Il coniglio bianco, di Nino Treusch

coniglio biancoUn romanzo strano Il coniglio bianco, di Nino Treusch, ma non per questo meno piacevole. Strano per diversi motivi, uno su tutti è particolarmente inquietante, sebbene si tratti di una storia che vede molti personaggi intrecciare il loro destino,  il protagonista indiscusso è il telefono cellulare. Un oggetto che ognuno di noi usa quotidianamente, un oggetto che probabilmente in molti odiamo ma che in realtà ci scopre a non poterne fare a meno; un oggetto che per alcuni è diventato una firma, una dimostrazione di stato, una moda.

Ne cambiamo tanti, scarichiamo ogni app reperibile, scriviamo messaggi e siamo sempre connessi, non solo gli adolescenti, sia chiaro: tutti noi. E se fino a qualche anno fa l’età del primo cellulare era dai 14/15 anni, oggi i bambini di 8 anni sfoggiano ultimi modelli da capogiro.

Il coniglio bianco, è inquietante. Perché la sua trama complessa prende in esame proprio questo uso sconsiderato del cellulare. E sebbene sia una storia, appunto, quindi si presume una storia inventata, spero,  i danni che può provocare il cellulare è argomento discusso, o almeno dovrebbe. Perché è innegabile che l’interesse verso i possibili effetti collaterali venga mitigato dal nuovissimo super modello in commercio. Quindi facciamo tutti finta di niente, sperando che la mancanza di dati disponibili per accertare i danni collaterali sia sinonimo di nessun danno collaterale. Assurdo, ma il romanzo di Nino Treusch, avvalendosi di scene da 007 e incredibili colpi di scena,  fa proprio questo: fa riflettere su quel “non sappiamo” che a volte la scienza , o il mercato, ci vende come verità. Dato che non abbiamo sufficienti dati per valutare non è vero.

Un romanzo strano accennavo all’inizio del post, perché oltre a portare il lettore a riflettere in maniera determinante sull’uso del cellulare, è anche scritto in maniera originale, scritto e strutturato.

Perché la narrativa ha le sue regole, e quando queste vengono stravolte i risultati possono essere, a mio avviso, due: un coraggioso bel libro, una cosa illeggibile. Il Coniglio bianco appartiene alla prima categoria.

I protagonisti, scrivevo, non uno , non due ma molti, ben descritti, caratterizzati, privi di inutili abbellimenti ma diretti, inequivocabili. Un inizio che semplicemente fa sorridere, anche se lontano dall’argomento principale del romanzo, il coniglio morto e risorto è semplicemente geniale.

Veloce, capace di creare empatia tanto che alcune scelte davvero spiazzano il lettore; il ritmo incalzante fa cambiare punti di vista senza mai perdere il filo narrativo.

Un gran bel libro, non occorrono complotti a volte basta informarsi sulla realtà.

Il coniglio bianco, Nino Treusch, De Agostini, 2017, Euro 9,90

 

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