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Non è un vento amico, di Vincenzo Zonno

non_e_un_vento_amico-coverNon possiamo perdonare senza aver compreso il peccato.

E, aggiungo, probabilmente è difficile comprendere ciò che non si vive.

Non è un vento amico, di Vincenzo Zonno si è rivelato un’autentica sorpresa. Pur ambientando il romanzo nella Russia e Prussia del 1854 l’autore dimostra una notevole capacità narrativa, mai appesantita dalla volontà di trasmettere il suo sapere di quell’epoca e quel luogo; il rischio di eccedere in dettagli storici e appartenenti alla letteratura Russa era notevole, invece …  Non è un vento amico si avvale di nozioni ma non ne è succube, il romanzo potrebbe venire presentato come un giallo storico, ma a mio avviso è molto di più: è filosofia e teologia.

In poche pagine Vincenzo Zonno riesce a mettere in discussione il purgatorio stesso, la fede, ma anche il desiderio unico dell’uomo di appartenere alla storia. E l’amore.

D’improvviso abbandoni ogni forma, ogni soggezione. Cammini avanti e indietro, davanti al dirupo, pensando, riflettendo intensamente. Valuti i pro e i contro senza mai prendere una decisione, poi un vuoto nella mente di pochi attimi e ti lanci giù e, mentre stai precipitando, ti chiedi cos’è  accaduto e cosa hai fatto.

Lo stile è decisamente fluido, e i salti temporali non disturbano, anzi, procedendo nella lettura assomigliano a piccoli strappi necessari per comprendere il tutto, l’autore ci concede una lettura mai pedante e capace di descrivere personaggi e scenografie in maniera delicata. Anche la spoglia Cypel Koszalin, exclave russo dalle atmosfere cupe e medioevali, conquista per spessore e pennellate scure. Come un quadro, un paesaggio, questo luogo è protagonista del romanzo, assieme al tenente Georges Stroganov, giovane belloccio ma da indubbie doti intellettuali, e ai tanti personaggi minori che sembrano apparire e sparire come nel Teatro Olimpico del Palladio.

Georges Stroganov viene inviato dallo Zar Nickolaj in persona a Cypel Koszalin, in qualità di console, ad attenderlo molti misteri e un’apparente immobilità capace di nascondere segreti e inconfessabili verità. Georges indaga, cerca, si innamora e desidera. Circondato da mogli annoiate e mariti alcolizzati, il tenente non immagina fino a che punto il desiderio di essere nel giusto può cambiare l’animo umano.

Un romanzo da leggere, sia perché permette di conoscere un nuovo talento, Vincenzo Zonno, ma soprattutto perché unisce storia a narrativa in maniera delicata e nuova.

Non si può peccare e pentirsi nello stesso momento.

 

Non è un vento amico, di Vincenzo Zonno, Vocifuoriscena, 2015, Euro 15,00

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