Fuga dal campo 14, di Blaine Harden

5672082_297662Fuga dal campo 14 è la biografia della vita di Shin Dong-hyuk, unico uomo nato in un campo di prigionia della Corea del Nord riuscito a fuggire, e soprattutto a rimanere in vita. Il libro, scritto dal giornalista Blaine Harden, sottolinea crudeltà e incredibili verità, ma soprattutto riesce a scuotere chiunque abbia un minimo di empatia, chiunque conosca la storia. Perché questi fatti raccontati non appartengono al passato ma sono parte reale di questa moderna era.

Ovviamente la vicenda è incredibilmente dolorosa, sia da un punto di vista umano, fisico, ma anche e soprattutto per l’evidenza della violenza psicologica. Shin è nato nel Campo 14, la sua unica colpa è avere dei legami parentali con persone considerate nemiche dalla Corea del Nord. Nascere e vivere in un campo di prigionia, campo che bisogna sottolinearlo richiama alla memoria i campi di concentramento nazisti, toglie qualsiasi speranza. Shin non sa cosa significhi la parola libertà, non ha speranze di cambiare un domani la sua vita, di rivedere i suoi cari, di venire liberato. Shin non ha mai sentito la parola amore. Non ha termini di paragone, il prima e il dopo si fondono insieme. Quello che gli viene insegnato fin da bambino è la verità.

Il mio primo ricordo avrò avuto quattro anni, è un’esecuzione. Quel giorno ero con mia madre. Ci siamo infilati tra la folla, io mi sono fatto largo tra le gambe degli altri detenuti. Per raggiungere la prima fila. Di fronte alle guardie con le armi puntate, c’era un uomo legato a un palo. Per evitare che urlasse, maledicendo magari il governo nordcoreano, gli avevano riempito la bocca di sassi. Poi ricordo un paio di colpi, la morte dell’uomo e il silenzio.

Dall’infanzia all’età adulta, ai tradimenti per sopravvivere

  1. CHIUNQUE AVVISTI UN FUGGITIVO O UNA FIGURA SOSPETTA È TENUTO A DENUNCIARLO IMMEDIATAMENTE. Chiunque offra copertura o protegga un fuggitivo verrà fucilato all’istante. Chiunque conservi o nasconda gli averi di un fuggitivo, cospiri con lui oppure ometta di denunciarlo verrà fucilato all’istante.

Shin riesce a fuggire in maniera incredibile, sopra al corpo dell’amico fulminato dalla corrente del recinto. Dal campo in Cina, poi in Corea del Sud, per volare dopo anni in America, inizialmente Shin ha solo un grande bisogno: soddisfare la fame. Non si fida degli altri, ha gli incubi, non riesce a socializzare, alieno nel mondo fatica a trovare una stabilità.

L’aspetto più incredibile del libro, a mio avviso, è l’insofferenza psichica del protagonista, leggendo si ha la percezione chiara della sua instabilità emotiva, la sua incapacità di affrontare un futuro così diverso da come glielo avevano descritto e imposto. Nonostante la fragilità umana spicca la forza di volontà: voglio vivere, sembra urlare in ogni riga del testo.

Proprio perché mi pare evidente che la sofferenza sia tangibile sono rimasta di sasso nel leggere le accuse di falsità che negli anni hanno accompagnato Shin, certamente ha ritrattato alcuni eventi, eventi dell’infanzia soprattutto, certo forse alcuni aspetti di quella dolorosa vita erano semplicemente troppo per venire raccontate. Shin prova ancora oggi molta vergogna, lo afferma spesso nel libro. Ma come possiamo dichiarare falso tutto il suo racconto? I campi in Nord Corea ci sono, questo lo dimostra Google Earth, non sappiamo esattamente in che condizioni vivano i prigionieri ma solo il fatto che all’interno di quelle realtà vivano bambini dovrebbe farci intuire che la realtà non è né semplice né spiegabile con la sola parola “Prigione”. Le dieci regole del Campo 14 da sole dovrebbero farci riflettere, e siamo nel 2017 non stiamo parlando del 1945.

Negli articoli che ho trovato in rete spicca la volontà di voler denigrare la biografia di Shin dandogli semplicemente del bugiardo, bugiardo perché pare che la denuncia della madre e del fratello non sia in realtà vera, e la tortura non ci fu in seguito al suo piano di fuga ma dopo diverse tentate fughe… Davvero stiamo giudicando se la tortura ci fu per un tentativo di fuga o dopo diverse fughe? Ma siamo impazziti? Le torture su Shin ci furono, lo testimoniano le cicatrici sul suo corpo, fotografate e descritte dal giornalista. Condanno quelle cicatrici, se poi volete cercare il cavillo fate pure.

LE DIECI REGOLE DEL CAMPO 14
1. NON PROVARE A SCAPPARE
Chiunque venga sorpreso a tentare una fuga verrà fucilato all’istante.
Ogni testimone che non denunci un tentativo di fuga verrà fucilato all’istante.
Chiunque assista a un tentativo di fuga deve avvisare immediatamente una guardia.
È vietato formare gruppi di due o più persone per escogitare un piano o provare a scappare.

