Red Notice – Scacco al Cremlino, di Browder Bill

rednoticeRed Notice – Scacco al Cremlino, di Browder Bill, è una di quelle letture che ti inchiodano al divano e non ti concedono respiro; ma, l’aspetto più inquietante del romanzo è che è tutto vero. Non solo, ammetto che più volte mi sono dovuta ripetere che no, non si trattava di un racconto storico, e no, non era l’ennesima “favola” di 007 e affini. No.

La storia di Browder Bill parte dai primi anni novanta ma si sviluppa in tutta la sua tragedia nel 2010. Sei anni fa. I nomi dei politici che incontriamo sono gli stessi della cronaca attuale, e questo dettaglio disturba. Inutile girarci attorno, siamo convinti che determinate torture fisiche e psichiche, si siano fermate al passato, alla guerra fredda, a periodi storici lontani dal nostro quotidiano. Ne siamo talmente convinti che Red Notice – Scacco al Cremlino rappresenta un brutto e brusco risveglio. Certo, leggiamo le notizie, conosciamo la storia della Russia, sappiamo benissimo che non è un paese facile e prendiamo le distanze da molte vicende che la raccontano. Ma sono comunque vicende lontane da noi. Non ci appartengono, le assimiliamo, certamente le condanniamo, ma fondamentalmente non cambiano la nostra quotidianità.

Il romanzo di Browder Bill, invece, ci costringe a vedere il mondo, quello di oggi, quello che dovrebbe essere moderno e civile, con altri occhi, ci costringere a prendere coscienza di realtà attuali atroci, impossibili da perdonare.

La storia di Browder Bill è particolare, dopo una giovinezza passata più a combattere la storia della sua famiglia che a capire cosa realmente vuole dalla vita, finalmente chiarisce ogni dubbio con se stesso e decide di dedicare vita e lavoro alla Russia, o meglio ai capitali della Russia.  Diventa così uno dei più famosi uomini d’affari e fa la sua fortuna dirigendo il più grande fondo di investimento dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Hermitage Capital Management.

Molto interessante la prima parte del libro, dove Browder Bill racconta come è arrivato in Russia, i lavori, gli accordi, le intuizioni, per chi come me è acerbo di finanza il romanzo racconta senza fronzoli un mondo davvero ignoto.

Ma, Browder Bill si scontra con la corruzione russa,  nel 2007  un gruppo di funzionari di polizia fa irruzione negli uffici di Browder a Mosca e si appropria di 230 milioni di imposte che le aziende del suo fondo avevano pagato al governo russo. Eppure non sono la corruzione, l’inganno, la frode e la paura a sconvolgere Browder Bill ma la morte del suo avvocato: Sergei Magnitsky viene ucciso in carcere, picchiato a morte, nel 2009.

«La polizia ha fatto irruzione nella Credit Suisse a Mosca.»
«Cosa c’entra con noi?»
«Stanno cercando qualsiasi cosa che abbia a che vedere con la Hermitage.»
«Ma là non abbiamo nulla», gli feci notare.
«Vero, ma la polizia sembra non esserne al corrente.»
«Ma cosa stanno cercando?»
«Aspetta. Ho una copia del mandato di perquisizione.» Si allontanò dal telefono e tornò dopo una trentina di secondi. «Stanno cercando qualsiasi cosa che appartenga alla Hermitage Capital Management, alla Hermitage Capital Services, alla Hermitage Capital Asset Management e alla Hermitage Asset Management… ce ne sono altre due pagine. Vuoi che continui?»
«No.»
Sembrava che la polizia stesse giocando una strana partita di battaglia navale, usando tutti i possibili nomi della nostra società nella speranza di colpirci e affondarci. Quel dilettantismo mi fece quasi sorridere.

Da quel giorno Browder Bill ha dedicato la sua vita alla ricerca della verità, prima, e alla missione di rendere pubblica la verità, dopo. Perché pur essendo evidente l’omicidio di Sergei Magnitsky, governo e funzionari russi non intendono, ancora oggi, ammettere i fatti.

Non c’era modo di fare cambiare idea a Sergei. Sarebbe rimasto in Russia e noi non potevamo farci nulla. Era di un’altra generazione rispetto a Vladimir e Eduard. Questi ultimi due erano stati adulti durante l’era sovietica e avevano visto con i loro occhi quanto poteva essere volubile il governo russo. Se i potenti ti volevano fare arrestare, lo facevano. La legge non aveva nessuna importanza. Sergei, d’altro canto, aveva trentasei anni ed era cresciuto in un periodo in cui le cose avevano cominciato a migliorare. Non aveva visto la Russia com’era, ma come voleva che fosse.
Per questo non capiva che in Russia non erano gli uomini a dovere sottostare alla legge, ma la legge agli uomini.
E quegli uomini erano dei truffatori.

Browder Bill è riuscito  nel 2012, a far approvare dal Governo statunitense il Magnitsky Act

Il Magnitsky Act obbligherà il governo statunitense a creare e a rendere pubblica la lista di tutti gli ufficiali russi che violano i diritti umani in Russia, con il conseguente obbligo di vietare loro i visti d’ingresso nel paese e con l’inevitabile congelamento dei loro eventuali conti correnti presso gli istituti bancari degli States. Cominciando proprio dagli ufficiali giudiziari coinvolti in prima persona nella morte di Sergei Magnitsky, un avvocato russo che conduceva una forte battaglia anti-corruzione in Russia e che ebbe il coraggio di denunciare un intero gruppo di alti ufficiali di Polizia russa per una frode da più di 230 milioni di dollari. Per farlo tacere l’avvocato Magnitsky, fu a sua volta arrestato e imprigionato, dove morì in circostanze ‘misteriose’ nel 2009.

Fonte | loccidentale.it | 16 Dicembre 2012

Un libro che consiglio, per Natale, Carnevale, Pasqua, fate voi…. lo consiglio sempre, a tutti.

Red Notice – Scacco al Cremlino, Browder Bill,  Baldini & Castoldi,  2016,  Euro 19,00

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