Monthly Archives: March 2016

Urla nel silenzio, di Angela Marsons

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urla-nel-silenzio_7271_x600Urla nel silenzio è il tipico thriller che ammicca alla letteratura americana, sebbene l’autrice Angela Marsons  sia inglese e il romanzo è ambientato nella Black Country.

Thriller americano, perché la struttura della storia è a mio avviso già letta, e non solo in una occasione, tanto che assassino e moventi risultano palesi già dalle prime pagine, e il personaggio principale così rigidamente strutturato da apparire legnoso, è troppo stereotipato.

Ma, e qui siamo alle solite, il libro ha conquistato in breve tempo le vette delle classifiche, e sembra venire apprezzato dai più. Quindi è evidente che il problema sono io 😉

Kim, la protagonista, è un detective donna senza gonnella, va in moto, è una dura, è amata dai suoi colleghi, ritenuta una testa calda viene comunque protetta dal capo. Strafiga e molto intelligente, cela, ovviamente, un’infanzia colma di sofferenze. Kim collega una serie di omicidi apparentemente isolati, e nel farlo scopre un cimitero di ossa vicino a un orfanotrofio femminile, chiuso da tempo a causa di un incendio.

I molti personaggi e la voce del omicida si susseguono fino alla soluzione del mistero.

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Anche Francesco le diceva, di Natale Fioretto

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AncheFrancescoLeDiceva_cover_cartaceoLe parole sono importanti, e a volte fanno male. Ma parole oscene, sconce e indecenti fanno comunque parte del nostro vocabolario. Anche se non amiamo ammetterlo. La parolaccia ci scappa, eccome.

Estetica e etica trovano grande spazio nelle parole da non dire, eppure anche loro hanno un indice di gravità. Il saggio di Natale Fioretto è simpatico e decisamente attuale, Anche Francesco le diceva. Una riflessione sociolinguistica sull’uso delle parolacce, si presenta al pubblico come una riflessione fresca, ricca di note e considerazioni. Il fine è farci riflettere sulla parola proibita e sulla sua gravità, ma anche sorridere sulla sua variabilità.

La parolaccia, o turpiloquio, può essere debole, vivace, forte e tabù, e, udite, udite, Natale Fioretto, non solo le studia, le approfondisce, ma le eleva anche di livello, portandole al ruolo di indispensabile colore, ruolo tanto caro agli scrittori. Una presa di posizione assolutamente condivisibile.

Siamo erroneamente portati a pensare che il turpiloquio
tolga pregio ed efficacia alla comunicazione, ma da un
punto di vista squisitamente linguistico i termini «turpi»
non inficiano la comunicazione, semmai la arricchiscono
di connotazioni di varia pregnanza provocando risposte
di tipo neurologico e psicosociale. Tale fenomeno investe
tanto il campo della competenza linguistica o comunicativa,
quanto quello culturale.

L’autore ci ricorda che la parolaccia, quella che colora l’intervento verbale, è spesso usata dalla satira, o dai politici, sebbene viene definita illecito penale. Non solo, sottolinea che anche i Santi a volte…

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Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli

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Il web è nostro

Il web è nostroOggi presento il mio libro. Sì, sì, mio nel senso che l’ho scritto io 😀 Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli, non un semplice libro ma:

Una divertente storia con dentro un piccolo manuale o, se volete, un piccolo manuale raccontato come una storia, con l’aiuto di fumetti, quiz e laboratori.

Un libro scritto per insegnare senza annoiare , e con l’ambizioso obiettivo di rendere i ragazzi più consapevoli mentre navigano nel web, commentano o scrivono messaggi usando whatsapp.

Per navigare in sicurezza, ma non solo: spesso i ragazzi non si rendono conto che un commento negativo, un’offesa scritta, fa molto più male di una lite all’aria aperta. Non si rendono conto che nel web sono TUTTI in ascolto, che quella foto, o quel video, la possono vedere TUTTI.

