Monthly Archives: October 2016

Gattoterapia, di Giorgio Pirazzini. Una visione irriverente

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gattoterapiaPuò un gatto salvarti la vita? E può un gatto decidere, dopo l’atto eroico, di attaccarti per sfregiarti se non ucciderti?  Probabilmente no, ma Giorgio Pirazzini nel suo romanzo Gattoterapia, Baldini & Castoldi, prende in prestito in maniera assolutamente irriverente e fuori dagli schemi la metafora del gatto “menefreghista” per delineare una realtà tutt’altro che felice e spensierata: la nostra.

Lorenzo è un uomo fallito, inutile girarci attorno: ha perso il lavoro, e non fa nulla per trovarne un altro, la moglie prima lo tradisce e poi lo lascia, è depresso e viene presentato al lettore come una persona sull’orlo del baratro. Un giorno, l’amico Matt decide di accompagnare Lorenzo in un club esclusivo e per pochi intimi. Un luogo dove le persone si incontrano per comportarsi come… gatti. Calzamaglie e scodelle di latte, fusa e carezze, un luogo apparentemente innocuo e straordinariamente folle.

Sento voci che incitano provenire dall’alto, mentre una
musica elettronica nostalgica mi investe e copre il rumore
dei miei passi. Dentro quella musica si susseguono urla, ma
urla strane, che si trascinano come una melodia che si ascolta
di notte nei vicoli abitati dai gatti.
È tutto bianco: la luce, i muri, le scale, il soffi tto, le voci.
Potrebbero essere voci maschili, ma sono in uno strano falsetto,
come un miagolio corale.
Seguo Matt che comincia a salire. «Oh! Dove mi hai
portato?» insisto.

Ora, la bravura di Pirazzini sta proprio nel rendere la follia di questi uomini e donne gatti in normalità e portare, invece, la quotidianità, degli stessi protagonisti del club, dentro a un tunnel simile a un girone dell’inferno.

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La testa sul tuo petto. Sulle tracce di San Giovanni, di Eleonora Mazzoni

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9788821598449g_76261Si può raccontare la religione partendo da sé per poi spaziare verso un infinito amore? Sì. Eleonora Mazzoni con La testa sul tuo petto ci dimostra che è possibile, condizione indispensabile: aprire il proprio cuore alla verità. Questo è quello che ho percepito leggendo l’ultima fatica di Eleonora Mazzoni, una verità profonda, la sua verità, la sua storia che si è intrecciata per perfetta empatia alla mia vita, presentata senza fronzoli o abbellimenti, alternata, come a voler sottolineare la difficoltà nel narrarsi, alla vita del discepolo prediletto, San Giovanni; raccontata in maniera così naturale da rendere la lettura non solo piacevole, ma istruttiva e contemplativa. Come a voler chiedere scusa se, con poche mirate parole, narrando la vita del Santo e contemporaneamente la vita di una comune mortale, esattamente come tutti noi, il lettore si ritrova a riflettere su se stesso, sulla sua infanzia e sul suo rapporto con questa complessa religione.

Così, narrando il rapporto di Giovanni con Maria, un rapporto talmente ricco e colmo d’amore, Eleonora ci racconta il difficile e tormentato rapporto con sua madre, oggi sereno ma decisamente burrascoso in passato (come il mio). E presentando l’amore di Giovanni ecco affiorare l’amore di una madre verso i suoi figli, unici e capaci di cambiare totalmente la vita di ogni genitore.

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Harry Potter e la maledizione dell’erede, di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne

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downloadCi siamo, eccomi qui a scrivere del libro più citato dell’anno, primo in classifica su Amazon un mese prima della sua uscita e destinato a rimanere primo ancora per molto tempo: Harry Potter e la maledizione dell’erede, di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne. Già solo il fatto che gli autori siano tre dovrebbe bastare per farci intuire che il prodotto è quel diverso capace di far storcere il naso a molti, ma andiamo con ordine.

Il libro non è un romanzo ma il testo dello spettacolo teatrale che a Londra sta rivoluzionando tutte le aspettative del settore: se per caso volete andare a vedere lo spettacolo sappiate che è tutto esaurito fino alla fine del 2017.

Quindi, non un romanzo dicevo, ma una rappresentazione teatrale; ovvio chi ha amato i romanzi di Potter non solo per la storia ma anche e soprattutto per l’abilità narrativa di J.K. Rowling difficilmente apprezzerà questo tentativo. Mancano le descrizioni, gli stati d’animo, le magie più strampalate, i momenti di tensione, ma d’altronde il suo fine è il teatro non il romanzo. Certo, da questo testo alla realizzazione di un paio di film il passo non è breve ma scontato.

Inutile anche fare polemica sull’età di Harry, lo ritroviamo quarantenne, e,  dato che la saga di Harry Potter viene definita la prima saga generazionale, l’età avanza anche per lui come per me. Quindi se mi sento vecchia a leggerlo maturo è un problema solo mio.

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Caccia al morto, di Luca Colombo

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cpj_cacciaalmorto-500x500La vecchia signora con falce e mantello forse non ne sarà entusiasta, ma io sì.

Caccia al morto, di Luca Colombo,  Graphofeel Edizioni, è un concentrato di ironia e sarcasmo, uno di quei romanzi che ti stampano il sorriso in faccia e lo lasciano lì, incapace di nasconderlo, fino all’ultima pagina. Riuscire a rendere ridicola la morte, compreso il mercato che da sempre la accompagna, è un’impresa non facile. Si rischia di cadere nell’ovvio o di mancare di sensibilità, mentre Luca Colombo ci presenta una storia credibile, assurda ma forse non troppo, e tra una frecciatina e l’altra pone i riflettori sulla totale mancanza di buon senso che ci accomuna di fronte al mistero della morte, dalla scelta della bara a tutto ciò che accompagna il morto verso l’ultimo viaggio. Ma attenzione, non fate l’errore di giudicare l’apparenza, perché Luca Colombo non ironizza la morte in quanto fine della vita, no. L’autore massacra senza troppi riguardi i vivi, le loro aspettative e i loro atteggiamenti di fronte alla fine.

Filippo ha studiato filosofia senza mai laurearsi e vuole diventare uno scrittore. Ora, un giovane aspirante scrittore nel nostro positivo immaginario potrebbe provare la sorte nell’editoria, o in settori vicini. E invece no, il nostro eroe trova lavoro come addetto alla comunicazione nelle onoranze funebri del suo paese.

Onoranze funebri storiche ma che, purtroppo, sente la crisi, non a causa di meno decessi, sia chiaro, ma a causa della concorrenza.

Quindi, Filippo e il suo titolare Claudio, si inventano i più improbabili servizi: dall’addio al morto alla campagna pubblicitaria:

«Il Giorno dei Morti organizzeremo una bella caccia al morto, con indizi disseminati per tutto il cimitero. Scateneremo un’adorabile euforia».

Carri funebri super tecnologici, becchini palestrati, scarpe con o senza tacco perché il momento di “ingresso bara” deve essere perfetto, Claudio non lascia nulla al caso e trova in Filippo un degno sostenitore di follie, certo Filippo non dimostra lo stesso entusiasmo del suo titolare, sembra affrontare il tutto con un sguardo impietoso e decisamente sarcastico, ma a Claudio non interessa, lui vuole solo la morte perfetta.

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