Le invasioni quotidiane, di Mazarine Pingeot. Divertimento assicurato

LeinvasioniAlcuni libri ti travolgono, per trama, soggetto, o semplicemente per empatia. Ritengo Le invasioni quotidiane, di Mazarine Pingeot, edito da Baldini&Castoldi, un concentrato di emozioni capaci di far letteralmente rabaltare dalle risate qualsiasi donna con un paio di figli, un lavoro abbastanza creativo e comunque incapace di risolversi con il timbro del cartellino, un marito più o meno presente.
Due figli, ci sono, un lavoro a metà tra la scrittura, l’illustrazione e la comunicazione ce l’ho, un marito: presente; è evidente che il mio grado di empatia con la protagonista del romanzo, Joséphine, ha raggiunto vette mai viste.
Incasinata, oh si lo sono, capace di parlare da sola, oh si anch’io, assolutamente inaffidabile per abbigliamento, trucco e parrucco, sono io,  Joséphine racconta la sua quotidianità in maniera esilarante. Una vita assolutamente non noiosa, con mille dubbi e incertezze e un ex marito con cui riesce a comunicare solo via email altrimenti si scatena l’inferno.

Troppi cambiamenti in troppo poco tempo: prima la separazione dal padre dei miei figli, poi la mia editor, che ricopriva anche il ruolo di madre e psicanalista, mi abbandona, rendendosi conto un po’ troppo tardi che non le piacciono i bambini e che forse ha sbagliato a dedicare tutta la propria vita alla letteratura per ragazzi. Ho tentato di farla ragionare: non c’è bisogno di amare i bambini per scrivere libri per loro.

Le invasioni quotidiane rischia di venire eletto libro dell’anno dalle donne che “si sono inventate un paio di lavori per riuscire a crescere anche i figli” e nonostante , o forse grazie, le tante insicurezze e dubbi, Joséphine vanta anche una particolare fobia detta «fobia da allineamento», riescono nella vita ad esprimersi, e a sopravvivere alle tante scadenze. E per cortesia, non arrabbiatevi se ordinate una lavatrice a incasso senza sportello…
Ma torniamo a Joséphine, unica e sola protagonista, donna dai mille impegni, scrittrice, scrive cose ben strane, incasinata come poche,  Joséphine è diventata a pieni voti la mia eroina preferita.

Rileggo l’inizio del racconto che ho cominciato a malincuore sei mesi fa. Non è niente di speciale. Riassumendo: un gatto amputato bacia un cane rabbioso, alcuni conigli lanciano la moda della dermatite e uno scimpanzé invita un colibrì a mettersi in affari con lui. Mi ero fermata in pieno svolgimento del dramma, nel momento in cui il generoso coniglio scopre che i suoi piccoli hanno preso la scabbia nel campo di mais transgenico e viene trovata, per la felicità del lupo centenario, la formula di un nuovo antiparassitario.

Con una scrittura veloce, sarcastica e colma di incubi al femminile Mazarine Pingeot descrive dodici giorni di follia del suo strambo, ma reale, personaggio; gioie e dolori, dubbi e paure, ansie e aspettative si susseguono ad un ritmo incalzante. Avvolto dai salti acrobatici della mente di Joséphine il lettore si ritrova a sorridere spesso, a volte a sghignazzare senza ritegno, fino a tifare per questa stramba donna nonostante i topi, i pidocchi, gli editori affascinanti, e le lezioni di filosofia in metropolitana.

Quando si lavora da casa, il problema sta nel decidere di sedersi alla scrivania; poi di accendere il computer, quindi di scegliere il fi le a cui dedicarsi tra le decine in attesa che vi supplicano di dare loro attenzione come piccoli mendicanti che vi tendono la mano, il ventre gonfi o e il viso coperto di scabbia; poi di scrivere la prima riga e subito dopo la seconda. Ora ci siete! Siete partiti, vi siete messi al lavoro, non avete più scelta.

Consigliato a tutte le donne, a qualche ex marito, e ad aspiranti amanti.

Le invasioni quotidiane –  Mazarine Pingeot – Baldini&Castoldi – 2015 – pp 208 – 16,00 Euro

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