una-giornata-dallaria-antica-377715

Una giornata dall’aria antica, di Antonella Serrenti

una-giornata-dallaria-antica-377715Nassiriya 12 novembre 2003.

Forse non tutti ricordano e alcuni riescono a malapena a rammentare la paura nascosta nella memoria, ma chi ha vissuto quel giorno, o in prima persona o perché una persona cara si trovava in quel luogo, non potrà mai dimenticare.

Apprezzo molto l’omaggio a Nassiriya pubblicato in questi giorni dalla Graphe.it edizioni, Una giornata dall’aria antica, di Antonella Serrenti, sia perché ci inchioda di fronte a quella lontana, per noi, realtà, ma anche perché tramite le parole di Antonella Serrenti ci permette di rivivere il dolore di chi c’era, di chi a casa attendeva una telefonata, quella telefonata capace di rovinare la vita o di permetterle di continuare a scorrere.

La scrittrice Antonella Serrenti racconta la storia di Antonella mamma, mamma di un figlio che ha deciso di fare il soldato e quel 12 novembre 2003 era di stanza a Nassiriya. Nel racconto Una giornata dall’aria antica, Antonella riesce a fondere la sua paura e angoscia di fronte al non sapere con le parole, le sentiamo scivolare sotto la nostra pelle, percepiamo nitido il suo terrore di aver perso l’amato figlio in un modo così anacronistico, perché la guerra è per noi occidentali una irrealtà lontana e folle. Una NON possibilità.

E con Antonella riprendiamo a respirare quando finalmente il telefono suona.

«Mamma sto bene, dai non piangere! Mi senti? Sto bene! Smetti di piangere e tranquillizzati. Mamma, adesso non posso stare al telefono, siamo tutti impegnati, ti chiamo più tardi, va bene? Prometti che non piangerai! Prometti! Ciao mamma ti abbraccio forte forte»

Ma la bravura di Antonella Serrenti va oltre la sua personale storia, la scrittrice infatti presta le sue parole ad altri attori, protagonisti indiretti e non di quella vicenda, adulti e bambini, vecchi e giovani, tutti appesi al filo della verità.

Che senso ha andare in Afghanistan, ti devi rendere conto che i talebani non vi vogliono. Non vogliono che ripariate le loro strade, non pretendono che costruiate le loro scuole (poi tu papà, non sei capace neanche di usare il trapano) o che scaviate i pozzi per cercare l’acqua.

Riporto un paragrafo del Comunicato Stampa:

Antonella Serrenti accompagna il lettore in un viaggio nella memoria, lo fa prendendolo per mano e portandolo di casa in casa, dal dolore all’indifferenza, fino al cinismo della politica. Partendo dalla sua reale storia si intreccia ad altre vite, immagina la sofferenza, l’ansia e la paura. Ma la sensibilità di Antonella va oltre al dolore italiano, e nel momento della conclusione abbraccia anche il piccolo Zarif, troppo piccolo per comprendere il male del mondo adulto.

Una giornata dall’aria antica, Antonella Serrenti, Graphe.it edizioni, 2016, Euro 9,90, eBook Euro 4,49

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *