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L’Ammerikano di Pietro De Sarlo

51uz4JpsJ3L._SX329_BO1,204,203,200_Interessante, molto interessante, L’Ammerikano di Pietro De Sarlo è un romanzo dalle tante interpretazioni e sfaccettature; Pietro De Sarlo non si accontenta di una storia e di un solo stile narrativo, ma stuzzica il lettore con tante storie e diversi stili, quasi a voler confondere, inizialmente, per poi portare tutti i fili verso una, unica e sola, conclusione.

Le vicende narrate partono da Monte Saraceno e si spostano in America per poi tornare in patria. Ma il viaggio oltre a spostare le vie terrene analizza anche periodi storici differenti, tanto da trovare una motivazione ereditaria anche per scelte e conclusioni totalmente opposte.

“Vince’ tu si’ fesso!”
Vincenzo Ametrano avvertiva l’aria di burrasca domestica da lontano, già a metà della salitella che percorreva tutte le sere per andare dalla sua bottega, vicino alla piazza del paese, fino a casa. Quella sera però l’aria di burrasca l’aveva sentita addirittura mentre abbassava la saracinesca del negozio, il che voleva dire che quella in arrivo era proprio bella grossa.
Appena percepiva la bufera che si avvicinava, faceva mentalmente l’elenco delle cose che sua moglie avrebbe potuto rimproverargli, ma non gli veniva mai nulla in mente. Almeno tra quelle che poteva sapere, perché in realtà qualcosa di grosso da nascondere e rimproverarsi c’era eccome.

Monte Saraceno è un paesino dell’ Appennino lucano, piccolo, a tratti addormentato, ma capace di risvegliare intere nazioni se necessario, solo che spesso non valuta necessaria la fatica, perché Monte Saraceno ha la sua storia, le sue radici, la sua vita quotidiana, e da solo meriterebbe un romanzo. Ma non è questo il caso, perché l’autore pur presentando passato e presente di questo teatro di vita, narrando le vicende che maggiormente caratterizzano i suoi abitanti, e soffermandosi sulla storica famiglia del luogo: gli Ametrano, intreccia quella realtà a un thriller Americano, di quelli dove nessuno è il buono, dove mafia e killer vanno a braccetto e solo la vendetta può fare la differenza.

Se la maggior parte dei protagonisti di questa storia sono di Monte Saraceno, lui, l’Ammerikano Matteo, non lo è affatto, anzi: lui è un killer che vive solo ed esclusivamente per vendetta.  Eppure, anche i killer si innamorano, e se ti innamori a Monte Saraceno qualcuno potrebbe avere qualcosa da ridire…

Si inginocchiò rivolgendo gli occhi al cielo e, nel suo delirio, offrì la propria vita al Destino, implorandolo di prendersela. Attese per lunghe ore in una prolungata agonia, ma non accadde nulla. La barca rimaneva ormeggiata tranquilla sotto la pioggia, attaccata ad un molo deserto. Allora Wilber fece un patto col Destino: non avrebbe più ucciso innocenti, a costo della sua vita, e se avesse mancato la parola, il Destino lo avrebbe preso: gli era stata concessa una nuova ed ultima occasione.

Romanzo molto interessante, le diverse trame e le tante storie si intrecciano abilmente senza mai creare confusione o annoiare, le vicende italiane sembrano uscire dai grandi classici, caratterizzanti e stereotipate al punto giusto; mentre le vicende americane, a mio avviso, vogliono fare il verso ai tanti, troppi, gialli in stile “sparatutto”, ma l’autore riesce a trasformare anche il più ovvio dei personaggi per donarlo alla complicata, complicatissima, realtà italiana.

Ben fatto, davvero. Un romanzo da leggere!

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