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Barriere percettive e progettazione inclusiva, di Lucia Baracco

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Quello che vorrei veicolare con questo lavoro è l’idea che tutti gli accorgimenti che si possono mettere in campo per rendere un ambiente più sicuro e più confortevole per tutti sono molto semplici e mai onerosi, ma richiedono solo conoscenza del problema, competenze e molto buon senso, e che sicuramente da questi accorgimenti potranno trarre beneficio non solo le numerosissime persone ipovedenti o con difficoltà visive, ma tutti i cittadini. Nessuno si lamenterà mai infatti di vedere troppo bene un segnale o un dislivello!”

Il buon senso fatichiamo a trovarlo, ma a volte dovremmo davvero renderci conto che la sua mancanza può rendere la vita di noi , tutti, un inferno. Sentiamo spesso, o leggiamo, sprezzanti dichiarazioni contro le barriere architettoniche, scale infinite, ascensori rotti, se non inesistenti, gradini, marciapiedi impossibili da raggiungere, eppure fatichiamo a comprendere quanto questi dettagli possano influenzare la quotidianità di alcuni di noi. Tempo fa un carissimo amico mi disse che avrei davvero compreso le difficoltà quotidiane di movimento di chi è costretto in carrozzina solo quando da mamma avrei utilizzato il passeggino. Come dargli torto! Ora lo capisco davvero bene: ostacoli in ogni angolo si annidano nel bel paese.

Il libro Barriere percettive e progettazione inclusiva, di Lucia Baracco va oltre, oltre la barriera solida, nel senso che individua le barriere visive, segnalazioni invisibili o sbagliate che ingannano la vista di chi vede poco o quasi nulla. Scendere o salire le scale, ad esempio, è un automatismo che spesso facciamo senza prestare molta attenzione ad ogni singolo gradino: ma cosa accade quando i gradini sono segnalati male, in maniera ingannevole? Semplice, si cade (anch’io che non sono ipovedente spesso precipito in maniera poco elegante e molto dolorosa).

Eppure, basterebbe poco… Lucia Baracco, architetto ipovedente, non si limita a segnalare gli errori ma propone anche moltissime soluzioni, soluzioni economiche o a costo zero, soluzioni, come sottolinea nel paragrafo riportato, che richiedono semplicemente competenze e molto buon senso . Oltre, e questo lo aggiungo io, ad una buona dose di empatia: non siete soli al mondo cari architetti, grafici ecc.

Dalle segnalazioni visive, allo spessore del marcagradino, dai segnali praticamente invisibili nei luoghi pubblici, alle grafiche bellissime ma inutili, il libro presenta, avvalendosi di moltissime fotografie, diverse situazioni dove la barriera percettiva è talmente evidente da chiedersi come sia possibile che stimabili tecnici, geometri, architetti e designer non ci siano arrivati. Possibile che i numeri dei binari siano, a volte, così invisibili? Si confondono con lo sfondo e rendono difficile la lettura anche a me che vanto solamente una lieve miopia.

Di grande attualità e decisamente molto pratico consiglio questo libro a chiunque voglia approfondire il tema, ipovedenti e non.

«Universal Design», «Design for All», «Inclusive Design» sono espressioni che, pur con qualche distinzione, indicano una metodologia progettuale che mira alla realizzazione di ambienti, sistemi, prodotti e servizi fruibili in modo autonomo da parte di persone con esigenze e abilità diverse, senza bisogno di adeguamenti o di soluzioni speciali e senza dover rinunciare a un certo appeal estetico. Lo scopo è semplificare la vita per chiunque realizzando ambienti, mezzi di comunicazione e prodotti utilizzabili dal più ampio numero possibile di persone, riducendo al minimo o azzerando i costi aggiuntivi. Questo modo di pensare la progettazione ha come target di riferimento tutte le persone, senza distinzione di età, sesso e abilità.

Barriere percettive e progettazione inclusiva. Accessibilità ambientale per persone con difficoltà visive, Lucia Baracco, Erickson, 2016, Euro 23,00

 

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