Passaggio in Sardegna, di Massimo Onofri


Non possiamo semplicemente etichettare Passaggio in SardegnaMassimo Onofri, Giunti editore, come narrativa di viaggioho scoperto che si chiama anche letteratura odeporica (spero sia corretto), no, non possiamo, per il semplice fatto che Passaggio in Sardegna è molto di più: è critica letteraria, ho perso il conto del numero di libri suggeriti che spero incontreranno la mia libreria in tempi brevi, è cucina locale, è persone incantevoli. Insomma, per farla breve, credo che solo in questo libro potrete trovare le indicazioni per gustare le migliori focacce di Alghero.

Se uno ci capita, ci ritorna, perché quella focaccia che porta il nome del locale, e che lo staff prepara con miracolosa grazia davanti ai clienti che attendono in fila, resta assolutamente unica nel suo genere, nonostante l’ampia scelta d’ogni gusto di cui si può disporre. Com’è fatta la focaccia Milese? Con quel tipico pane fragrante di notevoli dimensioni, ma non troppo spesso, che viene sezionato e riempito a strati progressivi: fette di pomodoro fresco, tonno di qualità, uova sode sbriciolate, acciughine minutamente tagliate, rucola e deliziosa pancetta, cui si aggiunge l’inconfondibile e misteriosa salsa inventata dalla signora Maria.

Se devo essere sincera, mi basta riportare questo breve paragrafo per avere l’acquolina in bocca…

Massimo Onofri con una scrittura leggera, divertente e divertita, propone strade, ristoranti e spiagge, alcune molto turistiche, da affrontare solo fuori stagione, altre appartate e capaci di lasciare senza parole anche solo leggendo la descrizione; ma non è solo per il buon cibo che personalmente vorrei recarmi già oggi a riscoprire questi luoghi,  è bene ammetterlo subito, perché il vero motivo è incontrare lo chef o la cameriera di ogni singolo ristornate accennato, e magari riuscire ad incrociare gli ex allievi dell’autore o attuali amici per ricreare l’atmosfera.

Passaggio in Sardegna è un tesoro, un piccolo gioiello di letteratura e di sapere, ma non spaventatevi, io inizialmente lo ero, la presentazione dell’autore nel dietro quarta di copertina non deve scoraggiare, perché nonostante l’evidente cultura, la conoscenza della materia, e il tema certo lontano da un libro giallo, Massimo Onofri riesce a conquistare. Si ha come l’impressione di venire accolti, presi a braccetto e accompagnati  in questo tortuoso giro dell’isola.

Ma soprattutto è con meraviglia che si viaggia alla scoperta dei sardi, perché nonostante i colori, i suoni e i sapori, la mia personalissima impressione è che con Passaggio in Sardegna Massimo Onofri voglia inchinarsi a loro, al loro essere sardi, e per farlo condisce il viaggio con quella giusta dose di storia che non annoia , e riporta aneddoti e racconti di persone vere, protagoniste della sua vita.

Io che non conosco bene la Sardegna, non conosco affatto l’Università di Sassari, non conosco il mondo della letteratura contemporanea, o dei letterati, io che riconosco la mia assoluta ignoranza (nel senso che ignoro) di fronte a molti dettagli  narrati in queste pagine, ho amato Passaggio in Sardegna perché leggendo ho ammirato la Sardegna in tutta la sua essenza, sono riuscita a immaginarmi ogni singolo angolo, i gusti dei piatti presentati e il volto dei tanti protagonisti.

Ora, devo, in tempi brevi, tornare in questa incantevole isola, e voglio, oh si voglio, assistere a una lezione di Massimo Onofri, sicuramente mi dovrò ingegnare, male che vada… andrò a sentire il mare.

Me lo chiedo: si possono scialacquare beatamente dieci minuti d’una tarda mattinata magari anche lavorativa, per discutere di crema pasticcera? All’Hollywood Café di Claudio Piga, davanti casa mia, a via Azuni, vicino alla Conad per intenderci, non solo si può, ma si deve. Pura accademia della crusca, se posso dire così: e non sto certamente parlando di quella gloriosissima istituzione nata a Firenze tra il 1582 e il 1853, per iniziativa di cinque illustri letterati fiorentini. Ma sto parlando esattamente, diciamo così, di farinacei.

Passaggio in Sardegna, Massimo Onofri, Giunti editore, 2015

 

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