Gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin

 gli-occhi-neri-di-susan_8575_Gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin, è una lettura piacevole nonostante sia ingannevole; non è un thriller, nel senso che non ha, sebbene in realtà vorrebbe, quella giusta dose di suspance, non è un giallo, non è psicologico, anche se uno dei coprotagonisti è uno psichiatra. Ama ballare con il tempo , e lo fa molto bene, passato e presente sembrano intrecciarsi presentando al lettore un unico racconto sensato e coerente. Anche se l’assassino appare abbastanza scontato, nonostante tutto.

Come accennavo il romanzo si basa su continui salti temporali, il ieri che presenta la protagonista Tessa appena dopo la terribile vicenda che l’ha vista protagonista: è stata ritrovata viva in una fossa, sepolta da ossa, e priva di memoria. E l’oggi: Tessa vent’anni dopo, mamma di una splendida adolescente e convinta di aver contribuito a condannare a morte un uomo innocente.

Gli altri personaggi sono il poliziotto figo e buono, l’ex amica presente nel ieri ma scomparsa nell’oggi, lo psichiatra.

Come scrivevo all’inizio, il romanzo è piacevole e intreccia bene i vari sbalzi temporali, un po’ troppo angoscioso a tratti ma nell’insieme coerente, abbastanza. Il punto che più mi ha lasciata perplessa è che non viene spiegato il perché il colpevole è così perverso. Manca il movente. Semplicemente è pazzo, questa è una spiegazione che non mi basta.

Per concludere, un romanzo che si fa leggere, senza troppe pretese.

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