Monthly Archives: February 2017

L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso

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88116716399788811671633-3-300x453Piacevole, divertente, un romanzo che funziona. Presento così L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso, perché semplicemente è vero.

Inoltre, cita Manuel Vázquez Montalbán, quindi vince a mani basse.

Ma andiamo con ordine, abbiamo un giallo, un giallo italiano, ma finalmente abbiamo un giallo senza commissario, o meglio, il commissario c’è ed è anche incantevole, ma non è lui il protagonista di questa storia. La protagonista non è nemmeno una patologa, una poliziotta con i tacchi a spillo…. no, la protagonista è una donna di circa trent’anni, una ghostwriter di Torino, una ghostwriter in stile dark punk, anche se oramai ha abbandonato da tempo quell’etichetta ed è rimasta dark solo nel guardaroba. Una sorta di Lisbeth Salander gentile, senza il pallino dell’informatica e della sicurezza.

Vani, questo è il suo nome, è una donna che non ama la confusione, fa dannatamente bene il suo lavoro e vuole semplicemente essere lasciata in pace. Scrive libri di altri, o meglio scrive libri che poi verranno venduti a nome di altri autori. Vani è una donna complicata, molto complicata, e non ama interferenze. Accetta qualche contatto solo da parte della vicina di casa adolescente, perché la ritiene molto intelligente.

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Le lacrime di Borromini. Le indagini del commissario Bertone, di Fabio Bussotti

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9788899423513_0_0_300_80Il commissario Bertone non è proprio quel genere di sbirro che ci piacerebbe incontrare, quello da telefilm per intenderci. No, Flavio Bertone è di mezza età, avanzata, non bello, bestemmiatore, mezzo alcolizzato (il mezzo glielo concedo), discretamente antipatico, incapace di entrare in empatia con il prossimo. L’antieroe perfetto. Le lacrime di Borromini, di Fabio Bussotti, è il terzo romanzo della serie, e dimostra di aver superato la sfida del “Ancora un commissario?!?! Ma non dovevano smetterla?” , perché se la parola commissario ci fa venire in mente Montalbano di simile le due serie hanno appunto solo quello: la parola.

L’indagine è ambientata in una calda Roma ma se inizialmente sembra un complicato omicidio diventa sempre più macabra e irreale man mano che prosegue, tanto da scomodare servizi segreti e Vaticano.

Lo stile è distaccato, realistico, quasi a volerci raccontare sì questa storia ma con pacato fastidio. L’amore è presente e burrascoso, abbiamo una ex moglie psicopatica, una ex amante definitivamente ex, e una infermiera tanto buona e pia, e decisamente sfigata: tra ictus e tumori e solitudine non le manca nulla,  che non ci azzecca nulla con il nostro commissario, eppure…

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Camera 101 – L’osceno è la radice del piacere, di Enea Tonon

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51091rEFrmLNon è facile scrivere e raccontare il sesso, o l’amore che potrebbe, ma non necessariamente, nascere da esso. Non è facile perché stereotipi e ovvietà rischiano spesso di intrecciarsi per perdesi nel cammino.  Camera 101 – L’osceno è la radice del piacere, di Enea Tonon, è un romanzo intrigante, una storia che pur raccontando il sesso non diventa sua succube, non accontenta i maliziosi e non disincanta il lettore. Una storia come tante, eppure costruita con maestria e capace di mantenere l’equilibrio.

Una storia che potrebbe non piacere ai più romantici, pur narrando l’amore, un tipo d’amore. Non potrebbe piacere, scrivevo, perché cruda, irrazionale, priva di quei passaggi quasi obbligati che la letteratura ci ha insegnato ad accogliere, intrecciata senza badare alle comuni linee temporali. Violenta, passionaria.

A mio avviso però quanto appena descritto è solo apparenza, perché se dovessi trovare una parola per sintetizzare questo romanzo sceglierei “realistico”.

Dannatamente realistico.

Una lettura interessante. Non per tutti, mai volgare o troppo spinta, semplicemente troppo realistica.

L’informatore, di John Grisham

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downloadJohn Grisham non delude mai, è un dato di fatto. Ovvio, devono piacere le sue storie asciutte, lo stile strigliato, narrativo e concreto, ma, se cercate un thriller con tutti i dettagli al loro posto e la giusta dose di suspense… i suoi romanzi catturano, sempre.

Non fa eccezione L’informatore, conciso, diretto, capace di narrare una storia complessa, articolata dai molti personaggi senza mai perdersi in inutili dettagli. Vero protagonista del suo ultimo romanzo la corruzione, quella che conquista anche le persone inizialmente per bene, quella che a furia di ricchezza e potere cambia e modifica intere comunità.

Un giudice corrotto, una comunità indiana alla deriva, mafia, e ovviamente i buoni, quelli che, nonostante il pericolo, vogliono scoprire la verità per fermare la macchina del male.

Certo, John Grisham  divide il mondo in bianco e nero, buoni e cattivi, cattivissimi, ma a noi, comuni lettori, piace anche per questo.

L’informatore, John Grisham , Mondadori, 2016, Euro 22,00, ebook 9,00 Euro