la battaglia navale

La battaglia navale, di Marco Malvaldi

la battaglia navaleI vecchietti non fanno più ridere, che peccato! Quando ho scoperto Marco Malvaldi ho passato minuti davvero esilaranti con i suoi 4 vecchietti, il BarLume, il barrista che non ama fare i cappuccini d’estate. Certo, la trama dei suoi romanzi, a mio avviso, non vantava approfondimenti o intrighi pazzeschi, ma l’ironia della struttura ha sempre perdonato ogni mancanza.

Invece… La battaglia navale, ultima fatica di Malvaldi, è un forte arresto. Ora, se la trama non convince, ma devo essere sincera non mi hanno mai convinta nemmeno nei romanzi precedenti, e togliamo lo spasso di ogni singolo personaggio, il tutto crolla, male.

Ho amato il Massimo single, e ora me lo ritrovo noioso e annoiato in una vita di coppia che sinceramente non sembra la sua (il che forse è voluto, magari al prossimo romanzo la molla), i vecchietti sembrano troppo saggi e poco “cazzoni” e questo a noi lettori non piace molto. La bella Tiziana appare di sfuggita, mentre le sue super poppe hanno conquistato tutti, anche noi donne, fin da primo libro. Marchino proprio non c’è, e pure lui, nonostante sia idiota, è un tassello fondamentale per la riuscita della novella.

In estrema sintesi, il corpo di una donna viene ritrovato in mare, una donna ucraina, pare. Tra badanti, avvocati, giovani rampolli e vecchietti detective la storia si articola dalle villette di Pineta a Milano, con tanto di false testimonianze e vicequestori che indagano anche quando non dovrebbero.

Che dire? Secondo me Marco Malvaldi è inciampato, ma sono certa tornerà con altre storie e con vecchietti ancora più simpatici. Magari ne fa innamorare uno, chissà. Personalmente credo che gli scrittori non possano produrre solo capolavori, a volte cadono anche loro. Ma i lettori restano, sempre, in attesa di nuove novelle da leggere.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *