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La porta dei morti, di Sibyl von der Shulenburg. Il Prato edizioni

La-porta_dei_morti-276x450La porta dei morti, di Sibyl von der Shulenburg, il Prato edizioni, è un libro dalle diverse sfaccettature: è un romanzo, capace di raccontare la storia contorta di una nonna e della sua nipote adolescente; è un saggio di psicologia, perché la mente umana trova cure davvero inaspettate di fronte ai dolori che non riesce ad affrontare; è un libro di channeling, la morte e il dialogo con essa è un argomento complesso e da sempre affrontato con curiosità e reverente timore; è un libro di storia, non mancano, infatti, leggende legate alle tombe etrusche adattate al folclore delle colline toscane.

La porta dei morti si presenta come un romanzo complesso, scritto con maestria e empatia, Sibyl von der Shulenburg smuove diversi argomenti di difficile divulgazione: la morte fa paura, ma forse spaventa maggiormente la pazzia, quella causata dal senso di colpa e dalla solitudine.

Giulia è una donna arenata nei ricordi e nel rimpianto, abita in un podere sulle colline toscane di Verdalmasso, sola con i suoi animali. Animali raccolti, a suo dire abbandonati, cani e gatti stipati in casa e in una fatiscente baracca. Giulia soffre di una malattia oggi chiamata Animal Hoarding, ma la sua vita è destinata a cambiare grazie all’arrivo inaspettato di Lucia, sua nipote, un’adolescente grassa orfana di padre e momentaneamente costretta a chiedere asilo alla nonna.

L’arrivo della nipote e l’intervento della psicologa del paese sono dei cambiamenti necessari a Giulia per iniziare ad analizzare la sua malattia, la puzza degli animali, fino a quel giorno considerata normale, inizia a lasciare spazio all’odore di pulito e timo.

Il romanzo intreccia le vicende generazionali di questo particolare nucleo familiare alle tradizioni locali, il solstizio d’estate è infatti il momento di aprire le porte dei morti, e tutto il paese desidera poter parlare con i cari defunti, chi per amore, chi per ritrovare buoni del tesoro misteriosamente scomparsi.

Non è affatto facile unire la psicologia alle tradizioni locali, storia e channeling, il rischio di fare un minestrone è elevato, eppure l’autrice ci dona una storia interessante da diversi punti di vista, riuscendo addirittura a far affezionare il lettore ad ogni singolo personaggio, da Lucia fino al postino tutto fare del paese. Il ritmo narrativo è veloce, le spiegazioni mediche di facile comprensione, tanto da creare una profonda empatia con l’anziana signora e il suo dolore, insaziabile eppure curabile.

Lucia si mosse lungo il mobile, soffermandosi sulle fotografie: ritraevano la nonna in diverse occasioni. Era una Giulia molto più giovane, pulita e ordinata, sembrava felice. Una foto la raffigurava con una bambina di qualche anno in braccio. La ragazza sorrise, poi un lieve rumore dietro la porta interna, la gelò.

Un forte nitrito scosse Lucia. Sentì il motore diesel della Pajero e uscì di corsa sulla loggia, stese i panni sul muretto e scese gli stretti scalini di pietra.

Giulia stava scivolando giù dal sedile del guidatore.

Venerdì 15 maggio alle ore 17,30 Sibyl von der Shulenburg sarà al Salone del Libro di Torino per presentare “La porta dei morti” insieme a Paolo Calabrò, maggiori informazioni QUI.

Titolo: La porta dei morti

Autore: Sibyl von der Shulenburg

Editore: il Prato

Anno: 2015

Prezzo: Euro 10,00

 

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