 

2. È VIETATO FORMARE GRUPPI DI PIÙ DI DUE PRIGIONIERI
Chiunque venga sorpreso in compagnia di uno o più prigionieri senza il permesso di una guardia verrà fucilato all’istante.
Chiunque si introduca nel villaggio delle guardie o danneggi la proprietà pubblica verrà fucilato all’istante.
È vietato superare in uno stesso gruppo il numero di prigionieri stabilito dalla guardia al comando.
Fuori dal lavoro, i prigionieri non possono formare alcun tipo di gruppo senza permesso.
Durante la notte tre o più prigionieri non possono spostarsi insieme senza l’autorizzazione della guardia al comando.

 

3. NON RUBARE
Chiunque venga sorpreso a rubare o in possesso di armi verrà fucilato all’istante.
Chiunque non denunci o aiuti un prigioniero che abbia rubato o possieda armi verrà fucilato all’istante.
Chiunque venga sorpreso a rubare o a nascondere cibo verrà fucilato all’istante.
Chiunque danneggi di proposito il materiale utilizzato nel campo verrà fucilato all’istante.+

 

4. AGLI ORDINI DELLE GUARDIE BISOGNA OBBEDIRE INCONDIZIONATAMENTE
Chiunque si comporti in modo astioso nei confronti di una guardia o la aggredisca fisicamente verrà fucilato all’istante.
Chiunque non dimostri di attenersi totalmente alle istruzioni delle guardie verrà fucilato all’istante.
Non è permesso rispondere o lamentarsi con le guardie.
Di fronte alle guardie bisogna inchinarsi in segno di rispetto.

 

5. CHIUNQUE AVVISTI UN FUGGITIVO O UNA FIGURA SOSPETTA È TENUTO A DENUNCIARLO IMMEDIATAMENTE.
Chiunque offra copertura o protegga un fuggitivo verrà fucilato all’istante.
Chiunque conservi o nasconda gli averi di un fuggitivo, cospiri con lui oppure ometta di denunciarlo verrà fucilato all’istante.

 

6. I PRIGIONIERI DEVONO TENERSI SOTTO CONTROLLO A VICENDA E DENUNCIARE IMMEDIATAMENTE QUALSIASI COMPORTAMENTO SOSPETTO
Ogni prigioniero è tenuto a controllare gli altri ed essere sempre vigile.
Bisogna controllare da vicino le parole e la condotta degli altri prigionieri. Se qualcosa desta sospetti, è necessario avvisare immediatamente una guardia.
I prigionieri devono partecipare con convinzione agli incontri di lotta ideologica e censurare sé e gli altri.

 

7. OGNI PRIGIONIERO DEVE PORTARE A TERMINE TUTTO IL LAVORO CHE GLI VIENE ASSEGNATO QUOTIDIANAMENTE
Se i prigionieri trascurano il lavoro quotidiano o non riescono a raggiungere la quota di produzione desiderata, si penserà che nutrano del risentimento e per questo verranno fucilati all’istante.
Ogni prigioniero è unicamente responsabile della propria quota di produzione.
Raggiungere la propria quota di produzione equivale a purgarsi dei propri peccati e ricompensare lo Stato per la clemenza mostrata.
La quota di produzione stabilita da una guardia non può essere discussa.

 

8. FUORI DAL LUOGO DI LAVORO NON È AMMESSA INTERAZIONE TRA PERSONE DI SESSO DIVERSO PER MOTIVI PERSONALI
In caso di contatto fisico di tipo sessuale non preventivamente approvato, i responsabili verranno fucilati all’istante.
Fuori dal luogo di lavoro, prigionieri di sesso diverso possono comunicare solo se autorizzati.
È vietato introdursi nei bagni destinati all’altro sesso se non autorizzati.
Senza una ragione speciale, due persone di sesso opposto non possono tenersi per mano o dormire una di fianco all’altra.
I prigionieri possono recarsi negli alloggiamenti per membri del sesso opposto solo se autorizzati.

 

9. I PRIGIONIERI DEVONO PENTIRSI SINCERAMENTE DEI PROPRI ERRORI
Chi non ammette i propri crimini e anzi li nega o li interpreta in maniera deviante verrà fucilato all’istante.
È necessario riflettere profondamente sui crimini commessi contro il proprio paese e la propria società, e sforzarsi di purgarsene.
Solo dopo aver riconosciuto i propri peccati e averci riflettuto a lungo un prigioniero può ricominciare da capo.

 

10. I PRIGIONIERI CHE VIOLANO LE REGOLE E I REGOLAMENTI DEL CAMPO VERRANNO FUCILATI ALL’ISTANTE
Ogni prigioniero deve vedere in ogni guardia un maestro, e attenendosi alle dieci regole del campo piegarsi al duro lavoro e alla disciplina per potersi ripulire degli errori passati.

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