Monthly Archives: March 2015

Chi ha paura del buio? Il libro fosforescente di Dario Cestaro

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mostriInizio oggi una nuova rubrica dedicata ai meravigliosi  albi illustrati per bambini, non ho alcuna intenzione di seguire particolari regole o di dare spazio solo alle novità, l’idea è pubblicare brevi post dedicati a libri per bambini che hanno semplicemente entusiasmato mia figlia.

Il primo super libro di oggi è Chi ha paura del buio? di Dario Cestaro, Gribaudo; questo albo illustrato dedica la sua attenzione ai mostri sotto al letto, ma ha una particolarità capace di strappare risate ai bambini: nascosti tra le pagine alcuni mostri compaiono solo quando si spegne la luce.

Chi ha paura del buio? è un libro fosforescente, punti la lampadina sulla pagina, spegni la luce e clic: appaiono scheletri, mostriciattoli, pipistrelli, ragni…. ovviamente i mostri sono dei gran simpaticoni, e Giacomino, il protagonista della storia, ama la loro compagnia.

Davvero simpatica l’idea del libro fosforescente, un’idea grandiosa!

Sottolineo che il libro è stato scelto dalla tatola della famiglia, 5 anni, ed era immerso tra tantissimi altri titoli, ma la forma del mostro, il libro infatti è cartonato e riproduce la faccia mostruosa di un povero mostriciattolo con tanti denti, i colori strani, in prevalenza verde e giallo, l’hanno convinta al primo sguardo.

A casa, quando abbiamo spento la luce… una festa. Che ridere!

La dama e l’unicorno, di Tracy Chevalier. Dimenticate La ragazza con l’orecchino di perla

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damaTracy Chevalier ha conquistato il grande pubblico, letterario e successivamente cinematografico, con il romanzo La ragazza con l’orecchino di perla. La dama e l’unicorno vorrebbe imitare il successo, ma a mio avviso non riesce nell’impresa.

La storia prende come spunto gli splendidi arazzi fiamminghi della fine del XV secolo, La dama e l’unicorno. Commissionati da Jean Le Viste gli arazzi rappresentano oggi una delle opere più importanti dell’epoca. Tracy Chevalier crea un romanzo a più voci: il pittore, il castellano, la dama, la figlia della dama, il tessitore, sua moglie, la figlia cieca… Il pittore è un gran casanova, seduce un po’ tutte le fanciulle che incontra, dalle dame alle villane, tanto da diventare pericoloso (in sintesi ingravida le gentil donzelle senza ritegno). Nel mentre dipinge gli splendidi disegni che andranno poi trasformati in cartoni per realizzare gli arazzi.

La storia è un po’ debole, però bisogna ammettere che la descrizione della tecnica dell’arazzo è davvero interessante. Li vediamo, li ammiriamo, ma, a parte chi affronta studi artistici, in pochi conoscono la loro reale storia, l’arte e le difficoltà che li hanno caratterizzati.

Due i fili conduttori del romanzo, l’ossessione del Pittore Nicolas per Claude, la figlia di  Jean Le Viste, e l’esecuzione degli arazzi, veri protagonisti del racconto.

Lo accennavo nel titolo, il romanzo non si avvicina minimamente al tanto amato La ragazza con l’orecchino di perla, riesce però a evocare luoghi e arte dell’epoca, le mille fatiche del tessitore, le regole della gilda, le pretese del committente. E delinea abilmente il ruolo delle donne, donne che lavorano nell’ombra per non turbare la volontà dei nobili.

Immagini Wikipedia

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Comunicato Stampa: Omaggio a Franco Bomprezzi con Lella Costa a Milano

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Milano – Sabato 28 Marzo 2015 alle 11:30 : Fondazione Arché Onlus e Casa Editrice Il Prato presentano il romanzo di Franco Bomprezzi “La Contea dei Ruotanti”

L’evento si svolgerà a Milano presso la Casa dei Diritti, nella Sala Conferenze recentemente intitolata a Franco Bomprezzi, in Via De Amicis 10 (ingresso senza barriere architettoniche in Via Dei Fabbri 9).

