quasi arzilli

Quasi arzilli, di Simona Morani.

quasi arzilliSe state cercando un bel libro, bello perché semplicemente capace di strappare sorrisi e far riflettere, consiglio senza indugi Quasi arzilli, di Simona Morani. Bello, perché scritto bene, perché capace di concentrare in poche curate pagine la complessità della vita, senza ricami, privo di frasi fatte e sdolcinate allusioni. Quasi arzilli si è rivelata un’autentica sorpresa, il romanzo racconta le vicende di un gruppo di vecchi, consapevoli della loro vecchiaia, ma assolutamente incapaci di cedere alla noia e alla fine.

Abitanti quasi centenari di un paesino sugli appennini, i protagonisti del romanzo si distinguono perché assidui frequentatori di un bar, anzi, DEL bar La Rambla, un luogo curioso dato che i signori vecchietti sono gli unici clienti. Un punto di ritrovo dove poter bere e fumare, chiacchierare e giocare a carte. Al bar il tempo passa, mentre si scommette su di chi sia il funerale che sta raccogliendo il paese, e mentre il vigile frustrato rincorre Gino, uno dei vecchietti, conosciuto ai più come il pazzo che guida l’Ape senza vederci un tubo.

Ernesto, invece, soffre di mali non ben specificati, un po’ come mia nonna che a 95 anni si lamenta che le fa male il polso, e da qualche giorno si reca ogni giorno nell’ambulatorio del dottor Minelli, prende l’ultimo numero della fila, per osservare un po’ la gente, e una volta dentro non sembra avere le idee molto chiare, tanto da soffermarsi su domande eterne, come sapere cosa diamine accade una volta andati di là.

Elvis è il più giovane e il gestore de La Rambla, il più tranquillo, tanto da non curarsi affatto di avere solo quattro, al massimo sei, clienti al giorno; Basilio se la prende con il nuovo fruttivendolo, pare sia bosniaco e quindi eterno nemico dei suoi tempi, quelli che lo vedevano come comandante della 26° Brigata Garibaldi; Cesare crede di non poter più sopportare la moglie Irma, la rompi balle, ma in realtà scopre che la vita con lei è stata davvero fortunata.

Gino si piegò in avanti per mettere a fuoco la fessura sul cruscotto, tastò col pollice calloso e provò più volte a infilare la chiave. Erano finiti i tempi in cui la Sandra, la giovane assistente del comune, durante i suoi turni bisettimanali gli disegnava col pennarello un cerchio rosso fuoco attorno alla serratura. Erano finiti il bel giorno in cui lei gli aveva detto: «Gino, da sola non ce la faccio. Lei ha bisogno di un aiuto professionale più costante. Stanno ristrutturando la nuova casa di riposo, perché non ci fa un pensierino?» E lui SLAM! L’ aveva buttata fuori di casa e non le aveva riaperto mai più.

I vecchietti di questo romanzo sono reali, lo si percepisce, tanto veri da potersi intrattenere con loro, ricordi e desideri, capricci e vizi, catturano il lettore. Non sempre è facile capire i vecchi, a volte proprio non riusciamo a reggerli, eppure loro non mollano, anzi, presenti e onnipresenti, tanto che alcuni di loro non ne vogliono proprio sapere di venire alloggiati in un ospizio. Ma proviamo a rifletterci: voi ci andreste? Io, non credo.

Ogni volta che il dottor Minelli riceveva Ettore gli tornava il dubbio che lo perseguitava già dal principio della sua carriera: avrebbe dovuto fare il consulente psicoterapeutico piuttosto che occuparsi dei mali della carne. Non passava giorno che non si sentisse chiedere consigli pratici di estetica, naturopatia, alimentazione e su questioni di cuore. «Tu che sei medico, secondo te questa settimana c’è la luna giusta per tagliarmi i capelli?» oppure, « Tu che ne sai, faccio bene a fare la dieta della cocomera? »  oppure, «Gigi mi rifiuta, secondo te tornerà o dici che posso andare con Pietro?» .

Dopo il terzo incontro con la Marilena, lei gli chiese: «Scusa, cos’hai detto che fai nella vita?». Lui per prevenzione, le rispose «Il motociclista.»

Oltre le risate troverete la nostalgia e il rammarico, la consapevolezza della vecchiaia, il dubbio e la solitudine. Ma Simona Morani non si ferma certo alla normale vecchiaia, no. L’autrice racconta anche l’amore, il risveglio dell’attrazione e la totale incoscienza di chi, oramai, non ha più voglia di avere a che fare con i cretini certi della vita.

Consiglio a tutti la lettura di questo romanzo, ma soprattutto lo regalerò al mio medico di base, perché, davvero, credo che gli farà un gran bene e magari il lunedì, quando il suo ambulatorio è stra colmo di vecchi perché: è giorno di mercato e così uniamo la spesa alla salute, ci riderà sopra senza prendersela, che alla fine un po’ di ragione ce l’hanno pure loro.

Titolo: Quasi arzilli

Autore: Simona Morani

Editore: Giunti

Anno: 2015

Prezzo: Euro 12,00 cartaceo; Euro 6,99 eBook

 

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