Il Cappotto della Macellaia, di Lilia Carlota Lorenzo

9788852073380-il-cappotto-della-macellaia_copertina_piatta_foLa Macellaia è in realtà la maestra di Palo Santo, paese argentino di sole 207 anime. Anime decisamente inquietanti, pettegole, meschine, vendicative. A ragion del vero bisogna sottolineare che ne Il Cappotto della Macellaia, di Lilia Carlota Lorenzo, sono le donne le anime più nere e contorte, gli uomini sembrano abbastanza succubi del loro potere, anche se causa diretta di tutti i mali.

Lilia Carlota Lorenzo presenta al mondo un romanzo che sembra una novella teatrale, io mi sono immaginata un’unica scena, simile al Teatro Olimpico del Palladio, dove le diverse abitazioni e personaggi si inseguono per dare vita a una vicenda surreale, a tratti improbabile eppure credibile.

Nato come self publish oggi Il cappotto della Macellaia viene pubblicato dalla Mondadori che a mio avviso ha visto lungo molto lungo, piacevole e ironico il romanzo ha un altro pregio: la sua autrice, un personaggio incredibile, un romanzo a sua volta.

Non sai mai come dire quando vai a far quello. Evacuare, sembra che invece di andare al cesso devi abbandonare la casa; andare di corpo, sa di esercizi marziali; defecare, poi… si sente la puzza solo a pronunciare la parola. Invece deporre era perfetto, fine, più che altro. Quindi suo marito per deporre andava in bagno appena alzato. Durante il giorno, se non pioveva, pisciava nel cortile. Se era a caccia e gli veniva la voglia, faceva tutto nei campi.

La vicenda è molto semplice: a Palo Santo tutti sanno tutto di tutti, ma a volte il sapere non da conoscenza e i segreti rischiano di causare morte e dolore. Così abbiamo la severa e insopportabile maestra, sposata con il buon Macellaio, la figlia cicciona e scorbutica, chiamata con amore Pagnottina; la sarta, suo figlio e il marito (cacciatore); la telefonista, la bella merciaia, la sorella stupida della merciaia, la sposa, lo sposo… e tanta bella gente che per sopravvivere alla noia si inventa davvero cose strambe. O forse, è l’autrice che sa raccontarci la quotidianità di un paesino come tanti? Leggete e scopritelo.

Il sabato e la domenica non si faceva portare la colazione a letto. Voleva dormire fino a quando non si svegliava da sola. Il piacere più grande, però, era risparmiarsi l’odiato muso di Reinoso per due giorni di fila. Pagnottina, alla faccia di suo padre, aveva passato una notte di fuoco; alla faccia di sua madre, si era sbafata mezzo chilo di paste ripiene di cioccolato che le aveva portato il suo spasimante. Dopo pranzo il signor Fernández passò di nuovo davanti al cortile della troia. Di nuovo la troia non c’era. Stranamente sbagliò tutti i tiri e non portò niente a casa. Il sabato pomeriggio e durante tutta la domenica, suo figlio Pepincito sarebbe stato più agitato del solito: la signorina Solimana non lavorava e poteva spuntare all’improvviso da qualsiasi parte. Il sabato pomeriggio, come tutti i sabati pomeriggio, Solimana andò dalla parrucchiera.

Il Cappotto della Macellaia, Lilia Carlota Lorenzo, Mondadori, 2016, Euro 4,99, eBook

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