Marco Bomprezzi, fratello di Franco, leggerà una lettera inedita che il giornalista scrisse a suo padre poco prima di un’importante operazione

Un romanzo distopico che dà voce in maniera sorprendente al mondo dell’handicap. Una storia di fantapolitica, visionaria, inquietante nella quale l’handicap è la norma, la misura, il potere. E nella quale la penna dello scrittore punge con il suo sarcasmo e affascina con la sua fantasia. Questo è “La Contea dei Ruotanti”, primo romanzo del giornalista “a rotelle” Franco Bomprezzi, mancato lo scorso 18 dicembre 2014, e ripubblicato dopo sedici anni per la collana “Gli Antidoti” dalla Casa editrice Il Prato di Padova.

Fondazione Arché Onlus, di cui Franco era grande amico e alla quale andrà parte dei proventi della vendita del libro, e Casa Editrice Il Prato hanno voluto presentarlo di nuovo al pubblico con un incontro che si terrà sabato 28 marzo 2015 alle 11:30 presso la Sala Conferenze della Casa dei Diritti del Comune di Milano, sala recentemente intitolata proprio a Franco Bomprezzi (Via De Amicis 10, ingresso senza barriere architettoniche: Via Dei Fabbri 9).

La mattinata sarà moderata da Simone Fanti, giornalista del Corriere della Sera; interverranno Padre Giuseppe Bettoni, presidente di Fondazione Arché Onlus, Marco Bomprezzi, fratello di Franco, Sibyl von der Schulenburg, scrittrice e direttrice della collana Gli Antidoti, Gerardo Bombonato, amico fraterno di Franco e autore dell’introduzione e Lella Costa, autrice della prefazione del romanzo.

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Comunicato Stampa: Grafologia e sessualità, il nuovo saggio di Lidia Fogarolo

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grafologia-e-sessualita-241706La Graphe.it edizioni di Perugia presenta un saggio destinato ad attirare l’attenzione: Grafologia e sessualità. Un’analisi psicologica, sociale e culturale del comportamento sessuale, di Lidia Fogarolo, psicologa e grafologa. Il comportamento sessuale del genere umano è da sempre oggetto di studio, storicamente a periodi dove si esprime un eccesso di liberalizzazione seguono anni di repressione; scelte sessuali ritenute malattie in passato sono socialmente accettate oggi; di contro, altre realtà come la pedofilia, ci risultano di difficile comprensione.

Quando la psicologia, e perciò anche la grafologia, analizza le varie dimensioni dell’essere umano, siano esse intellettive o affettive, lo fa partendo da questo assunto: comportamenti apparentemente simili possono attingere da una vastità di possibili cause e rispondere a svariate motivazioni.

Lidia Fogarolo propone un’analisi psicologica, sociale e culturale, estremamente chiara e lucida del comportamento sessuale, usando i segni della grafologia morettiana (ideata da Girolamo Moretti nei primi anni del ‘900), e avvalendosi di scritture di personalità famose come Adolf Hitler, Pablo Picasso, J.F. Kennedy, l’autrice distingue lo slancio passionale dall’affettività languida, l’intrattenimento erotico dal sentimento, l’isteria dal masochismo, delineando spiegazioni evidenti e concrete.

Il fatto che i sentimenti abbiano il potere di innescare dei veri incendi è la ragione per cui alcuni individui tentano di controllarli prendendo le distanze da essi.

Il saggio riesce a far risaltare come oggi la razza umana si stia spiritualizzando, sottolineando come le personalità si dimostrano meno aggressive e più sensibili, anche nella sfera affettiva, contrapponendosi in maniera distinta dal passato.

Lidia Fogarolo scrive di A. Hitler: la scrittura di Hitler si presenta pericolosamente piegata a destra, al punto da rendere inevitabile la cessione e l’abbandono languido. Perciò da questo punto di vista, risulta un uomo scelto soprattutto per le sue capacità di cogliere telepaticamente l’umore delle folle, esagerandone tutti gli aspetti collegati al sentimento, e riducendo in cenere ogni aspetto razionale o anche vagamente ponderato. Sul piano sociologico, esce da ogni tipologia di leader analizzato, in quanto il suo carisma non veniva dalla sua capacità di influenzare gli altri, ma da quella di essere influenzato.

Di piacevole lettura, anche per chi non conosce la grafologia, il testo desidera fornire una solida comprensione della complessità dell’esperienza umana, cercando di focalizzare l’attenzione sul perché la personalità predilige delle strade, delle scelte, anche sessuali, apparentemente impensabili.

Nella grafologia morettiana, non c’è nessuna forma che possa essere interpretata senza una chiara visione del movimento che l’ha generata.

 

 

Presto la recensione.

Albi illustrati. Leggere, guardare, nominare il mondo nei libri per l’infanzia, di Marcella Terrusi

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albi copertina

albi copertinaSono fatta così, sono fatta strana, imparare un nuovo lavoro per me non significa semplicemente, si fa per dire, fare bene un qualcosa, ma anche documentarmi fino allo sfinimento. Capita quindi che mi chiedano di disegnare, e ultimamente di disegnare illustrazioni per l’infanzia. Mi sono iscritta a corsi, ho chiesto, interrogato professionisti del settore, ho fatto ricerche, e mi sto leggendo una quantità di libri sull’argomento da spaventare anche un convinto bibliotecario. Per questo oggi posso riferire, con assoluta serietà e consapevolezza, che il libro Albi illustrati. Leggere, guardare, nominare il mondo nei libri per l’infanzia, di Marcella Terrusi, è un libro da leggere. Un dettagliato viaggio nel mondo dell’illustrazione per l’infanzia, un percorso incredibile attraverso fasi, idee e momenti geniali della storia dell’editoria.

Scopro per caso che il libro in realtà nasce come tesi, eppure questa tesi nulla ha a che vedere con la classica e noiosa raccolta di dati ma sembra essere confezionata solo per il mondo editoriale; il libro si presenta ben scritto, ricercato, accurato, ho letto in rete alcuni commenti negativi sulle figure, troppo piccole e scure, scelte editoriali sicuramente migliorabili, ma nell’insieme è un testo che consiglio a chiunque desidera avvicinarsi al mondo editoriale per l’infanzia.

Non solo illustratori, a mio avviso Albi illustrati dovrebbe venire letto anche da pedagogisti, psicologi, scrittori, editori, in sintesi: da chiunque vuole lavorare nell’incredibile mondo dei bambini e intende pubblicare qualcosa per loro. Un libro per l’infanzia è un affare serio, dalla storia, ai disegni, al messaggio, alla fantasia: deve piacere a loro, ai bambini, non a noi adulti disillusi e troppo spesso infastiditi dal quotidiano.

Ora non mi resta che tornare a disegnare, presto su queste pagine online una favola super speciale supportata dai miei disegni 😉

 

L’intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi, Terry Pratchett

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Un post dal passato, in onore di Terry Pratchett.

In questi giorni di pioggia, se desiderate divertirvi, ma davvero tanto, accoccolati sul vostro divano preferito con cioccolata calda e castagne a portata di braccio, suggerisco questo esilarante romanzo L’intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi di  Terry Pratchett. Una risata contagiosa.