Il web è nostro  affronta lo spinoso tema dell’educazione digitale parlando direttamente ai protagonisti del web: ragazze e ragazzi, nativi digitali, che sicuramente smanettano ogni giorno, ma a volte andrebbero presi per mano e accompagnati verso un uso più consapevole della rete.

Partendo da domande semplici come cos’è il Web? (e qui vi sfido, entrate in una classe di 12enni e provate a chiedere cos’è il web e cos’è internet, in media, nonostante il cellulare sempre in tasca, l’accesso a Facebook da quando hanno 9 anni, e il titolo di bravissimo internauta di casa, noterete una serie di sguardi allarmati in cerca della risposta giusta), il libro affronta la buona educazione in rete, i comportamenti corretti, le azioni da fare per navigare in sicurezza e segnalare eventuali “brutture” del web, le regole dei social più usati, e leggi, diritti e doveri della rete.

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La leggenda di Tin Hinan, di Rossella Grenci. Illustrazioni di Tatiana Martino

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la-leggenda-di-tin-hinan-regina-dei-tuareg-109898Il mondo delle favole si intreccia con la realtà molto più spesso di quanto possiamo immaginare; a volte lo fa per dettare una granitica morale, ad esempio il buon Cappuccetto Rosso altro non era se non un pauroso tentativo di ammonire le bambine: state a casa, altrimenti…

Ma, altre volte le favole raccontano di luoghi e tempi lontani, lo fanno per ricordare e ci presentano eroine e scenari onirici capaci di farci viaggiare. E, a mio avviso, quando una favola conquista i più piccoli e anche i tanto oggettivi adulti, ha raggiunto un elevato obiettivo.

Questa lunga premessa mi serve per presentare una favola dai confini così ampi che riesce in poche pagine a presentare un’eroina assolutamente incredibile e il suo mondo, bello e selvaggio, eppure reale: La leggenda di Tin Hinan, di  Rossella Grenci. Illustrazioni di Tatiana Martino, Casa editrice Mammeonline.

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Non cercarmi mai più, di Emma Chase

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_non-cercarmi-mai-piu-1384839329Devo impormi di ripetere come un mantra “Mai dare retta ai commenti di giornalisti di GRANDI testate mondiali”.

Da ripetere all’infinito.

Certo, divertente e spassoso sono variabili soggettive, ma Non cercarmi mai più, di Emma Chase a mio avviso è la cosa più noiosa e ripetitiva che mi sia mai capitato di incrociare.

L’unico dettaglio carino del romanzo è il barattolo delle parolacce, probabilmente avremmo tanti piccoli baby ricchi se lo usassimo tutti come metodo educativo: dieci dollari a parolaccia da versare dentro al barattolo, e ovviamente gli adulti sganciano che è un piacere.

Descrizione del romanzo: Lui è un ricco uomo d’affari (ovvio che è ricco, non c’è nulla di sexy in un uomo normale che tenta di arrivare a fine mese), lei la nuova dell’azienda.

Lui, stronzo, donnaiolo, bravo nel suo lavoro, amato da mamma, papà, sorella, nipote e amici, è l’uomo che non deve chiedere mai.

Lei, bella, intelligente, prima della classe, ovviamente innamorata e fidanza da circa 10 anni, quindi assolutamente candida.

Lui si innamora di lei, scopano, lui fa arrabbiare lei, lei perdona lui, e tutti vissero felici e contenti. Tranne l’ex che poverino compare e scompare come un sasso destinato all’oblio.

In realtà non  è la mancanza di originalità della trama, filone non certo unico, piuttosto la bruttezza del romanzo a lasciare interdetti.

Però, bisogna ammetterlo, i commenti in rete sono entusiasti, quindi probabilmente manco di ironia, perché non mi ha fatto ridere e nemmeno divertire.

Fatemi sapere il vostro parere.