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L’ultimo cliente, di Pietro Caliceti

ultimoclienteEsce in questi giorni per Baldini & Castoldi L’ultimo cliente, di Pietro Caliceti, un legal thriller italiano.

Il romanzo si concentra sulle azioni poco limpide delle banche e lo fa attingendo a piene mani su tematiche poco affrontate, o forse trattate negli ultimi anni solo da quelli impavidi di Report. Argomento attuale ma davvero difficile da presentare come romanzo, il rischio di perdere il filo narrativo per affondare in situazioni troppo tecniche è davvero alto.

Eppure, Pietro Caliceti riesce nell’impresa, pur non mancando di approfondimenti apparentemente troppo precisi, ma è bene anche sottolineare che data la complessità della vicenda alcune marcature erano necessarie. L’ultimo cliente racconta la disperazione dei piccoli imprenditori e liberi professionisti e parla di grandi gruppi bancari; la storia dell’avvocato Luca Pugliatti vittima di una crisi sempre più spietata verso i quarantenni, si intreccia con quella  di un imprenditore Stefano Galli, visionario ma con i piedi a terra quanto basta.

Ma non si tratta semplicemente di affari rischiosi, no. Sono le banche a rendere tutto impossibile e portare la visione a sfracellarsi verso il nulla. Non tutti, però, sono disposti a subire in silenzio…

Il romanzo è piacevole, i personaggi assolutamente realistici e non mancano interessanti risvolti psicologici, così come ogni loro sfumatura e conoscenza.

Si fermò. Ecco, l’aveva detto, aveva detto tutto. Ascoltò l’onda. La risacca delle sue parole.
Nessuno accennava a una mossa.
Sentiva i piedi di Galli picchiettare sotto il tavolo, vicino ai suoi.
Bevve un sorso d’acqua.
Tutti guardavano la Biancardi.
Che sorrise.

La storia regge, e ricorda molte vicende di cronaca, finite sui giornali per i drammatici finali, ma in questo caso l’autore ci accompagna per capire perché e come si arriva fino a quel temuto baratro. perché imprenditori solidi hanno rischiato fino a quel punto e come si sono fatti trascinare nella follia.

Più ci pensava, più la spirale delle sue visioni si concentrava solo su Zerioli. Poi si concentrò solo sul loro ultimo incontro, quella mattina. Poi si concentrò solo su quello che Zerioli aveva detto. Era come fare dei passi su una scala, e a ogni passo sentiva che l’agitazione saliva. C’era qualcosa, in cima alla scala. Ma cosa? Sentiva che era arrivato in qualche modo in cima, ma non capiva dov’era. Cos’aveva detto Zerioli? Non ricordava le sue parole.
Si alzò.
Andò in cucina a bere un bicchier d’acqua.
Sulla credenza trovò la cartelletta di Zerioli, l’aveva appoggiata lì quando era tornato a casa. La aprì.

Una lettura da non perdere, soprattutto se l’argomento interessa e si desidera approfondire tematiche così complesse.

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