L’altare dell’Eden di James Rollins, recensione

James Rollins ha le idee chiarissime sulle differenze sostanziali tra cattivi, cattivissimi e buoni, L’altare dell’Eden delinea fin da subito questo dettaglio. Avventura e suspance assieme a una buona dose di scienza genetica sono gli ingredienti che rendono apprezzabile il libro, a patto che non siate alla ricerca di trame gialliste e complicate.

Indipendentemente dai gusti, l’avventura nel genere Hollywood dal ritmo incalzante può piacere o meno, un aspetto del romanzo è, a mio avviso, ottimo: l’accuratezza dell’autore nel riportare le nozioni scientifiche e soprattutto la capacità di renderle alla portata di tutti.

Protagonisti della storia Lorna, una veterinaria specializzata nella ricerca e analisi delle specie in via d’estinzione e Jack un militare agente speciale, di quelli che scaricano il caricatore della pistola in mezzo minuto. Bella, bionda e intelligente lei, bello, muscoloso e onesto lui. Perfetti.

Tantissimi i fatti che si susseguono a ritmo veloce accompagnati da una costante: la ricerca genetica illegale sugli animali, e sugli uomini, esperimenti biotecnologici condotti per fini militari.  I limiti estremi della scienza e della ricerca, e il ritenersi nel giusto, sono i principali aspetti che l’autore evidenzia, puntando il dito sull’uomo e sulla sua fallibilità.

Oltre la trama del romanzo è evidente la denuncia di James Rollins, osare troppo e sostituirsi a Dio oltre a far soffrire in maniera abominevole le cavie, animali, scatena dei rischi incontrollabili, soprattutto se governati dall’avidità umana.

Autore: James Rollins
Titolo: L’altare dell’Eden
Editore: Nord
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 19,60 euro
Pagine: 468

La ragazza con le pistole di Celia Rees, eroine coraggiose e cavalieri bellissimi

Pur non ritenendo i romanzi di Celia Rees dei capolavori internazionali, ammetto che il ritmo veloce e le avventure rocambolesche dei suoi personaggi conquistano, a volte inciampano ma riescono a mantenere viva l’attenzione del lettore che alla fine del testo si ritrova a fare il tifo per i buoni e ad odiare i cattivi pur non avendone alcuna intenzione. Le donne che prendono vita dalla scrittura di questa autrice sono eroine allo stato puro, siano esse streghe, pirate, o ricche signore, colme di coraggio e ardore come si conviene ad un’eroina che si rispetti.

La ragazza con le pistole assomiglia molto a uno Zorro al femminile, giovane, ricca e immancabilmente donna Sovay rifiuta l’agio del suo stato che pare annoiarla, solo per qualche notte non esageriamo pizzi e merletti la attendono al ritorno, per indossare la maschera di un temibile bandito. Le vicende del romanzo si destreggiano tra le terre di Inghilterra e Francia verso la vine del 1700, epoca romantica e suggestiva per eccellenza. Non mancano i banditi veri, i briganti, i comandanti dell’esercito bellissimi, la politica e i ribelli, e ovviamente l’amore.

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