio: le liste proposte non sono studiate ma semplicemente marchette per soddisfare le case editrici, da un lato, e il lettore distratto dall’altro. E così vissero tutti felici e contenti, Google compreso.

Non tutti a dire il vero. Non è felice il portale che fa una seria valutazione dei libri da proporre e si ritrova a venire sommerso dai mille articoli simili, e non è felice il lettore alla ricerca di nuovi titoli (io) perché si ritrova sempre le stesse identiche proposte, tanto da iniziare a ipotizzare che il mercato si sia fermato a quei 10 e non sia più in grado di andare oltre.

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La via dei Re, di Brandon Sanderson. Epic fantasy destinato a rimanere nella vetta dei migliori

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la via dei re

la via dei reLa via dei re , di Brandon Sanderson, potrebbe spaventare i lettori garbati, ovvero coloro che si accontentano di circa 200/300 pagine a romanzo, il primo volume delle cronache della Folgoluce  si presenta infatti con ben 1152 pagine fitte di personaggi, profezie, memorie, visioni, mostri e buoni decaduti… Un mix che gli amanti del fantasy classico stanno apprezzando, tanto da rendere l’attesa per il secondo volume, in Italia sempre per i tipi Fanucci ad autunno, un’agonia.

Eppure chi conosce Brandon Sanderson sa benissimo che non è dotato del dono della sintesi, anzi. Fiumi di parole e complicati intrghi gli appartengono da sempre, tanto che la moglie di  Robert Jordan ha affidato a lui i romanzi conclusivi de La ruota del tempo (altro fantasy corposo). Personalmente ho apprezzato molto di più La via dei re rispetto ad altri lavori di Sanderson, certo, sa scrivere bene, sa argomentare e creare mondi fantastici in maniera ammirabile, eppure i precedenti lavori (precedenti non è il termine esatto pare che la scrittura di questa saga sia iniziata negli anni ’90) mancavano di fluidità, mi sembravano troppo meccanici, come se seguire lo schema prefissato fosse prioritario rispetto alla storia stessa.

La via dei re è invece un fantasy complicato, strutturato e credibile, i tanti personaggi (troppi?) ottengono molto spazio e riescono a convincere e a incuriosire il lettore che solo alla fine del primo libro inizia ad intuire i contorni della storia. I tre protagonisti de La via dei re : Kaladin, Dalinar Kholin e Shallan conquistano il pubblico femminile e maschile. I contrasti e le guerre, così come le imposizioni sociali e le diversità ottengono pagina dopo pagina sempre più interesse e consistenza.

La terra di Roshar è caratterizzata da forti tempeste, venti talmente violenti da modificare la struttura stessa del pianeta. Abissi infernali e altopiani rendono la guerra che da sei anni impegna la popolazione una lotta continua e pericolosa. Kaladin è sicuramente il personaggio più forte e amato della saga, giovane e carismatico, il ragazzo è un occhiscuri, a Roshar solo gli occhichiari possono vantare nobili origini e comandare, eppure nonostante la vita lo renda schiavo riesce con forza e orgoglio a conquistare ammirazione e fiducia. Dalinar Kholin è un nobile occhichiari, amico del defunto re, guerriero, comandante, solo le visioni di un imminente disastro minano la sua forza. Shallan è una ladra studiosa, sebbene questo primo volume le doni poco spazio è evidente che sarà importante per la costruzione completa della storia.

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