Monthly Archives: March 2017

Gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin

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 gli-occhi-neri-di-susan_8575_Gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin, è una lettura piacevole nonostante sia ingannevole; non è un thriller, nel senso che non ha, sebbene in realtà vorrebbe, quella giusta dose di suspance, non è un giallo, non è psicologico, anche se uno dei coprotagonisti è uno psichiatra. Ama ballare con il tempo , e lo fa molto bene, passato e presente sembrano intrecciarsi presentando al lettore un unico racconto sensato e coerente. Anche se l’assassino appare abbastanza scontato, nonostante tutto.

Come accennavo il romanzo si basa su continui salti temporali, il ieri che presenta la protagonista Tessa appena dopo la terribile vicenda che l’ha vista protagonista: è stata ritrovata viva in una fossa, sepolta da ossa, e priva di memoria. E l’oggi: Tessa vent’anni dopo, mamma di una splendida adolescente e convinta di aver contribuito a condannare a morte un uomo innocente.

Gli altri personaggi sono il poliziotto figo e buono, l’ex amica presente nel ieri ma scomparsa nell’oggi, lo psichiatra.

Come scrivevo all’inizio, il romanzo è piacevole e intreccia bene i vari sbalzi temporali, un po’ troppo angoscioso a tratti ma nell’insieme coerente, abbastanza. Il punto che più mi ha lasciata perplessa è che non viene spiegato il perché il colpevole è così perverso. Manca il movente. Semplicemente è pazzo, questa è una spiegazione che non mi basta.

Per concludere, un romanzo che si fa leggere, senza troppe pretese.

Gli amici del fiume, di Guia Risari, ill. G. Rossi

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Amicidelfiume-Risari-1Vi siete mai soffermati ad ascoltare la natura? Io sì, spesso, e rimango sempre affascinata da quella sensazione, quelle chiacchiere, sussurri, parole o canzoni, come a voler sottolineare quanto sia viva. A volte mi sento un’estranea di fronte alla sua enorme meraviglia, altre, mi accoglie come a volermi parte del tutto. Guia Risari in Gli amici del fiume riesce a dar voce a quella natura, scopre i sussurri, i segreti, l’amore e le paure, traducendo il tutto per noi, permettendoci così di comprendere ogni più piccolo dettaglio.

La natura sulla riva di un fiume, imprevedibile, ci presenta un riccio, un’anatra e una lepre, desiderosi di imparare a nuotare; l’anatra, la più esperta, dovrebbe insegnare questa pericolosa arte ai suoi amici.

I tre amici a quel punto si sedettero vicini sul bordo del fiume, facendo penzolare le zampe in acqua ma stando ben attenti a non cadere. L’acqua era piacevolmente fredda. Si scambiarono uno sguardo che raccontava tutta la loro meraviglia.

«Com’è trasparente» sospirò Adamo.

«Morbida» aggiunse Taddeo.

«Imprevedibile» concluse Nina.

E quella fu la loro prima lezione di nuoto.

Vengono presentati così i nostri eroi, tre esploratori del mondo, coraggiosi ma anche intimiditi e impauriti da ciò che non conosco. Come a voler abbracciare il ragazzo che legge, sussurrando nel suo orecchio che è normale aver paura, la vita è una continua scoperta, ma se affrontiamo il viaggio con coraggio possiamo imparare mondi meravigliosi.

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