Non è colpa dei bambini, di Daniele Novara

Non è colpa dei bambiniProbabilmente Daniele Novara era consapevole che il suo libro “Non è colpa dei bambini. Perché la scuola sta rinunciando a educare i nostri figli e come dobbiamo rimediare. Subito“, Rizzoli 2017, avrebbe scatenato un vespaio. Ne era talmente consapevole da scomodare i numeri: i numeri non mentono, direbbe qualcuno, vero, ma i numeri a volte sono interpretabili. Così Daniele Novara oggi viene acclamato da una parte, e contestato ferocemente dall’altra.

A mio avviso ciò che scrive Daniele Novara è semplice buon senso, concreto buon senso. Quel buon senso che tanto viene richiesto oggi, scritto, acclamato, ma che evidentemente ci è ancora sconosciuto.

Il libro parte da un’analisi dei numeri, perché se vespaio deve essere almeno che sia sensato: le certificazioni sono aumentate, abbiamo molti DSA, BES, ADHD sembrano parolacce ma in realtà si tratta di bambini a cui hanno diagnosticato un disturbo più o meno grave, gli insegnanti di sostegno sono aumentati, le spese sono aumentate, un aumento complessivo notevole. La prima domanda che mi sono posta è: c’è un epidemia in atto o semplicemente abbiamo oggi personale medico più competente e presente rispetto a ieri?

È fondamentale fare chiarezza sulla sostanziale differenza tra le difficoltà che un bambino o un ragazzo può incontrare a causa dell’immaturità del suo sviluppo e una patologia vera e propria. La mia impressione è che nel dubbio si scelga la via della certificazione, quasi per non correre rischi, quasi per non lasciare i genitori “senza una risposta”.

Credo che la verità stia nel mezzo, mi spiego, sicuramente le competenze mediche sono aumentate, così come gli strumenti per poter aiutare questi bambini, ma è anche vero che oramai non accettiamo l’errore, non accettiamo la difficoltà, fatichiamo a trovare altri mezzi per aiutare il bambino.

Daniele Novara lancia un grido d’allarme, e credo che questo suo lavoro deve essere uno spunto di riflessione, non certo un motivo per fissarsi ognuno nelle sue convinzioni. Non sono un’esperta dell’argomento, ma sono mamma, ho due bambini, e alcuni degli episodi che racconta Novara nel libro li ho visti accadere o li ho sentiti raccontare, dallo screening a tappeto ai nanetti di cinque anni, con conseguente scheda illeggibile per un normale genitore, giuro ancora oggi mi chiedo cosa diamine volesse dire la logopedista con quei termini, alla richiesta di visita neurologica perché legge un po’ più lento degli altri o nell’ultima scheda ha preso “solo” 8.

L’errore è una forma di apprendimento e i genitori si ritrovano spaesati di fronte a queste nuove richieste della scuola, anche perché non siamo medici e ci fidiamo di chi si prende cura dei nostri figli.

Di contro, Novara sottolinea che a volte il buon senso manca anche dalla parte dei genitori, normali regole di vita vengono ignorate, e così il bambino nervoso, che va a letto ogni sera alle 23:30 perché deve guardare la tv, viene diagnosticato ADHD. Se da un lato i medici si dimenticano sempre più spesso che anche il colloquio clinico è importante, chiedere, domandare, conoscere il paziente è una tappa fondamentale del processo di diagnosi, dall’altra anche noi genitori… insomma non ci vuole una laurea in medicina per capire che un bambino ha bisogno di più ore di sonno!

I genitori sono la più grande risorsa che i bambini e ragazzi hanno a disposizione: la vera strategia vincente consiste nel sostenere il loro ruolo educativo.

Un libro utile ai genitori, forse fastidioso per esperti&co, ma necessario per fare il punto della situazione. Un libro da accogliere, per riflettere non certo da attaccare.  I bambini non sono certo il problema, semmai il problema siamo noi adulti, e se un bambino non comprende, è in difficoltà, mostra dei segnali di disagio, la colpa, se di colpa vogliamo parlare, non è mai sua. Ma dell’adulto. Sempre.

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