MAD. Nessun limite, di Chloé Esposito

f20ec78a95bc5710dcb762cd3af75fdbdabd03Non posso definire MAD un thriller, perché questo romanzo di Chloé Esposito è molto di più , è un manuale di psicoanalisi, un concentrato di emozioni. Una storia folle, ricca di stereotipi, soprattutto riferiti al nostro bel paese e alla Mafia, trova spazio persino Falcone, ma miscelato in maniera talmente fuori da ogni logica da apparire … fuori ogni logica, appunto.

Credo che Mad sia uno di quei romanzi che o piace da impazzire, per ritmo e follia, qui abbiamo l’antieroe per eccellenza e si tratta addirittura di una cattiva ragazza, o lo si odia senza mezzi termini, proprio per quella velocità di narrazione che rischia di ubriacare di parole.

Perché lo definisco un romanzo da psicoanalisi? Alvina e Elisabeth Knightley sono due gemelle, identiche in tutto tranne che nel carattere e nella fortuna. Buia e scontrosa la prima, perfetta e invidiabile la seconda. Ah sì, c’è un altro piccolo dettaglio Alvina ha gli organi interni posizionati dall’altra parte del corpo rispetto al normale.

C’è una cosa che dovete sapere: il mio cuore è al posto sbagliato. Tutti i miei organi interni si trovano sul lato opposto rispetto al normale. Sono fatta a rovescio: uno scherzo della natura. Sette miliardi di persone su questo pianeta hanno il cuore sul lato sinistro. Il mio è a destra. Non vi sembra un segno?
Il cuore di mia sorella è al posto giusto. Elizabeth è perfetta, dall’inizio alla fine. Sono l’immagine speculare della mia gemella, il suo lato oscuro, la sua ombra. Lei ha ragione e io ho torto. Lei è destrorsa e io mancina. Sono la sorella sinistra. Beth è un angelo, e quindi io cosa sono? Aspettate a rispondere…

 

Questo inizio è d’effetto, davvero intrigante, personalmente mi è piaciuto moltissimo. La storia è raccontata in prima persona, da Alvina appunto, la sua infanzia infelice viene racontata all’inizio di ogni capitolo come a voler giustificare la cattiveria che la contraddistingue. I continui paragoni della madre “tua sorella si che è brava; ma perché non sei come tua sorella….” I regali fatti solo alla sorella buona, le feste solo per l’altra… l’insieme è drammatico. E funziona. 

Il mio primo ricordo? Quando ho infilato gli aghi nella bambola di Beth. Non chiedetemi perché, non ne ho idea. Avrò avuto tre o quattro anni. Non sapevo neanche cosa fosse il vudù. Ma un giorno ho trovato la sua bambola e ho pensato che sarebbe stato divertente infilzarla. E lo è stato. Mi sembra ancora di vederla, sdraiata su quel comò: lunghi capelli biondi e grandi occhi azzurri, palpebre che si aprivano e si chiudevano da sole quando le muovevi la testa. Tirala su: gli occhi si aprono. Falla sdraiare: gli occhi si chiudono. Apri. Chiudi. Apri. Chiudi. Che spasso.

A questo punto l’odio sembra l’unica possibilità, eppure Alvina non odia Beth, semplicemente non la vuole più vedere. Ma un giorno, per una serie di incredibili avvenimenti, riesce a sostituirsi alla sua splendida vita. Beth è ricca, ha sposato un adone, vive in una super villa a Taormina (e qui si può intuire da dove arrivi la Mafia…), indossa dei sandali bellissimi.

Lei ha tutto, Alvina non ha niente.

Sostituirsi alla gemella identica è possibile? O ci sono dettagli che nemmeno l’essere uguali può nascondere? E una volta iniziato a “comportarsi da cattiva” è possibile smettere?

A parte qualche spunto un po’ troppo superficiale, il romanzo funziona, sempre se amate gli omicidi, inseguimenti e incredibili colpi di scena; il ritmo non cala mai, e questo è notevole, e Alvina è un personaggio davvero insolito, la regina delle antieroine.

MAD. Nessun Limite, Chloé Esposito, 2017, TRE60, Cartaceo Euro 14, 28, Ebook Euro 6,99

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