Harry Potter e la maledizione dell’erede, di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne

downloadCi siamo, eccomi qui a scrivere del libro più citato dell’anno, primo in classifica su Amazon un mese prima della sua uscita e destinato a rimanere primo ancora per molto tempo: Harry Potter e la maledizione dell’erede, di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne. Già solo il fatto che gli autori siano tre dovrebbe bastare per farci intuire che il prodotto è quel diverso capace di far storcere il naso a molti, ma andiamo con ordine.

Il libro non è un romanzo ma il testo dello spettacolo teatrale che a Londra sta rivoluzionando tutte le aspettative del settore: se per caso volete andare a vedere lo spettacolo sappiate che è tutto esaurito fino alla fine del 2017.

Quindi, non un romanzo dicevo, ma una rappresentazione teatrale; ovvio chi ha amato i romanzi di Potter non solo per la storia ma anche e soprattutto per l’abilità narrativa di J.K. Rowling difficilmente apprezzerà questo tentativo. Mancano le descrizioni, gli stati d’animo, le magie più strampalate, i momenti di tensione, ma d’altronde il suo fine è il teatro non il romanzo. Certo, da questo testo alla realizzazione di un paio di film il passo non è breve ma scontato.

Inutile anche fare polemica sull’età di Harry, lo ritroviamo quarantenne, e,  dato che la saga di Harry Potter viene definita la prima saga generazionale, l’età avanza anche per lui come per me. Quindi se mi sento vecchia a leggerlo maturo è un problema solo mio.

No, io qui vorrei soffermarmi su un altro aspetto: la mancanza di originalità. Perché indipendentemente dal mezzo scelto, teatro, e dalle limitazioni che questo comporta, vi sfido a provare le magie su un palcoscenico, l’impressione che ho avuto dalla lettura di questo ottavo volume (ma, se è nato per un altro scopo non è l’ottavo volume) è una sorta di contentino per i nostalgici.

Tutta la vicenda si basa sui salti nel tempo, sui danni che si possono creare modificando il passato, sulle varie possibilità del futuro e ovviamente, giustamente aggiungo, sul valore dell’amicizia.

Non vi pare di aver già letto molto in merito? Dalla macchina del tempo di Topolino a Ritorno al futuro. Nulla di nuovo, o meglio : niente in confronto alle meraviglie a cui ci aveva abituati la Rowling.

Mi è piaciuto? Non ha senso dare un giudizio su un opera teatrale che poteva tranquillamente rimanere solo dentro al teatro, anche perché andrei a dare dei giudizi a professionisti molto bravi che stanno semplicemente facendo il loro lavoro.

Quello che mi aspettavo però come ottava storia era ben altro.

Forse ha ragione la Rowling quando considera la storia di Harry Potter finita, forse tutto ciò che verrà dopo risulterà comunque non all’altezza, priva di quei dettagli come la strillettera, o le ciocco rane, che hanno reso indimenticabile ogni pagina.

Siamo cresciuti con Harry e i suoi amici, e nemici, è ora di lasciare Harry alla sua quotidiana, mai noiosa, vita. O no?

Ps: una cosa però non mi è proprio andata giù, Ron non è mai stato uno stupido, certo non un genio, un po’ sfigato, ma mai stupido.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *