Monthly Archives: July 2016

L’intelligenza razionale e l’intelligenza emotiva, di Lidia Fogarolo

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IXovZ2XPDTHx_s4-mbPremessa: anche se non siete esperti grafologi, ma comunque interessati all’intelligenza umana in tutte le sue meravigliose sfumature, vi consiglio di leggere questo libro.  L’intelligenza razionale e l’intelligenza emotiva, di Lidia Fogarolo può sembrare solo in apparenza un manuale per gli addetti ai lavori, ma in realtà è un concentrato di nozioni e concetti capaci di chiare molti aspetti della complessità umana.

Ritengo la grafologia una materia molto difficile, studiandola si ha l’impressione di, inizialmente, non capirci un tubo, perdonate la sincerità;  poi, come d’incanto, ecco che tutti i tasselli trovano la giusta collocazione, ed ecco che ogni singolo segno, intrecciato agli altri, conquista il suo significato. Per chi è interessato all’argomento, ma non ha alcuna intenzione di dannarsi l’anima nello studio, complesso, della materia, Lidia Fogarolo presenta il suo nuovo libro, una lettura obbligata per chi invece studia grafologia,  e riesce nell’incredibile impresa di donare al pubblico un volume ricchissimo di dettagli grafologici ma anche e soprattutto di intuizioni e verità.

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La via del male, di Robert Galbraith

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downloadRobert Galbraith, ovvero  J.K. Rowling, ha da poco presentato ai lettori, noi, il suo ultimo romanzo dedicato a Cormoran Strike, il detective privato gigante buono che oramai abbiamo imparato ad amare, nonostante la sensazione di confusione data dallo pseudonimo dell’autore e da tutti i retroscena.

Lo amiamo, scrivevo, perché è un personaggio che funziona a tutto tondo. Con i suoi vizi e i suoi pregi, gli vogliamo bene nonostante i suoi eccessi e siamo affascinati dalla sua stazza e dal suo passato turbolento. Ci piace anche la sua assistente Robin, bella al punto giusto ma soprattutto molto intelligente anche se sta per sposare un deficiente (cosa che sembra capitare spesso anche nella vita reale).

Ma… La via del male ha un ma gigantesco: nonostante le sue oltre 600 pagine, la scrittura fluida e ben strutturata, ma qui lo sappiamo che J.K. Rowling sa scrivere bene, inutile ribadire l’ovvio, il terzo romanzo dedicato a Strike non funziona.

Non funziona perché è troppo contorto, i tanti personaggi le tante piste alla fine stordiscono il lettore, l’autrice in sintesi non è riuscita a creare quell’aspettativa tipica del romanzo thriller, quell’ansia che porta il lettore pagina dopo pagina a continuare perché deve sapere chi è il colpevole. Bisogna ammettere che capire chi è l’assassino è praticamente impossibile, o almeno io ci ho rinunciato dati i troppi dettagli e i diversi punti di vista narrativi.

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