Se non fosse per l’uso di alcuni termini, definiti dalle mamme, scurrili, il romanzo potrebbe apparire una storia per i più piccoli, ma non fatevi ingannare così facilmente.  Terry Pratchett appartiene a quella rara categoria degli scrittori di fantasy umoristico, rara, perché solitamente il fantasy tende a prendere tutto molto seriamente, morti ammazzati un po’ ovunque e cattivi cattivissimi sono un punto fermo irremovibile. Bene, L’intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi è una piacevole eccezione. I brutti sono buoni, più o meno, la protagonista è una bambina, Tiffany, una giovane aspirante strega, e la cattiva è niente meno che la Regina delle Fate.

I buoni sarebbero i Nac Mac Feegle, i Piccoli Uomini Liberi, un’armata di spiritelli blu, ladri, amanti delle risse e ubriachi per definizione, espulsi dal Paese delle Fate per ubriachezza molesta. Tutto ha inizio quando la Regina delle Fate rapisce il fratellino di Tiffany, e la piccola, accompagnata da questi strani ometti blu, che nulla hanno a che spartire con i Puffi, armata di padella e un libro magico decide di andare a riprenderselo.

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Sottomissione, di Michel Houellebecq. Il cinismo che non funziona

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Sottomissione_MichelHouellebcq

Sottomissione_MichelHouellebcqTanto si è detto, e tanto si è letto che Sottomissione, di Michel Houellebecq, appare già consumato. Un romanzo evaporato, e, dopo la strage di Parigi, un romanzo in fuga.
Eppure, a chi conosce e apprezza Houellebecq non sarà sfuggito la stoccata in realtà debole e a tratti improbabile.
Ma andiamo con ordine, Houellebecq è da tempo amato e odiato per il suo cinismo antifrancese, se nei romanzi precedenti attacca senza troppi fronzoli il trentenne fallito in Sottomissione travolge il quarantenne insoddisfatto, e inerme. Lo fa a modo suo, lanciando scoccate, caricando e poi ritirando.
Il romanzo è ambientato in un prossimo futuro, circa il 2020 – 2022, in una Francia governata dalla Fratellanza Musulmana assieme a una sinistra ridicola e ridicolizzata.
Il protagonista è una sorta di parassita universitario, capace di vivere alle spalle di una tesi per oltre quindici anni e di definirsi professore per una lezione a settimana.
Come spesso accade, il protagonista di Houellebecq è sul depresso andante, incapace di creare e mantenere relazioni affettive, anche sessuali, stupito ma non troppo di fronte a radicali cambiamenti, sconvolto dal velo imposto alle donne non tanto per il simbolo che questo rappresenta quanto per la sparizione di minigonne.
Probabilmente chi conosce e apprezza Joris Karl Huysmans amerà questo romanzo (protagonista della tesi del professore di cui sopra), il resto del pubblico rischia invece di rimanere indifferente.
A mio avviso il libro è troppo francese, molti attacchi e critiche dello scrittore si adagiano sulla cultura francese e si fatica a comprenderli. Il protagonista è talmente apatico da risultare antipatico e inconsistente, i coprotagonisti sono delle povere comparse, tranne il rettore Robert Rediger di cui sappiamo anche troppo.
Le donne sono solo puttane o devote sostenitrici del cambiamento. Praticano pompini incredibili, oppure spariscono sotto al velo. Nemmeno alla prima donna, quella sempre citata e amata, la mamma, viene dato spazio: muore quasi subito senza dare nulla al figlio né tanto meno al lettore.
In rete le voci perplesse e irritate si intuivano, recensioni negative, opinioni deluse. Eppure lo stile di Houellebecq continua a piacermi, ma la storia questa volta a mio avviso non regge.

Tacqui metodicamente; quando si tace metodicamente fissandole negli occhi, dando loro l’impressione di bere le loro parole, le persone parlano. Amano che le si ascolti, come tutti gli inquirenti sanno; gli inquirenti, gli scrittori, le spie.

 

Titolo: Sottomissione

Autore: Michel Houellebecq

Editore: Bompiani

Traduttore: Vincenzo Vega

Anno: 2015

Prezzo: Euro 17,50